Garlasco, parcella contestata e documenti nascosti: come fu compromessa l’indagine iniziale su Sempio
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Nuovi dubbi sul caso Sempio: cosa emerge dalle indagini su “sistema Pavia”
Nel 2017 l’inchiesta su Andrea Sempio, legata al delitto di Garlasco, venne archiviata dalla magistratura pavese. Oggi, a Milano, quelle stesse carte sono oggetto di una nuova, severa valutazione giudiziaria.
Secondo gli atti del Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano, consultati dalla stampa, nel 2007-2017 la gestione di alcuni elementi probatori su Sempio sarebbe stata condizionata da passaggi di documenti riservati, contatti “ingiustificati” e compensi non tracciati.
Sotto la lente finiscono il luogotenente Maurizio Pappalardo, il carabiniere Silvio Sapone e magistrati come Laura Barbaini e Mario Venditti, nel più ampio contesto del cosiddetto “sistema Pavia”.
Al centro delle contestazioni vi sarebbero l’accesso informale a tabulati telefonici, il possibile flusso illecito di documenti coperti da segreto istruttorio verso i difensori di Sempio e circa 60mila euro in compensi non tracciati.
In sintesi:
- Nuova analisi delle indagini su Andrea Sempio, archiviate nel 2017 dalla procura di Pavia.
- Sotto esame accessi informali a tabulati, documenti coperti da segreto e contatti “ingiustificati”.
- Contestati pagamenti non tracciati per circa 60mila euro a fronte di attività difensive minime.
- Ipotesi di gestione anomala dell’inchiesta e possibile depistaggio ancora al vaglio dei giudici.
Documenti riservati, contatti anomali e 60mila euro non tracciati
Un episodio chiave, definito “inquietante” dagli inquirenti milanesi, risale al 24 dicembre 2016. In quella data il luogotenente Maurizio Pappalardo avrebbe fotografato, dal computer del tribunale, un elenco di tabulati telefonici riferiti a Andrea Sempio, senza che vi fosse un’esigenza investigativa formalmente giustificata.
L’operazione si inserisce nel filone sul cosiddetto “sistema Pavia”, un presunto circuito di relazioni opache tra investigatori, avvocati e magistrati. Secondo gli accertamenti, alcuni atti riservati sarebbero poi confluiti in modo anomalo nella disponibilità dei difensori di Sempio, in potenziale violazione del segreto istruttorio.
Gli investigatori segnalano inoltre contatti “ingiustificati” tra il carabiniere Silvio Sapone e Sempio, nonché conversazioni in cui l’indagato allude a interlocuzioni informali con chi conduceva le indagini. Nel mirino anche la famiglia Sempio: sarebbero stati versati circa 60mila euro in contanti o comunque non tracciati per attività difensive giudicate “minime”, elemento ritenuto indicativo di una possibile strategia parallela rispetto al canale processuale ordinario.
Nel fascicolo figurano poi le comunicazioni della procuratrice generale di Milano Laura Barbaini, critica verso la riapertura del caso, e materiale attribuito a Luciano Garofano per una consulenza tecnica, con caratteristiche non del tutto coincidenti con gli atti ufficialmente depositati. Per i carabinieri, il quadro complessivo suggerisce una gestione irregolare dell’inchiesta e l’ipotesi di indebite interferenze sulle valutazioni probatorie.
Le possibili ricadute sull’inchiesta e sul sistema giudiziario
Se le anomalie ipotizzate fossero confermate in sede giudiziaria, la posizione di Andrea Sempio e l’intera ricostruzione del delitto di Garlasco potrebbero essere nuovamente rimesse in discussione.
L’eventuale accertamento di accessi abusivi agli atti, violazioni del segreto istruttorio e flussi di denaro in nero chiamerebbe in causa anche la responsabilità disciplinare e penale di appartenenti alle forze dell’ordine e della magistratura pavese.
Per il sistema giudiziario, il caso rappresenta un banco di prova sulla trasparenza delle indagini e sulla tracciabilità delle attività difensive in procedimenti ad alto impatto mediatico. Le nuove verifiche milanesi potranno chiarire se si sia trattato di singole condotte devianti o di un vero “modello” investigativo distorto, con possibili riverberi su altri procedimenti gestiti nello stesso contesto territoriale.
FAQ
Chi è Andrea Sempio e perché è indagato nel caso Garlasco?
Andrea Sempio è un conoscente di Chiara Poggi. È stato valutato come possibile indagato nell’inchiesta parallela al delitto di Garlasco.
Cosa si intende per “sistema Pavia” nelle indagini milanesi?
Il “sistema Pavia” indica un presunto circuito di relazioni irregolari tra investigatori, avvocati e magistrati che avrebbe condizionato alcune inchieste.
Perché i 60mila euro non tracciati sono considerati rilevanti?
I 60mila euro non tracciati sono ritenuti sproporzionati rispetto alle attività difensive minime e indicativi di possibili canali opachi.
Qual è il ruolo contestato a Pappalardo e Sapone nel fascicolo?
Secondo gli atti, avrebbero avuto accessi anomali a tabulati e contatti “ingiustificati” con Sempio, potenzialmente in violazione delle regole procedurali.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.



