Elettrico, la ritirata impossibile per i marchi di lusso che rischiano di perdere mercato

Elettrico, la ritirata impossibile per i marchi di lusso che rischiano di perdere mercato

24 Marzo 2026

Perché i marchi di lusso rallentano sull’auto elettrica mentre Ferrari accelera

I grandi brand dell’automotive extra-lusso stanno riscrivendo oggi, in Europa e nel mondo, le loro strategie elettriche inizialmente fissate per il 2030.
Case come Porsche, Lamborghini, Rolls-Royce, Bentley, McLaren e Pagani rallentano o congelano i piani “all‑electric” perché la loro clientela, pur altospendente, rifiuta di rinunciare ai motori termici ad alte prestazioni.
In parallelo, Ferrari conferma entro il 2025 il debutto del progetto elettrico “Luce”, sostenuto dal nuovo e‑building di Maranello.

Il risultato è una frattura strategica nel segmento lusso: da un lato la ritirata tattica verso l’ibrido, dall’altro la scommessa di Ferrari su una EV ad altissimo contenuto emozionale e tecnologico, in controtendenza rispetto al resto del settore.

In sintesi:

  • Clienti dell’extra-lusso frenano sull’elettrico e chiedono il ritorno di V8, V12 e ibridi.
  • Porsche, Lamborghini, Rolls-Royce e Bentley diluiscono o rinviano gli obiettivi 100% elettrici.
  • Pagani e McLaren congelano i progetti full electric per totale mancanza di domanda reale.
  • Ferrari prosegue con il progetto “Luce”, puntando su un’elettrica emozionale e sonora.

I segnali dal mercato che costringono i marchi a rivedere la rotta

La prima crepa nel paradigma “all‑electric” emerge in casa Porsche. Il target dell’80% di vendite elettriche entro il 2030 è ora “flessibile”, subordinato alla domanda reale.
Il lancio della nuova Macan solo elettrica si è rivelato un boomerang. “Un errore lanciare la nuova Macan solo con motore elettrico”, ha ammesso l’ex Ceo Oliver Blume, oggi anche numero uno del Volkswagen Group, ricordando che “ci saranno sempre amanti di Porsche che vogliono un motore a combustione”.

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Il nuovo Ceo Michael Leiters ha quindi annunciato il ritorno in gamma di motori termici e ibridi, mentre l’insuccesso commerciale delle Cayenne e Macan elettriche frena lo sviluppo di ulteriori sportive a batteria.

Analoghi segnali arrivano da Lamborghini: l’ad Stephan Winkelmann sottolinea come le richieste di una “Lambo” elettrica siano “praticamente pari a zero”, tanto che la prossima Urus resterà termica con supporto ibrido: “Non potevamo rischiare”, ammette.

In casa Rolls-Royce, la berlina elettrica Spectre è passata in un anno da un terzo delle vendite globali a meno di un quinto: le consegne sono crollate a 1.002 unità, il 47% in meno rispetto alle 1.890 del 2024, mentre il brand cresce complessivamente del 3,3% grazie ai modelli V12.

Il Ceo Chris Brownridge rinuncia così al target 100% elettrico 2030 e adotta una strategia “guidata dalla domanda”, riconoscendo che i clienti “preferirebbero avere un motore V12, parte della nostra storia e identità”.

Dalla ritirata strategica di Pagani alla scommessa elettrica di Ferrari

Anche Bentley allunga l’orizzonte: l’obiettivo “zero emission” slitta dal 2030 al 2035. L’ad Frank-Steffen Walliser parla apertamente di revisione necessaria per “assicurare la competitività di lungo termine”, puntando su plug‑in ibridi e rinviando i modelli full electric, perché nel lusso la domanda EV resta debole.

Per McLaren, l’elettrico non è neppure all’orizzonte industriale. Pagani, invece, documenta una vera sperimentazione fallita: come spiega Horacio Pagani, l’azienda ha lavorato sette anni su un progetto elettrico con Mercedes‑AMG, le power unit di Formula 1 e le tecnologie di Lucid, rese accessibili dall’ingresso del fondo saudita PIF nel capitale.

Nonostante questo ecosistema avanzatissimo, il responso del mercato è stato netto: “I nostri clienti non sono interessati all’elettrico… se manca l’interesse da parte loro, non ha senso proseguire”, conclude Pagani.

In questo quadro, Ferrari rappresenta l’eccezione strategica. Sotto la guida di Benedetto Vigna, il progetto “Luce” procede senza ripensamenti: a Maranello è operativo l’e‑building, hub per componenti elettrici e assemblaggio del primo modello full‑electric in arrivo a fine 2025.

La scelta del Cavallino è posizionarsi fuori dal “gregge EV”, promettendo una supercar elettrica inedita per il settore, costruita attorno a un’esperienza di guida dichiaratamente “emozionante e sonora” nonostante l’assenza del tradizionale V8 o V12. È qui che si gioca la prossima frontiera del lusso: dimostrare se un’elettrica può davvero diventare, a pieno titolo, un oggetto del desiderio per collezionisti e appassionati hardcore.

FAQ

Perché i marchi di lusso stanno rallentando la transizione elettrica?

Lo stanno facendo perché la domanda reale di EV di lusso è inferiore alle attese, mentre i clienti continuano a preferire motori termici e ibridi ad alte prestazioni.

Cosa ha spinto Porsche a rivedere i piani sull’elettrico?

È stata spinta dalle vendite deludenti di Macan e Cayenne elettriche e dalle critiche interne, che hanno imposto il ritorno di motori termici e ibridi per preservare marginalità.

Come stanno andando le vendite della Rolls-Royce Spectre elettrica?

Stanno calando nettamente: le consegne sono scese a 1.002 unità, il 47% in meno rispetto alle 1.890 del 2024, riducendo il peso della Spectre sotto il 20% del totale.

Ferrari confermerà il lancio del suo primo modello elettrico?

Sì, Ferrari conferma il progetto “Luce”: il primo modello full‑electric è atteso per fine 2025, prodotto nel nuovo e‑building di Maranello.

Da quali fonti sono state ricavate le informazioni di questo articolo?

Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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