Avvocato della famiglia del bosco accusa lo Stato: stigma, isolamento e richiesta di dialogo spezzano il silenzio

Avvocato della famiglia del bosco accusa lo Stato: stigma, isolamento e richiesta di dialogo spezzano il silenzio

24 Gennaio 2026

L’avvocato della famiglia del bosco: «Credo ci sia stata la volontà di porre lo stigma sociale su una famiglia che viveva diversamente. È ora di aprire un dialogo, lo Stato deve ascoltarli»

La famiglia nel mirino

Nel caso della cosiddetta Famiglia del Bosco, il procedimento sulla sospensione della responsabilità genitoriale resta sospeso in un limbo giudiziario che incide direttamente sulla vita quotidiana dei minori. La perizia disposta dal tribunale dell’L’Aquila, inizialmente fissata per il 23 gennaio, è slittata al 30 a causa dell’assenza di un interprete disponibile, dando avvio a un percorso tecnico di 120 giorni che prolungherà l’incertezza.

I tre bambini restano ospitati in una casa di accoglienza a Vasto, dove vive anche la madre Catherine: può incontrarli solo tre volte al giorno, per periodi definiti come «estremamente limitati», mentre il padre li vede tre volte alla settimana. L’avvocata Daniela Solinas, uno dei due legali dei coniugi Trevallion, definisce il quadro «drammatico», evidenziando come lo stress accumulato da entrambi i genitori rischi di incidere anche sull’esito stesso della perizia.

La madre, da oltre sessanta giorni, vive in un contesto protetto che ha stravolto abitudini, autonomia e rapporti familiari. Il padre, separato nella quotidianità dai figli, è costretto a un ruolo parentale frammentato e vigilato, in un clima di sorveglianza costante che rende ogni interazione oggetto di osservazione e valutazione.

BOTTONE COMPRA BRANDED CONTENT SU ASSODIGITALE SMALL

Stigma sociale e privacy violata

Nella ricostruzione difensiva, il nodo centrale non è solo giuridico ma culturale: una famiglia che ha scelto di vivere in modo alternativo, a contatto con la natura e con ritmi diversi, sarebbe stata letta dai servizi sociali e dalle istituzioni come un’anomalia da correggere. L’avvocata Solinas parla apertamente di «volontà di porre uno stigma sociale» su chi abita e cresce i figli fuori dallo schema urbano standard.

L’elemento più grave, secondo la legale, è la gestione dei dati e delle informazioni sui minori: dettagli di vita privata, immagini, racconti e giudizi sarebbero circolati in modo «massiccio e pervasivo», con il rischio di segnarli per sempre. Quei bambini, domani adolescenti, dovranno fare i conti con un’esposizione mediatica e istituzionale che li ha trasformati in “caso”, soprattutto attraverso la narrazione attorno alla madre, descritta come contraria a ogni intervento pur senza avere, oggi, la titolarità della responsabilità genitoriale.

La difesa contesta poi anche la qualità delle relazioni sociali: nella prima relazione dei servizi, ad esempio, l’abitazione è descritta come priva di impianto elettrico, senza precisare la presenza di pannelli fotovoltaici in grado di garantire luce ed energia in ogni momento della giornata.

Dialogo tra Stato e famiglie alternative

Oltre il caso specifico dei coniugi Trevallion, l’attenzione si allarga sulle scelte di vita di altre famiglie che hanno puntato su una dimensione comunitaria nelle valli del Centro Italia: circa trenta nuclei condividono spazi, risorse e valori legati alla sobrietà, alla natura e a ritmi meno competitivi. Figure come Giovanni, uno dei residenti, raccontano percorsi di lavoro, scuola e socialità che cercano di conciliare sostenibilità economica e benessere relazionale dei figli.

In questo contesto, la difesa chiede al tribunale non solo una verifica tecnica, ma un cambiamento di approccio: non più un confronto irrigidito, basato esclusivamente su carteggi e relazioni, ma l’ascolto diretto dei genitori e la valutazione effettiva delle modifiche comportamentali messe in atto. Per l’avvocata Solinas, i “dati in possesso” delle istituzioni sarebbero parziali o fuorvianti, perché non considerano decine di foto e video che mostrano i bambini impegnati in attività sociali, a contatto con coetanei e adulti.

