Five Eyes denunciano l’uso di siti di lavoro da parte di spie cinesi per arruolare informatori

Five Eyes denunciano l’uso di siti di lavoro da parte di spie cinesi per arruolare informatori

6 Giugno 2026

La notizia in sintesi:

  • Cinque agenzie di intelligence occidentali denunciano campagne di reclutamento online attribuite ai servizi militari cinesi.
  • Gli 007 si fingono recruiter su piattaforme lavoro per contattare militari, funzionari e professionisti sensibili.
  • Nel mirino anche accademici, giornalisti e analisti con accesso indiretto a informazioni governative strategiche.
  • La Cina respinge le accuse definendole “diffamazione” e attacca il network di intelligence Five Eyes.
    (Riassunto generato con AI).

Allerta Five Eyes sul reclutamento online di intelligence cinese

Le agenzie di sicurezza di Australia, Canada, Stati Uniti, Regno Unito e Nuova Zelanda hanno diffuso un’inedita allerta congiunta contro presunte operazioni di reclutamento clandestino condotte dai servizi di intelligence militare della Cina. L’avviso, intitolato “Safeguarding Our Secrets”, descrive come presunti agenti cinesi, travestiti da recruiter o consulenti di società di facciata con sede fuori dalla Cina, utilizzino piattaforme di lavoro online per contattare chiunque abbia accesso, diretto o indiretto, a informazioni riservate.

Il fenomeno, rilevato in particolare su grandi piattaforme di networking professionale, riguarda militari, funzionari con nulla osta di sicurezza, ma anche accademici, giornalisti e analisti di think tank. L’allerta è stata diffusa mercoledì dai servizi interni ASIO, CSIS, FBI, MI5 e NZSIS, che parlano di una minaccia in rapida evoluzione nel cuore delle democrazie occidentali e nei teatri militari dell’Indo-Pacifico.

Secondo i Five Eyes, la strategia punta a sfruttare vulnerabilità personali e professionali di utenti in cerca di nuove opportunità di carriera, trasformando normali colloqui di lavoro virtuali in canali occulti di raccolta informativa sensibile.

BOTTONE COMPRA BRANDED CONTENT SU ASSODIGITALE SMALL

Come funziona il presunto reclutamento via piattaforme lavoro

Nel bollettino congiunto, le agenzie spiegano che i presunti ufficiali cinesi avrebbero evoluto le proprie tecniche: non solo contatti diretti su LinkedIn, come già segnalato da MI5 in un allarme al Parlamento britannico del novembre scorso, ma soprattutto inserzioni di lavoro pubbliche studiate per attrarre autonomamente candidati ad alto valore informativo.

Questi operatori si presentano come dipendenti di società di consulenza, think tank o società di selezione del personale, promuovendo posizioni per analisti di politica estera e difesa. I curriculum ricevuti vengono quindi classificati “in base alla probabilità di accesso a informazioni sensibili”. Nei successivi colloqui virtuali, i candidati possono essere filtrati tramite domande mirate sulla rete di contatti governativi o, nel caso di militari, su ruoli e attività dell’unità di appartenenza.

Spesso viene richiesto di redigere un rapporto di prova su temi strategici per la Cina. In caso di esito positivo, l’interlocutore chiede contenuti più privilegiati, spostando rapidamente la comunicazione su app di messaggistica cifrata. I compensi, elargiti anche con metodi di pagamento non convenzionali, andrebbero “da poche centinaia a diverse migliaia di dollari per rapporto”, con remunerazioni crescenti in funzione della sensibilità dei dati forniti.

La National Protective Security Authority, braccio di sicurezza di MI5, sottolinea che le informazioni richieste “potrebbero non essere necessariamente classificate o apparire come ovvi obiettivi di spionaggio”. Anche semplici valutazioni, dettagli di routine o rubriche di contatti, spiegano gli specialisti britannici, possono diventare “preziosi tasselli del puzzle” una volta aggregati con altri flussi informativi clandestini.

Il bollettino avverte che persino dati non classificati su politiche governative, strategie militari, capacità operative o infrastrutture possono contribuire a ricostruire un quadro operativo completo. Questo, secondo i Five Eyes, rischia di esporre a minacce il personale in prima linea, erodere la competitività economica nazionale e facilitare interferenze nei processi democratici, dalle campagne di influenza alle operazioni di pressione politica mirata.

Nel mirino non ci sono solo i titolari di nulla osta di sicurezza, ma anche figure percepite come più vulnerabili o meno consapevoli del valore delle proprie informazioni, come giovani ricercatori universitari, analisti di centri studi, esperti indipendenti di difesa e giornalisti specializzati in politica estera e sicurezza.

