Enrica Bonaccorti salutata a Roma tra musica emozionata e affetto sincero

Enrica Bonaccorti salutata a Roma tra musica emozionata e affetto sincero

15 Marzo 2026

L’addio a Enrica Bonaccorti alla Chiesa degli Artisti di Roma

Chi: l’amata conduttrice e scrittrice Enrica Bonaccorti, scomparsa il 12 marzo a 76 anni. Dove: alla Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo, a Roma. Cosa: il funerale pubblico con amici, colleghi e ammiratori. Quando: nel pomeriggio, pochi giorni dopo la morte. Perché: per celebrare una vita di televisione, scrittura e impegno civile, tra memoria privata e omaggio collettivo.

Due le canzoni scelte da lei: “La lontananza” di Domenico Modugno all’ingresso della bara, e “Il cielo” di Renato Zero all’uscita, in un rito sobrio ma densissimo di simboli, dominato da piante di limone al posto dei fiori recisi.

In sintesi:

  • Funerale di Enrica Bonaccorti alla Chiesa degli Artisti, con ampia partecipazione del mondo dello spettacolo.
  • Scelte musicali e simboliche personali: piante di limone, “La lontananza” e “Il cielo”.
  • Messaggio commosso di Renato Zero letto in chiesa, ex marito Arnaldo Del Piave presente.
  • Colleghi e amici ricordano Bonaccorti come autrice raffinata e voce degli ultimi.

Musica, limoni e memoria: il rito laico e spirituale di Bonaccorti

Il feretro di Enrica Bonaccorti è entrato nella Chiesa degli Artisti accompagnato da “La lontananza”, brano di Domenico Modugno di cui lei stessa firmò il testo, sigillo di una carriera intrecciata alla grande canzone d’autore italiana.

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Attorno all’altare, per sua espressa volontà, non fiori recisi ma piante di limoni: un’immagine domestica, mediterranea, quasi quotidiana, che ha trasformato il funerale in una scena intima, coerente con la sua idea di autenticità pubblica e privata.

All’uscita, la bara è stata salutata da “Il cielo” di Renato Zero, uno dei grandi amori della sua vita. Il cantautore non era presente, ma il suo lungo messaggio, letto da monsignor Antonio Staglianò, ha dato alla cerimonia il tono di un dialogo interrotto solo apparentemente dalla morte.

“All’occorrenza, sorella, amica e complice… mi sono svegliato e non ci sei più”, ha scritto Zero, riconoscendo di doversela ora “sbrigare da solo”, ma di sentire ancora l’energia della sua poesia e promettendo: “Lascerò sempre aperta quella porta”.

Il vescovo Staglianò ha sottolineato come Bonaccorti, “con la sua scrittura, con la sua poesia, con le sue novelle”, abbia tenuto simbolicamente aperta la porta per chi non aveva voce, rendendo la sua popolarità televisiva uno strumento di attenzione sociale.

In prima fila, l’ex marito Arnaldo Del Piave ha ricordato un amore fatto di scelte condivise e viaggi: “Sono contento di averle donato perlomeno certi momenti bellissimi”, ha detto, lasciando trasparire sorpresa per l’assenza fisica di Zero.

L’assemblea in chiesa ha restituito l’ampiezza delle relazioni intessute da Bonaccorti: tra i presenti Mara Venier, che ha evitato le telecamere passando da un’uscita secondaria, Eleonora Daniele, che ha recitato la Preghiera degli artisti, e il fisico Valerio Rossi Albertini, che ha letto una sua novella.

In navata anche Gianni Ippoliti, Gloria Guida, Pino Strabioli, Michele Guardì, Franco Nero, Giorgio Assumma, Dario Salvatori, Guillermo Mariotto, Andrea Roncato e Giancarlo Magalli, a segnare l’intreccio tra televisione, cinema, informazione e costume che ha caratterizzato il suo percorso.

Eredità culturale e affettiva di una “amica della gente”

Nei ricordi raccolti all’uscita dalla chiesa emerge una figura che va oltre il ruolo di conduttrice. Alba Parietti l’ha definita “una grande scrittrice, oltre che una grande conduttrice” e soprattutto “amica della gente”, sottolineando il legame diretto con il pubblico.

Per Alberto Matano era “una donna di intelligenza rara e di raro spessore umano”, confortato dal fatto che negli ultimi mesi difficili abbia percepito l’abbraccio collettivo. Valeria Fabrizi ha ricordato l’epoca degli inizi, fatta di ristrettezze e complicità: “Quando non avevamo i soldi, andavamo sempre a mangiare mozzarella e pomodoro”.

Ricky Tognazzi ha sottolineato la sua capacità di accoglienza, “sapeva farti sentire accolto”, mentre Yvonne Sciò, cresciuta televisivamente a “Non è la Rai”, si è detta “fortunata umanamente ad averla avuta nella mia vita”. Ilona Staller ha espresso un pensiero semplice e diretto: che Enrica sia ora “nel cielo tra gli angioletti” e che non abbia sofferto troppo.

Al termine della messa, un bagno di folla ha circondato la bara. La figlia Verdiana ha chiuso la cerimonia con parole misurate ma rivelatrici del rapporto tra la madre e il suo pubblico: “Avete dato tantissimo amore a mamma fino alla fine, e lei lo ha sentito”. Un epilogo che conferma come l’eredità di Enrica Bonaccorti resti, insieme popolare e colta, nel paesaggio culturale italiano.

FAQ

Quando è morta Enrica Bonaccorti e quanti anni aveva?

È morta il 12 marzo, all’età di 76 anni, dopo una lunga carriera tra televisione, radio e scrittura.

Dove si sono svolti i funerali di Enrica Bonaccorti?

I funerali si sono svolti alla Chiesa degli Artisti, in Piazza del Popolo, nel centro storico di Roma.

Perché al funerale di Bonaccorti c’erano piante di limoni?

C’erano piante di limoni perché Enrica aveva espressamente chiesto di evitare fiori recisi, privilegiando un simbolo vitale e domestico.

Quali canzoni sono state scelte per il funerale di Enrica Bonaccorti?

All’ingresso è risuonata “La lontananza” di Domenico Modugno, all’uscita “Il cielo” di Renato Zero, entrambi legati alla sua biografia.

Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo su Enrica Bonaccorti?

L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.


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