Garlasco, Stasi e la revisione del processo: le prove contestate che bloccano ancora la sua richiesta
Indice dei Contenuti:
Nuove indagini sul caso Garlasco rimettono in discussione la condanna di Stasi
Chi: il caso riguarda Alberto Stasi, condannato per l’omicidio di Chiara Poggi, e il 37enne Andrea Sempio.
Che cosa: la Procura di Pavia ha chiuso le indagini per concorso in omicidio su Sempio e si attende la valutazione della Procura generale di Milano per una possibile revisione della condanna di Stasi.
Dove: i fatti ruotano attorno a Garlasco, in provincia di Pavia, e agli uffici giudiziari di Milano e Brescia.
Quando: l’omicidio risale al 13 agosto 2007; Sempio è indagato dal 2025; oggi si è alla fase conclusiva delle nuove indagini.
Perché: nuovi elementi probatori – in particolare l’“impronta 33” e una diversa datazione dell’ora della morte – potrebbero incidere sul giudizio definitivo a carico di Stasi.
In sintesi:
- La Procura di Pavia ha chiuso le indagini su Andrea Sempio per concorso in omicidio.
- La Procura generale di Milano valuta se chiedere la revisione della condanna di Alberto Stasi.
- Nuove perizie indicano un diverso orario della morte di Chiara Poggi.
- L’eventuale revisione non è automatica né equivale a un nuovo processo completo.
Nuove prove, vecchia sentenza: cosa cambia per il caso Garlasco
Il 13 agosto 2007 Chiara Poggi viene trovata morta nella villetta di famiglia a Garlasco.
Le indagini puntano subito su Alberto Stasi, fidanzato della vittima: assolto in primo e secondo grado, sarà definitivamente condannato nel 2015 dalla Cassazione a 16 anni. Ha scontato 10 anni di carcere e ottenuto la semilibertà nel 2025.
Nello stesso anno, la Procura di Pavia apre un fascicolo per concorso in omicidio su Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, il fratello di Chiara. Ora per il 37enne è imminente l’avviso di conclusione delle indagini, passaggio che precede le eventuali richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione.
Parallelamente, un’informativa è stata predisposta per la Procura generale di Milano, chiamata a stabilire se gli elementi raccolti siano così nuovi e decisivi da giustificare una domanda di revisione del processo che portò alla condanna definitiva di Stasi.
Si tratta di un passaggio delicato: solo in rari casi la magistratura requirente promuove in proprio la revisione di una sentenza irrevocabile.
La revisione, disciplinata dal codice di procedura penale, è un rimedio eccezionale e non un terzo grado di giudizio.
Può essere concessa quando emergono fatti incompatibili con la sentenza, risultano falsi atti o prove decisivi, intervengono decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo o, come nel caso in esame, si scoprono nuove prove di natura potenzialmente decisiva.
Già nel 2016 la difesa di Stasi aveva cercato questa strada, sostenendo, tramite perizia genetica, l’attribuzione a Sempio del Dna individuato sotto le unghie di Chiara. Il procuratore generale di Milano aveva accolto l’istanza, ma la Corte d’appello di Brescia si era dichiarata incompetente per un vizio procedurale, bloccando il percorso.
Nel 2021 la Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che la nuova prova non scalfiva “la valenza indiziaria di altri numerosi e gravi elementi” a carico di Stasi.
Nel dicembre 2023 anche la Corte EDU ha negato un intervento. Oggi, però, è la stessa Procura generale di Milano a ipotizzare una nuova revisione, con un diverso peso istituzionale rispetto a un’iniziativa difensiva.
Tra i nuovi elementi spicca la cosiddetta “impronta 33”, che le indagini più recenti riconducono a Andrea Sempio.
Ancora più rilevanti appaiono le ultime consulenze medico-legali, fra cui quella della dottoressa Cristina Cattaneo, che collocano la morte di Chiara Poggi tra le 10:30 e le 12, con maggiore probabilità nella finestra 11:00-11:30. Secondo la ricostruzione difensiva, in quella fascia oraria Stasi sarebbe stato a casa, davanti al computer, impegnato nella tesi di laurea, con un utilizzo documentato del pc.
Se tale cronologia venisse ritenuta attendibile e incompatibile con la presenza di Stasi sulla scena del delitto, la tenuta della sentenza di condanna ne risulterebbe seriamente incrinata.
Resta però un nodo cruciale: la Procura generale non valuterà solo singole prove, ma la coerenza complessiva dell’impianto accusatorio. E anche un’eventuale ammissione della revisione non aprirebbe un processo “da zero”, bensì un giudizio limitato a verificare se i nuovi elementi siano sufficienti a rovesciare un verdetto passato in giudicato.
Quali scenari si aprono ora per Stasi e per la giustizia
Se la Procura generale di Milano ritenesse le nuove prove idonee a minare la condanna, potrebbe promuovere formalmente la revisione davanti alla corte competente.
Un’eventuale revisione accolta potrebbe sfociare nell’assoluzione di Alberto Stasi, nella conferma della condanna o in una diversa qualificazione dei fatti, con ricadute significative anche sulla posizione di Andrea Sempio.
Il caso Garlasco, già oggetto di forte attenzione mediatica e giudiziaria, si conferma così un banco di prova per l’affidabilità delle ricostruzioni probatorie a distanza di molti anni dal delitto e per il ruolo delle nuove tecniche genetiche e medico-legali nelle aule di giustizia.
Qualunque decisione inciderà non solo sulla vita dei protagonisti, ma anche sulla fiducia dell’opinione pubblica nella capacità dell’ordinamento di correggere, quando necessario, i propri errori giudiziari.
FAQ
Che cosa significa revisione della sentenza nel caso Garlasco?
La revisione è un rimedio straordinario che consente di riaprire una condanna definitiva quando emergono nuove prove decisive, potenzialmente incompatibili con il precedente verdetto.
Chi sta valutando oggi la possibile revisione della condanna di Stasi?
La possibile revisione è al vaglio della Procura generale di Milano, che deve decidere se promuovere formalmente l’istanza in corte.
Cosa cambia con le nuove perizie sull’ora della morte di Chiara Poggi?
Le nuove perizie collocano la morte tra le 10:30 e le 12, rendendo potenzialmente incompatibile la presenza di Stasi sulla scena del delitto.
Qual è il ruolo di Andrea Sempio nelle indagini attuali?
Andrea Sempio è indagato per concorso in omicidio; la Procura di Pavia sta concludendo le indagini per valutare eventuali ulteriori passi.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
Questa analisi deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