La dura replica di Pechino e le conseguenze per la sicurezza digitale

La reazione di Pechino è arrivata attraverso un portavoce del Ministero degli Esteri cinese, che ha respinto con fermezza tutte le accuse. In una dichiarazione inviata via email, il portavoce ha definito le denunce occidentali “interamente fabbricate” e le ha bollate come “diffamazione maliziosa”.

“L’accusa della cosiddetta ‘minaccia di spionaggio cinese’ è interamente inventata e costituisce una calunnia maligna. La condanniamo con forza”, ha affermato. Rivolgendo l’attacco al network occidentale, ha aggiunto che i “Five Eyes sono la più grande rete di intelligence al mondo e i loro membri si sono impegnati in attività di spionaggio e raccolta informativa senza scrupoli a livello globale”, definendole “la vera minaccia per i Paesi amanti della pace”.

Con un’ultima stoccata a Londra, il portavoce ha esortato il Regno Unito a interrompere quella che ha descritto come una “goffa messinscena di un ladro che grida ‘al ladro’”, avvertendo che, in caso contrario, “non farà che coprirsi di vergogna”. Il botta e risposta accentua ulteriormente la tensione tra Cina e alleati occidentali sul terreno delicato della sicurezza digitale e dell’uso duale delle piattaforme di lavoro, confermando quanto lo spazio online sia ormai un fronte primario di competizione strategica.

FAQ

Chi sono i Five Eyes e quale ruolo hanno nella cybersicurezza?

I Five Eyes sono l’alleanza di intelligence di Australia, Canada, Stati Uniti, Regno Unito e Nuova Zelanda. Coordinano raccolta, analisi e condivisione di informazioni, incluse minacce cyber e di spionaggio online.

Come riconoscere un possibile tentativo di reclutamento ostile online?

È possibile farlo verificando l’esistenza reale dell’azienda, diffidando da richieste di rapporti sensibili, pagamenti inusuali, uso precoce di chat cifrate e forte insistenza sulle reti di contatto governative.

Quali categorie professionali risultano più esposte secondo l’allerta?

Sono considerate esposte militari, funzionari con nulla osta, personale dislocato nell’Indo-Pacifico, ma anche accademici, giornalisti e analisti di think tank con accesso indiretto a informazioni governative strategiche.

Le informazioni non classificate possono davvero essere utili allo spionaggio?

Sì, perché dati non classificati su politiche, strutture, ruoli e contatti, aggregati con altre fonti, possono costruire un quadro operativo completo e altamente sfruttabile da servizi di intelligence stranieri.

Da quali fonti è stata rielaborata la versione italiana di questo articolo?

È stata elaborata sinteticamente sulla base di una lavorazione redazionale congiunta di contenuti tratti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.


Redazione Assodigitale Avatar

Redazione Assodigitale

La Redazione di Assodigitale Phd, MBA, CPA

Il team editoriale di Assodigitale coordina la pubblicazione di notizie, analisi e approfondimenti quotidiani dal mondo dell'innovazione, della tecnologia e dei mercati digitali.

Questo account raccoglie i contributi storici della testata, i comunicati stampa certificati e le inchieste collettive curate dai nostri giornalisti e analisti.

Fondata per esplorare l'impatto della trasformazione digitale sulla società e sull'economia, la Redazione di Assodigitale si impegna a fornire un'informazione accurata, indipendente e verificata, seguendo rigorosi standard deontologici e di fact-checking per garantire ai lettori una visione chiara ed esperta del futuro tecnologico."

Per tutte le vostre esigenze editoriali e per proporci progetti speciali di Branded Content oppure per inviare alla redazione prodotti per recensioni e prove tecniche potete contattarci direttamente scrivendo alla redazione : CLICCA QUI

Areas of Expertise: Digital Marketing, SEO, Content Strategy, Crypto, Blockchain, Fintech, Finance, Web3, Metaverse, Digital Content, Journalism, Branded Content, Digital Transformation, AI Strategy, Digital Publishing, DeFi, Tokenomics, Growth Hacking, Online Reputation Management, Emerging Tech Trends, Business Development, Media Relations, Editorial Management.
Fact Checked & Editorial Guidelines

Our Fact Checking Process

We prioritize accuracy and integrity in our content. Here's how we maintain high standards:

  1. Expert Review: All articles are reviewed by subject matter experts.
  2. Source Validation: Information is backed by credible, up-to-date sources.
  3. Transparency: We clearly cite references and disclose potential conflicts.
Reviewed by: Subject Matter Experts

Our Review Board

Our content is carefully reviewed by experienced professionals to ensure accuracy and relevance.

  • Qualified Experts: Each article is assessed by specialists with field-specific knowledge.
  • Up-to-date Insights: We incorporate the latest research, trends, and standards.
  • Commitment to Quality: Reviewers ensure clarity, correctness, and completeness.

Look for the expert-reviewed label to read content you can trust.