Garlasco, il maresciallo Pennini ricostruisce il presunto suicidio di Giovanni Ferri e l’uso dell’arma
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Il caso di Giovanni Ferri riaccende i dubbi a Garlasco
Nel contesto del delitto di Garlasco, riemerge il caso di Giovanni Ferri, pensionato 88enne trovato morto nel 2010 in via Mulino, a Garlasco. All’epoca il decesso fu classificato come suicidio, ma la moglie Gabriella Conti non ha mai condiviso questa conclusione.
Il maresciallo Pennini, intervenuto pubblicamente nel 2026, ha ricostruito i passaggi dell’intervento di allora, confermando la presenza dell’arma in mano alla vittima e il trasferimento della salma alla medicina legale di Pavia.
Le perplessità della famiglia, unite ad alcuni dettagli tecnico–procedurali poco chiari, alimentano oggi interrogativi su come fu gestita l’indagine e perché non si sia proceduto a ulteriori approfondimenti investigativi.
In sintesi:
- Nel 2010 Giovanni Ferri viene trovato morto a Garlasco: il caso è archiviato come suicidio.
- La moglie Gabriella Conti contesta la dinamica, la strada scelta e l’assenza di approfondite indagini.
- Il maresciallo Pennini conferma la presenza del coltello in mano alla vittima e il trasferimento a Pavia.
- I dubbi sul suicidio riemergono oggi nel clima di attenzione sul delitto di Garlasco.
Ricostruzione dei fatti e intervento del maresciallo Pennini
Secondo la ricostruzione del maresciallo Pennini, sul luogo del ritrovamento di Giovanni Ferri intervenne il medico legale, che effettuò un primo esame esterno del corpo.
Successivamente la salma fu trasferita presso la medicina legale di Pavia; lo stesso Pennini precisa: *”Ritengo che sia stata trasferita lì per avere l’esame autoptico, poi se ci sia stato o meno questo non lo so”*.
Riguardo alle lesioni, il maresciallo chiarisce di ricordare *”il polso sinistro tagliato e la gola, se non erro, in entrambe le due parti”*, smentendo la versione secondo cui entrambi i polsi sarebbero stati recisi.
Elemento centrale è la presenza dell’arma: *”Io ho sempre parlato dell’arma, del coltello, che era lì presente… L’arma c’era, era in mano alla vittima“*.
Questi dettagli, oggi riletti, incidono sulla valutazione di compatibilità tra la scena rinvenuta e l’ipotesi di suicidio.
I dubbi della moglie e i nodi ancora aperti sul presunto suicidio
Gabriella Conti contesta innanzitutto il luogo del ritrovamento: *”Noi non siamo mai passati per quella strada, io non sapevo neanche dov’era. Mio marito faceva un’altra strada, via De Amicis”*, ha dichiarato a Mattino Cinque.
La donna descrive Giovanni Ferri come un uomo sereno: in una precedente partecipazione alla trasmissione, il 23 aprile, aveva ribadito che il marito *”era tranquillissimo”* e non aveva mai mostrato segni di depressione o intenzioni autolesionistiche.
Dopo la comunicazione ufficiale del decesso da parte di un carabiniere, alla presenza della cognata, Conti riferisce di non essere più stata ascoltata dagli inquirenti: *”Mi aspettavo che investigassero“*.
La combinazione tra percorso inusuale, profilo psicologico descritto dalla moglie e percepita carenza di approfondimenti investigativi mantiene aperta, a distanza di anni, la domanda sulla reale natura della morte di Giovanni Ferri.
FAQ
Chi era Giovanni Ferri e cosa accadde nel 2010?
Giovanni Ferri era un pensionato 88enne di Garlasco, trovato morto in via Mulino nel 2010; il caso fu archiviato come suicidio.
Perché la moglie di Giovanni Ferri dubita del suicidio?
La moglie dubita perché il marito era descritto come sereno, senza depressione, e non percorreva abitualmente la strada in cui è stato ritrovato.
Cosa ha dichiarato il maresciallo Pennini sul ritrovamento del corpo?
Il maresciallo Pennini ha confermato la presenza del coltello in mano alla vittima e il trasferimento della salma alla medicina legale di Pavia.
Fu eseguita un’autopsia ufficiale su Giovanni Ferri?
Secondo Pennini la salma fu trasferita per l’esame autoptico, ma lui stesso afferma di non sapere con certezza se l’autopsia sia stata eseguita.
Quali sono le fonti utilizzate per la ricostruzione di questo articolo?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.



