Strage di Crans-Montana, svelato un retroscena choc sul locale: il cerchio delle responsabilità si allarga

Strage di Crans-Montana, svelato un retroscena choc sul locale: il cerchio delle responsabilità si allarga

8 Gennaio 2026

Nuovi dettagli sul locale e le prime falle emerse

Crans-Montana, notte di Capodanno: il locale Le Constellation si trasforma in un labirinto senza via d’uscita. Le prime verifiche hanno messo a fuoco un nodo strutturale cruciale: la veranda d’ingresso, oggetto di un progetto di ampliamento depositato il 19 dicembre, era già operativa e inidonea alla gestione dei flussi. Le vetrate, in materiale plastico ad alta resistenza, non potevano essere infrante durante la fuga, mentre l’unica porta utile risultava stretta e insufficiente per centinaia di persone.

Secondo i rilievi, quell’accesso rispettava criteri opposti alle basilari norme antincendio: la porta si apriva verso l’interno, ostacolando l’evacuazione nel momento di massima pressione. La capienza reale, stimata tra 300 e 400 presenti, ha saturato in pochi istanti l’imbuto dell’ingresso.

Il quadro preliminare delineato dagli investigatori evidenzia carenze sistemiche nella progettazione temporanea degli spazi e nell’applicazione dei protocolli di sicurezza. L’insieme di barriere fisiche, materiali non frangibili e varchi ridotti ha reso impraticabile ogni manovra di esodo rapido.

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Le omissioni di sicurezza e la trappola delle uscite

Nell’interrato, l’area più affollata, l’unica via di fuga risultava di fatto inutilizzabile: ex dipendenti riferiscono che la porta d’emergenza veniva regolarmente chiusa a chiave dai gestori per evitare passaggi non autorizzati. La collocazione, nascosta in una zona fumatori, l’ha resa invisibile tra fumo denso e panico, aggravando il collo di bottiglia sulle scale.

Un soccorritore ha confermato di aver dovuto forzare l’infisso per aprirlo, elemento che corrobora l’ipotesi di un blocco attivo nel momento cruciale. Nel frattempo, i presenti tentavano di risalire una rampa stretta e ripida, inadatta a un deflusso simultaneo di centinaia di persone.

La combinazione di porta serrata, segnaletica inefficace e percorsi di esodo mal progettati ha trasformato gli spazi sottoterra in una trappola, annullando le procedure di evacuazione e moltiplicando i tempi di reazione.

Fontane pirotecniche e materiali infiammabili: l’innesco del disastro

Le indagini collocano l’origine del rogo nelle fontane pirotecniche accese sui colli delle bottiglie di champagne durante lo spettacolo. Le scintille hanno raggiunto il soffitto rivestito con spugna sintetica fonoassorbente, materiale altamente infiammabile che ha preso fuoco in pochi secondi.

Il rapido sviluppo delle fiamme ha generato fumi tossici letali, indicati come la causa principale dei decessi, prima ancora che il calore divenisse insostenibile. L’effetto combinato di visibilità nulla e inalazione di gas ha paralizzato i percorsi di fuga.

Testimonianze interne riferiscono che il personale era consapevole dei rischi: alcuni barman avevano già segnalato la pericolosità delle esibizioni con pirotecnica, ma gli avvertimenti sarebbero stati ignorati per ragioni di attrattiva commerciale e immagine del locale.

Indagini, responsabilità e ricadute istituzionali

L’inchiesta si concentra sul profilo del proprietario Jacques Moretti e sulla catena dei controlli: emergono precedenti penali di circa vent’anni fa e verifiche antincendio sporadiche rispetto alla cadenza annuale prevista dalla normativa. Moretti sostiene di aver ricevuto solo tre ispezioni in dieci anni, un dato che aggrava il sospetto di lacune amministrative.

L’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado parla di responsabilità gravissime, sottolineando che un simile quadro, in Italia, avrebbe prodotto immediati provvedimenti restrittivi. Il Comune respinge accuse di negligenza ma interviene in via prudenziale, revocando la licenza all’altro locale della coppia, Le Petit Maison, per ragioni di sicurezza pubblica.

La reazione si allarga a livello nazionale: il progetto di legge che mirava ad allentare le norme antincendio viene sospeso e diverse città, tra cui Losanna, avviano ispezioni straordinarie su centinaia di locali notturni. Resta il nodo dei minori: molte vittime erano sotto i 16 anni, in contrasto con i limiti su accesso e alcol previsti dalla legge.

FAQ

  • Quante ispezioni antincendio risultano eseguite su Le Constellation?
    Secondo Jacques Moretti, tre in dieci anni, a fronte di verifiche teoricamente annuali.
  • Quali profili di responsabilità sono al centro dell’inchiesta?
    Gestione del locale, rispetto delle norme antincendio, controlli amministrativi e uso di pirotecnica in presenza di materiali infiammabili.
  • Qual è la posizione dell’ambasciata italiana?
    Gian Lorenzo Cornado ha parlato di responsabilità gravissime, ritenendo che in Italia ci sarebbero stati arresti immediati.
  • Che misure ha adottato il Comune?
    Ha negato negligenze ma ha revocato la licenza dell’altro locale, Le Petit Maison, per tutela della sicurezza pubblica.
  • Cosa è accaduto al progetto di legge sulle norme antincendio?
    È stato sospeso dopo la strage, in attesa di approfondimenti.
  • Perché si parla di presenza irregolare di minori?
    Perché molte vittime erano sotto i 16 anni, nonostante i limiti legali su accesso e somministrazione di alcol.

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