Garlasco, confronto acceso tra Federica Panicucci e Palmegiani sulle impronte 33 e 45 contestate

Delitto di Garlasco, nuovo scontro sulle impronte 33 e 45
Nel talk di Canale 5 Mattino Cinque, il consulente della difesa di Andrea Sempio, l’ex commissario capo Armando Palmegiani, ha contestato la lettura delle impronte 33 e 45 nell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco.
Durante il collegamento, avvenuto nei giorni successivi alle ultime novità peritali, è nato un acceso confronto con la conduttrice Federica Panicucci sulle possibili tempistiche di formazione delle tracce ematiche e sull’ipotesi di più presenze sulla scena del crimine.
Lo scontro, in diretta televisiva, si inserisce nel lungo dibattito tecnico-giudiziario che da anni accompagna il caso e le responsabilità di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva, mentre la difesa di Sempio cerca di smontare ogni collegamento tra il proprio assistito e le impronte discusse.
In sintesi:
- Nuovo confronto televisivo tra Armando Palmegiani e Federica Panicucci sul caso Garlasco.
- Dubbi sulle impronte 33 e 45 e sulla loro effettiva correlazione temporale.
- Ipotesi di più persone sulla scena del crimine contestata dal consulente della difesa.
- Focus sull’esperienza di Palmegiani nella Bloodstain pattern analysis.
Al centro del dibattito le impronte 33 e 45 individuate sulle scale di casa Poggi.
Palmegiani ha spiegato che più soggetti potrebbero aver toccato quei punti: “Se noi adesso scendiamo le scale di casa Poggi anche noi poggiamo le mani lì sopra”, precisando che “non posso sapere se è lo stesso braccio ad aver lasciato entrambe le impronte”.
Da questa premessa, Federica Panicucci ha dedotto la possibile presenza di “due persone sulla scena del crimine”, una che si appoggia e un’altra che lascia la goccia di sangue. La conduttrice ha attribuito a Palmegiani l’idea di una mancanza di correlazione tra i due indizi ematici, scatenando il primo momento di tensione.
Il consulente ha reagito ribaltando l’assunto: “Questa è la vostra ricostruzione, chi vi dice che la seconda impronta non sia stata lasciata anche il giorno prima?”, evidenziando l’impossibilità, sulla sola base della traccia, di fissare con certezza il momento del contatto.
Le impronte 33 e 45 e il nodo della Bloodstain pattern analysis
Analizzando la consulenza pro veritate di Armando Palmegiani, la conduttrice ha insistito sulla “coincidenza incredibile” che, a distanza di circa dieci giorni dal delitto, “lo stesso braccio lascia l’impronta 45 nella stessa identica angolazione della 33”.
L’esperto ha puntualizzato: “Ho parlato genericamente di dieci giorni, ma potrebbero essere cinque giorni come anche uno solo. Come anche un mese. Si tratta di un’impronta digitale che rimane”, richiamando la persistenza nel tempo delle tracce in ambienti protetti.
Alla chiosa di Panicucci – “Quindi è un caso” – Palmegiani ha replicato: “Non posso andare nell’appartamento, ragiono sul probabile”, rivendicando il perimetro scientifico della propria analisi.
Il nodo resta la corretta interpretazione della Bpa (Bloodstain pattern analysis), ossia lo studio delle macchie di sangue per ricostruire dinamiche, posizioni e tempi sulla scena del crimine: un campo che nel caso Garlasco continua a generare letture contrapposte tra consulenze di parte e ricostruzioni mediatiche.
Armando Palmegiani, ex commissario capo della Polizia di Stato, è da mesi consulente della difesa di Andrea Sempio, subentrato a Luciano Garofano, ex comandante del Ris, che ha rinunciato all’incarico per divergenze con il collegio difensivo.
Per oltre trent’anni in Polizia Scientifica, Palmegiani ha maturato competenze specifiche nella Bpa, disciplina diventata centrale anche in altre inchieste italiane complesse.
Nel caso Garlasco, il suo contributo punta a ridimensionare il valore probatorio delle impronte 33 e 45 rispetto a Sempio, sottolineando limiti tecnici sulla datazione delle tracce e la possibilità che quelle impronte fossero state lasciate in momenti diversi dal delitto.
Prospettive future del caso Garlasco e impatto sul dibattito pubblico
Lo scontro tra Palmegiani e Panicucci mostra come il caso Garlasco resti un laboratorio mediatico e giudiziario, in cui ogni nuova consulenza rilancia interrogativi su metodo scientifico, ruolo degli esperti e responsabilità dell’informazione.
Le prossime mosse difensive su Andrea Sempio e le eventuali nuove perizie sulle tracce di sangue potrebbero incidere non solo sull’iter giudiziario residuo, ma anche sulla percezione pubblica della sentenza che ha condannato Alberto Stasi.
In prospettiva, l’utilizzo più rigoroso della Bloodstain pattern analysis e la verifica incrociata delle ricostruzioni televisive con gli atti ufficiali saranno decisivi per evitare distorsioni e alimentare un dibattito basato su dati verificabili.
FAQ
Cosa sono le impronte 33 e 45 nel caso Garlasco?
Si tratta di tracce rilevate sulle scale di casa Poggi, oggetto di valutazioni peritali contrapposte su origine, dinamica e tempi di formazione.
Perché Armando Palmegiani mette in dubbio la coincidenza tra le impronte?
Lo fa perché, dal punto di vista tecnico, le impronte digitali possono persistere a lungo e non consentono una datazione certa dell’esatto momento di contatto.
Che ruolo ha la Bloodstain pattern analysis nel delitto di Garlasco?
Serve a interpretare forma, direzione e distribuzione delle macchie di sangue per ricostruire movimenti, posizioni delle persone e possibili tempi del fatto.
Chi è attualmente il consulente della difesa di Andrea Sempio?
È l’ex commissario capo di Polizia di Stato Armando Palmegiani, subentrato a Luciano Garofano dopo le sue dimissioni dall’incarico.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
È stata elaborata congiuntamente a partire da contenuti e lanci delle agenzie ufficiali Ansa, Adnkronos, Asca e Agi, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI



