Commercio al dettaglio cambia volto spariscono migliaia di piccoli negozi e resistono solo punti vendita più grandi e strutturati

Commercio al dettaglio cambia volto spariscono migliaia di piccoli negozi e resistono solo punti vendita più grandi e strutturati

25 Gennaio 2026

25 Gennaio 2026/Home/NEWS/Commercio al dettaglio cambia volto spariscono migliaia di piccoli negozi e resistono solo punti vendita più grandi e strutturati

Scomparsi 103mila negozi. Quelli che restano sono più grandi

La nuova geografia del commercio

Tra il 2011 e il 2025 il retail fisico cambia volto: oltre 103mila negozi spariscono, ma la superficie complessiva cresce del +7,4%. La dimensione media dei punti vendita passa da 117 a 144,5 metri quadrati, con un balzo del +23,8%, spingendo il settore verso formati più strutturati e multicanale.

L’analisi di Confesercenti sulle superfici di vendita per classi dimensionali evidenzia una convergenza verso il formato medio: in crisi gli estremi, dalle micro-botteghe alle maxi-superfici, mentre guadagnano terreno i negozi in grado di integrare fisico e digitale. Il commercio non scompare, si ricompone in meno punti vendita ma più profondi e articolati.

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Le implicazioni urbane sono rilevanti: interi assi commerciali perdono densità di vetrine, soprattutto nei quartieri periferici e nei piccoli centri. L’effetto percepito è quello della “desertificazione commerciale”, anche se i metri quadri in gioco aumentano e la concentrazione dell’offerta favorisce marchi e format già capitalizzati.

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Botteghe in ritirata, formati medi in ascesa

Il ridimensionamento colpisce in modo selettivo: i negozi micro fino a 50 mq arretrano di oltre 72mila unità, quelli tra 51 e 150 mq perdono più di 42.700 esercizi. In parallelo crescono i format medi: i punti vendita tra 151 e 250 mq aumentano di oltre mille unità, con circa 300mila mq in più, mentre quelli tra 251 e 400 mq sostanzialmente tengono la posizione.

Resistono le imprese più strutturate, capaci di presidiare il mercato attraverso digitale, logiche omnicanale e forte specializzazione di gamma. In affanno, invece, l’imprenditoria indipendente a conduzione familiare, storicamente radicata nei servizi di prossimità – dai negozi di giocattoli alle ferramenta, fino all’alimentare di vicinato – che fatica a reggere investimenti tecnologici e pressioni sui margini.

Il rimpiazzo non è neutro sul tessuto sociale: scompaiono presìdi di comunità e relazioni di quartiere, sostituiti da format più standardizzati. La polarizzazione favorisce catene, network e franchising, riducendo varietà e pluralismo commerciale nelle aree meno attrattive.

Territori in ordine sparso e sfida alla desertificazione

La trasformazione non avanza ovunque allo stesso ritmo. Tra il 2011 e il 2025 regioni come Emilia-Romagna e Abruzzo registrano una crescita marcata della superficie commerciale complessiva, rispettivamente +14,6% e +13,2%, pur con un numero inferiore di punti vendita. Altre aree, già fragili demograficamente, pagano invece un prezzo più alto in termini di chiusure e svuotamento delle vie dello shopping.

Per Nico Gronchi, presidente di Confesercenti, il commercio fisico non si sta solo riducendo, ma riorganizzando: crescono i formati medi, arretrano micro e piccoli esercizi e si ridimensionano le maxi-superfici del retail. La ristrutturazione, però, ha un costo elevato per i negozi indipendenti specializzati, che garantivano prossimità e servizi capillari alla popolazione.

La risposta passa dalla rigenerazione urbana: riportare funzioni nei quartieri, rendere accessibili e attrattive le vie commerciali, offrire strumenti fiscali, digitali e finanziari mirati per accompagnare chi può investire e innovare. L’obiettivo è duplice: frenare la desertificazione e sostenere la crescita dei format capaci di competere nell’ecosistema omnicanale.

FAQ

D: Quanti negozi sono scomparsi tra il 2011 e il 2025?
R: Oltre 103mila punti vendita hanno cessato l’attività nel periodo considerato.

D: La superficie commerciale totale è diminuita o aumentata?
R: È aumentata di circa il +7,4%, grazie all’espansione della dimensione media dei negozi.

D: Qual è la nuova dimensione media dei punti vendita?
R: La metratura media è passata da circa 117 a 144,5 mq, con una crescita del +23,8%.

D: Quali negozi hanno sofferto di più?
R: Hanno subito il calo maggiore i micro-negozi fino a 50 mq e quelli tra 51 e 150 mq.

D: Che cosa succede ai formati medi?
R: I punti vendita tra 151 e 250 mq crescono, mentre quelli tra 251 e 400 mq restano sostanzialmente stabili.

D: Quali aree registrano l’aumento più forte di superficie?
R: Emilia-Romagna e Abruzzo, con incrementi rispettivi di +14,6% e +13,2%.

D: Chi è la voce principale citata nell’analisi?
R: Nico Gronchi, presidente di Confesercenti, che interpreta la riorganizzazione del commercio fisico.

D: Qual è la fonte giornalistica originale dei dati riportati?
R: I numeri e le dichiarazioni provengono da un approfondimento diffuso da Confesercenti e ripreso dall’agenzia ANSA (Riproduzione riservata © Copyright ANSA).

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