Sempio al centro dell’inchiesta: ricostruite le prove e le contestazioni chiave nell’indagine per omicidio
Indice dei Contenuti:
Nuove ombre sul delitto di Garlasco e sul ruolo di Andrea Sempio
Chi indaga è il colonnello dei carabinieri Antonio Coppola, cosa emerge è un atto d’accusa articolato contro Andrea Sempio e una critica severa alle indagini sul delitto di Garlasco. Dove accade è tra la Procura di Pavia, la Procura generale di Milano e gli uffici giudiziari coinvolti nel cosiddetto “Sistema Pavia”. Quando, tra il 2014 e il 2025, con intercettazioni, perizie e analisi dei supporti digitali. Perché, secondo il rapporto, errori, depistaggi e contatti anomali avrebbero inciso sulla ricostruzione dell’omicidio di Chiara Poggi e sulla condanna di Alberto Stasi.
In sintesi:
- Il rapporto dei carabinieri indica Andrea Sempio come sospetto chiave nel delitto di Garlasco.
- Emergono intercettazioni su video intimi, sangue sulla scena e alibi basati su uno scontrino.
- Tracce digitali mostrano ricerche su Dna, serial killer, satanismo e violenza sulle donne.
- Vengono contestati “Sistema Pavia”, gestione delle prove e fuga di atti riservati.
Il rapporto conclusivo sulla morte di Chiara Poggi, firmato dal colonnello Antonio Coppola, rilegge in profondità il delitto di Garlasco e il percorso processuale che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi. Le nuove indagini individuano in Andrea Sempio un possibile protagonista occulto, evidenziando presunti depistaggi, inquinamenti probatori e scelte investigative ritenute “anomale”.
Tra gli elementi chiave: le intercettazioni in cui Sempio racconta dei contatti con Chiara Poggi e di un video intimo trasferito su una pennetta; le sue frasi sul sangue nella villetta di via Pascoli; le conversazioni dei genitori sullo scontrino del parcheggio di Vigevano usato come alibi; l’impronta 33 in cantina, attribuita a Sempio e considerata compatibile con la mano dell’assassino.
A questo si aggiungono le ricerche online sul Dna sotto le unghie della vittima, i test psicologici sul “serial killer” e una navigazione insistita su satanismo, predatori sessuali, omicidi e violenza sulle donne. Sullo sfondo, le relazioni controverse tra Sempio, alcuni investigatori, la Procura generale di Milano e gli esponenti del cosiddetto “Sistema Pavia”, fino all’accesso irregolare agli atti segreti dell’inchiesta.
Intercettazioni, impronte e tracce digitali che riaprono il caso
Il 14 aprile 2025, da solo in auto, Andrea Sempio viene intercettato mentre ascolta un podcast sul delitto di Garlasco. Rievoca le telefonate a Chiara Poggi, un video intimo “sparito”, il trasferimento su una pennetta e il rifiuto di lei, definendola in tono sprezzante *“bella stronza”*. A bassa voce aggiunge di avere ancora il video *“dentro la penna”*, dettaglio che per gli inquirenti rafforza la ricostruzione di un rapporto conflittuale e non trasparente con la vittima.
Il 12 maggio 2025 commenta poi la versione di Alberto Stasi scopritore del corpo, soffermandosi sulle perizie secondo cui il sangue sarebbe stato secco e non avrebbe lasciato impronte di scarpe. In un passaggio chiave, riferito alla villetta di via Pascoli, pronuncia la frase *“quando sono andato io… il sangue c’era”*, che i carabinieri interpretano come *“quando sono andato via io”* dalla scena del crimine.
In parallelo, l’“impronta 33” rilevata sul muro della cantina, trattata con ninidrina e attribuita a Sempio per 15 minuzie, viene considerata dagli investigatori segno dell’assassino. Il tenente colonnello Aldo Mattei descrive una mano destra che sembrava bagnata, con una macchia a goccia e schizzi, in posizione significativa rispetto al punto dove fu trovato il cadavere di Chiara Poggi.
Il 22 ottobre 2025 emergono poi le conversazioni tra i genitori di Sempio, Giuseppe e Daniela, sullo scontrino del parcheggio di Vigevano presentato come alibi per l’ora dell’omicidio. La madre insiste: *“comunque lo scontrino lo hai fatto tu!”*, salvo poi tormentarsi sostenendo di aver “rovinato la vita” al figlio suggerendogli di conservarlo. Per gli investigatori, le frasi aprono ulteriori interrogativi sulla genuinità di quell’alibi.