L’obiettivo auspicato è un passo avanti dello Stato: convocare i genitori, verificare se esistono ancora reali presupposti di emergenza per l’allontanamento e riconoscere, ove presenti, i progressi compiuti.

FAQ

D: Chi è l’avvocata che rappresenta la famiglia?
R: Si tratta dell’avvocata Daniela Solinas, incaricata dai coniugi Trevallion di seguire il procedimento sulla responsabilità genitoriale.

D: Dove si trovano attualmente i bambini?
R: I minori sono ospitati in una casa di accoglienza a Vasto, dove vive anche la madre con tempi di visita rigidamente regolati.

D: Perché la perizia è stata rinviata?
R: L’udienza per la perizia presso il tribunale dell’L’Aquila è stata rinviata per mancanza di un interprete disponibile nella data originaria.

D: Qual è il principale timore della difesa?
R: L’avvocata teme che lo stress protratto della coppia incida negativamente sull’esito della consulenza tecnica e sul benessere dei figli.

D: In che modo si parla di stigma sociale?
R: La difesa sostiene che la famiglia sia stata giudicata per il solo fatto di vivere in modo diverso, con una scelta di vita nei boschi letta come devianza.

D: Cosa viene contestato ai servizi sociali?
R: Vengono contestate relazioni ritenute fuorvianti, omissioni su elementi tecnici (come i pannelli fotovoltaici) e una gestione invasiva della privacy dei minori.

D: Esistono altre famiglie con stili di vita simili?
R: Sì, nelle valli del Centro Italia circa trenta famiglie hanno scelto modelli di vita comunitaria, più sostenibili e a contatto con la natura.

D: Qual è la fonte giornalistica originaria di questa vicenda?
R: La ricostruzione prende spunto dall’intervista video pubblicata da La Verità, che ha dato voce all’avvocata Solinas sul caso della Famiglia del Bosco.


Redazione Assodigitale Avatar

Redazione Assodigitale

La Redazione di Assodigitale Phd, MBA, CPA

Il team editoriale di Assodigitale coordina la pubblicazione di notizie, analisi e approfondimenti quotidiani dal mondo dell'innovazione, della tecnologia e dei mercati digitali.

Questo account raccoglie i contributi storici della testata, i comunicati stampa certificati e le inchieste collettive curate dai nostri giornalisti e analisti.

Fondata per esplorare l'impatto della trasformazione digitale sulla società e sull'economia, la Redazione di Assodigitale si impegna a fornire un'informazione accurata, indipendente e verificata, seguendo rigorosi standard deontologici e di fact-checking per garantire ai lettori una visione chiara ed esperta del futuro tecnologico."

Per tutte le vostre esigenze editoriali e per proporci progetti speciali di Branded Content oppure per inviare alla redazione prodotti per recensioni e prove tecniche potete contattarci direttamente scrivendo alla redazione : CLICCA QUI

Areas of Expertise: Digital Marketing, SEO, Content Strategy, Crypto, Blockchain, Fintech, Finance, Web3, Metaverse, Digital Content, Journalism, Branded Content, Digital Transformation, AI Strategy, Digital Publishing, DeFi, Tokenomics, Growth Hacking, Online Reputation Management, Emerging Tech Trends, Business Development, Media Relations, Editorial Management.
Fact Checked & Editorial Guidelines

Our Fact Checking Process

We prioritize accuracy and integrity in our content. Here's how we maintain high standards:

  1. Expert Review: All articles are reviewed by subject matter experts.
  2. Source Validation: Information is backed by credible, up-to-date sources.
  3. Transparency: We clearly cite references and disclose potential conflicts.
Reviewed by: Subject Matter Experts

Our Review Board

Our content is carefully reviewed by experienced professionals to ensure accuracy and relevance.

  • Qualified Experts: Each article is assessed by specialists with field-specific knowledge.
  • Up-to-date Insights: We incorporate the latest research, trends, and standards.
  • Commitment to Quality: Reviewers ensure clarity, correctness, and completeness.

Look for the expert-reviewed label to read content you can trust.