Garlasco, nuova pista giudiziaria sulla password nascosta nel pc di Chiara Poggi
Indice dei Contenuti:
Nuove verifiche sulla cartella protetta “Albert” nel delitto di Garlasco
A quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, gli investigatori stanno riesaminando una cartella protetta del computer di Chiara Poggi, denominata “Albert”, presumibilmente riferita ad Alberto Stasi. La giovane avrebbe impostato una password pochi mesi prima dell’omicidio, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco, in provincia di Pavia.
Gli inquirenti vogliono capire perché quella cartella fosse stata blindata, quali contenuti sensibili potesse custodire e chi, oltre a Chiara, potrebbe avervi avuto accesso. La nuova consulenza informatica punta a verificare se i file siano stati aperti, copiati o diffusi prima o dopo il delitto, nella prospettiva di chiarire contesto e possibile movente.
In sintesi:
- Riesame della cartella protetta “Albert” nel pc di Chiara Poggi.
- Ipotesi di video personali collegati ad Alberto Stasi.
- Verifiche su accessi di terzi, inclusi amici del fratello Marco Poggi.
- Obiettivo: individuare tracce digitali utili a movente e contesto.
Secondo le ricostruzioni, il computer di casa Poggi era condiviso: lo utilizzavano anche il fratello Marco Poggi e alcuni amici, tra cui Andrea Sempio.
In questo contesto, la scelta di Chiara di proteggere una singola cartella con password viene considerata dagli inquirenti un comportamento anomalo rispetto alle sue abitudini digitali. La cartella “Albert” viene oggi riletta come possibile snodo di dinamiche personali delicate, potenzialmente legate al rapporto con Alberto Stasi, già condannato in via definitiva per l’omicidio.
La consulenza tecnica in corso punta a ricostruire cronologia, modalità e autori degli accessi alla cartella, con particolare attenzione a eventuali operazioni di copia o cancellazione di file nelle ore e nei giorni prossimi al delitto.
Cartella “Albert”, ipotesi video personali e verifiche su accessi e movente
Gli inquirenti ritengono plausibile che nella cartella protetta fossero conservati video personali di natura intima riguardanti la coppia Poggi–Stasi. Proprio la sensibilità di tali contenuti, in un contesto familiare dove il computer era condiviso, potrebbe aver spinto Chiara a tutelarli con una password dedicata.
L’attenzione investigativa si concentra su chi potesse essere interessato a visionare o sottrarre quei file. Tra gli utenti abituali del pc compare il fratello Marco Poggi, che avrebbe utilizzato il dispositivo anche in compagnia di amici, tra cui Andrea Sempio. Quest’ultimo ha sempre negato di aver mai aperto o visionato la cartella “Albert”.
Già nei primi processi erano emerse anomalie nella cronologia: ricerche su siti per adulti in fasce orarie in cui Chiara non era in casa, segnalate anche dalla madre della vittima come navigazioni “sospette”. Marco aveva inoltre riferito di aver intuito l’esistenza di video intimi leggendo alcune chat tra la sorella e Stasi.
Oggi, l’ipotesi al vaglio è che la conoscenza, reale o presunta, di quei contenuti possa aver inciso sulle relazioni tra i protagonisti, contribuendo – direttamente o indirettamente – alla genesi del movente.
Nuove domande irrisolte e possibili sviluppi investigativi futuri
La riapertura del fronte informatico sul caso di Garlasco solleva interrogativi cruciali: chi sapeva davvero dei video? Chi aveva competenze e motivazione per forzare o aggirare la password di “Albert”?
Le nuove audizioni di Marco Poggi e delle gemelle Cappa, insieme alla consulenza digitale, potrebbero portare a una mappatura più precisa degli accessi al pc di Chiara, con ricadute sia sul quadro del movente sia sulla ricostruzione dei rapporti interpersonali nella cerchia più vicina alla vittima.
Se dovessero emergere tracce tecniche di accessi non autorizzati o di cancellazioni mirate, il caso potrebbe conoscere un inatteso sviluppo, riaprendo scenari finora considerati marginali e alimentando nuovo interesse mediatico e giudiziario.
FAQ
Cosa rappresenta la cartella protetta “Albert” nel caso di Garlasco?
La cartella “Albert” rappresenta una sezione protetta del pc di Chiara Poggi, probabilmente contenente video personali legati ad Alberto Stasi, oggi riesaminata come possibile chiave sul movente.
Perché gli investigatori stanno riesaminando il computer di Chiara Poggi?
Gli investigatori stanno riesaminando il computer per verificare accessi, copie o cancellazioni di file sensibili, cercando riscontri digitali che aiutino a chiarire contesto e possibili motivazioni dell’omicidio.
Chi utilizzava il computer di casa Poggi oltre a Chiara?
Il computer era utilizzato da Chiara Poggi, dal fratello Marco Poggi e, saltuariamente, da amici come Andrea Sempio, elemento centrale per l’analisi degli accessi condivisi.
Che ruolo hanno le ricerche su siti per adulti nelle indagini?
Le ricerche su siti per adulti, effettuate quando Chiara non era in casa, indicano possibili utilizzi da parte di terzi, contribuendo a delineare abitudini digitali e potenziali contraddizioni nelle testimonianze.
Quali sono le fonti utilizzate per questa ricostruzione giornalistica?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.