Sul piano digitale, dal settembre 2014 Sempio intensifica ricerche online legate al Dna sotto le unghie di Chiara Poggi, proprio mentre il tema diventa centrale nell’appello bis contro Stasi. In un hard disk usato tra il 2010 e il 2019, sequestrato il 14 maggio 2025, vengono rintracciate visite a pagine come “test psicologico killer”, “test del serial killer: i risultati” e “scopri il serial killer che è in te: quanto sei psicopatico da uno a dieci?”.
Gli stessi supporti rivelano un interesse ossessivo per satanismo, omicidi, predatori sessuali, decapitazioni, fenomeni cadaverici e violenza sulle donne. Un file Word, “Genesi dell’aggressione predatoria”, approfondisce il tema dei predatori sessuali, mentre nei diari compaiono sogni in cui Sempio si descrive come aggressore violento, fino a coltellate e violenze su una ragazza bionda e su un’amica.
Indagini contestate, Sistema Pavia e rischi per la credibilità giudiziaria
Il rapporto di Antonio Coppola non si limita al profilo di Andrea Sempio. Denuncia anche gravi anomalie nelle attività investigative del 2016: convocazioni “del tutto anomale” di Sempio da parte dei carabinieri di Pavia, contatti “assolutamente anomali, irrituali, illogici” con il maresciallo Silvio Sapone, “totale assenza di visione investigativa” e “grande superficialità” degli inquirenti nominati dal procuratore aggiunto Mario Venditti.
Vengono criticati anche gli accertamenti del 2014 contro Alberto Stasi, con “imprecisioni scientifiche e investigative” e dichiarazioni in Corte d’appello del perito De Stefano giudicate “un misto di imprecisioni, inesattezze e falsità”. Un focus specifico riguarda la Procura generale di Milano e la sostituta procuratrice Laura Barbaini, titolare del processo a Stasi. Il rapporto analizza la circolazione di una consulenza difensiva che indicava Sempio, ancora coperta da segreto: punti di cucitura e post-it porterebbero alla copia nella disponibilità del procuratore generale Roberto Alfonso e della stessa Barbaini.
In una intercettazione, Giuseppe Sempio attribuisce proprio alla Barbaini il suggerimento di presentare un esposto alla Procura generale per frenare l’inchiesta su Andrea: *“gliel’ha consigliato la Barbaini… può intervenire e dire a Pavia cosa state facendo?”*. Il quadro si intreccia con il cosiddetto “Sistema Pavia”: il 24 dicembre 2016 il colonnello Maurizio Pappalardo, oggi imputato per corruzione e altri reati, entra in Procura e fotografa con il cellulare gli atti segreti sull’iscrizione di Sempio, avvenuta il giorno precedente.
Le celle telefoniche collocano Pappalardo in un’area compatibile con l’ufficio del procuratore aggiunto, all’epoca proprio Mario Venditti. Questo passaggio documentale non autorizzato tra indagini su Garlasco e “Sistema Pavia” apre scenari delicati sulla tenuta delle garanzie processuali e sulla necessità di verificare, con strumenti rigorosi e indipendenti, l’impatto di tali interferenze sulla verità giudiziaria del caso Poggi.
FAQ
Chi è Andrea Sempio nel contesto del delitto di Garlasco?
È indicato dal nuovo rapporto dei carabinieri come sospetto centrale, collegato a impronte, intercettazioni, ricerche web e un alibi contestato.
Cosa rappresenta l’impronta 33 trovata nella cantina di Garlasco?
È ritenuta dagli inquirenti impronta dell’assassino, attribuita ad Andrea Sempio per 15 minuzie, lasciata da una mano apparentemente bagnata.
Perché le vecchie indagini sul caso Poggi vengono oggi messe in discussione?
Perché il rapporto evidenzia errori scientifici, superficialità investigative, possibili depistaggi e interferenze del “Sistema Pavia” sulla gestione delle prove.
Che ruolo hanno le ricerche online di Sempio su Dna e serial killer?
Confermano, secondo gli investigatori, un interesse ossessivo per il caso, il Dna di Chiara Poggi e la tematica dei predatori violenti.
Quali sono le fonti alla base di questa ricostruzione giornalistica?
È basata su una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.



