Garlasco, nuova svolta sul Santuario: crolla l’ipotesi principale e riparte l’indagine

Omicidio di Garlasco, archiviata la pista del Santuario della Madonna della Bozzola
La magistratura di sorveglianza di Pavia ha respinto, il 7 gennaio 2025, la richiesta di audizione di Flavius Savu, detenuto nel carcere di Torre del Gallo per i video-ricatti hot contro l’allora rettore del Santuario della Madonna della Bozzola, don Gregorio Vitali.
La decisione chiude di fatto la controversa “pista del Santuario” nel delitto di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco (Pavia) nel 2007.
Per mesi Savu, tramite dichiarazioni informali e memoriali, aveva alimentato teorie su festini, pedofilia e riti orgiastici, sostenendo che Chiara sarebbe stata eliminata perché a conoscenza di segreti inconfessabili.
Gli inquirenti hanno però ritenuto giuridicamente irrilevante il contributo del romeno, smontando così l’impianto costruito dall’ex legale di Andrea Sempio, l’avvocato Massimo Lovati, che aveva legato l’omicidio a un presunto omicidio su commissione legato a una rete criminale pedofila.
In sintesi:
- Rigettata la richiesta di colloquio investigativo presentata da Flavius Savu al magistrato di sorveglianza.
- La “pista del Santuario” sul delitto di Chiara Poggi viene di fatto archiviata.
- Le teorie di riti orgiastici, pedofilia e sicario su commissione restano prive di riscontri.
- Nessuna formale richiesta alla Procura di Pavia per nuove dichiarazioni di Savu.
Come cade la pista del Santuario nel caso Chiara Poggi
Per mesi Flavius Savu, latitante fino all’arresto in Svizzera e oggi detenuto a Torre del Gallo, ha alimentato sospetti sul Santuario della Madonna della Bozzola.
Secondo il suo racconto, il prete esorcista don Gregorio Vitali avrebbe organizzato festini a sfondo sessuale con giovanissimi e uomini facoltosi; Chiara, sempre secondo Savu, li avrebbe scoperti, venendo poi “messa a tacere”.
Questa narrazione aveva rafforzato la tesi dell’omicidio su commissione promossa dall’ex avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, che collegava il Santuario alle ricerche trovate nella pennetta di Chiara: articoli su pedofilia nel clero, anoressia e “coca cattiva”, temi sui quali don Gregorio operava in una comunità per ragazzi.
Lovati, già intermediario nei pagamenti estorti a don Gregorio per evitare la diffusione di video sessualmente espliciti, usò Savu per allontanare Sempio dalla scena del crimine e attribuire il delitto a un’organizzazione criminale.
Nelle sue confidenze, Savu descriveva Sempio come “il sadico” e l’amico suicida Michele Bertani come “il picchiatore”, agganciando alla vicenda anche gli strani suicidi avvenuti a Garlasco dopo l’omicidio.
Le motivazioni del rigetto e le prospettive sull’inchiesta
Nell’istanza del 30 dicembre 2025, l’avvocato Roberto Grittinini ha chiesto per Savu un colloquio con la magistrata di sorveglianza Ilaria Pia Maria Maupoil, ipotizzando che l’incontro potesse “assumere anche le caratteristiche di natura e interesse investigativo”.
Nella risposta di rigetto del 7 gennaio, Maupoil chiarisce che il magistrato di sorveglianza non svolge colloqui con possibili profili investigativi e che ogni richiesta di questo tipo va indirizzata alla Procura della Repubblica.
Elemento decisivo: nessuna domanda formale di audizione è mai arrivata al procuratore capo Fabio Napoleone né ai pm del pool Garlasco.
Di fatto, quindi, la giustizia non riconosce alle dichiarazioni di Savu valore utile per riaprire o deviare l’inchiesta sull’omicidio Poggi. Il presunto rischio di essere “ucciso in carcere”, da lui evocato per giustificare silenzi e retromarce, non trova riscontri nei documenti ufficiali.
Con il mancato coinvolgimento della Procura, cala il sipario giudiziario sulla “pista Santuario”.
FAQ
Che cosa succede ora alla pista del Santuario sulla morte di Chiara Poggi?
La pista viene di fatto accantonata: il rigetto dell’istanza di Savu e l’assenza di richieste alla Procura chiudono ogni sviluppo investigativo concreto.
Flavius Savu potrà essere riascoltato in futuro sulla vicenda di Garlasco?
Sì, teoricamente è possibile, ma solo se presenterà tramite il difensore una specifica istanza diretta alla Procura della Repubblica di Pavia.
Le accuse di pedofilia e riti orgiastici al Santuario hanno avuto riscontri giudiziari?
No, al momento non risultano riscontri processuali solidi: le affermazioni di Savu restano prive di prove documentali e testimonianze convergenti.
Il ruolo dell’avvocato Massimo Lovati incide ancora sull’inchiesta su Chiara Poggi?
Attualmente no: la strategia difensiva di Lovati su sicario e organizzazione pedofila non ha prodotto nuovi sviluppi investigativi ufficiali.
Da quali fonti è stata ricostruita questa ricostruzione sul caso Santuario e Savu?
La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle notizie ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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