De Rensis ribalta il caso Garlasco e sostiene l’innocenza di Alberto nell’omicidio di Chiara

Indagine su Garlasco, la nuova perizia che può cambiare l’orario del delitto
Chi è coinvolto? Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, e la Procura di Pavia. Cosa sta accadendo? Una nuova perizia medico-legale sull’orario della morte, firmata dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, potrebbe spostare la finestra temporale del delitto. Dove? Nella villetta di via Pascoli a Garlasco, teatro dell’aggressione del 13 agosto 2007. Quando? L’attenzione si concentra ora su una possibile collocazione tra le 10 e le 11.30, più tarda rispetto alle 9.12-9.35 fissate in sentenza. Perché è decisivo? Perché quei minuti sono il perno logico della condanna di Stasi: se cambiano i tempi, potrebbe vacillare l’intero impianto accusatorio.
In sintesi:
- La nuova perizia di Cristina Cattaneo indicherebbe una morte tra le 10 e le 11.30.
- I 23 minuti 9.12-9.35, cardine della condanna di Alberto Stasi, vengono rimessi in discussione.
- La difesa contesta l’equivalenza tra disattivazione dell’allarme e inizio dell’aggressione.
- Un diverso orario ridisegna scena del crimine, alibi e dinamica psicologica dell’imputato.
Come la nuova finestra temporale può incidere sulla condanna di Stasi
Secondo indiscrezioni citate dal sito di Nicola Porro, la consulenza di Cristina Cattaneo – ancora coperta da segreto – collocherebbe la morte di Chiara Poggi tra le 10 e le 11.30 del 13 agosto 2007.
Questa ricostruzione contrasterebbe con la sentenza definitiva, che aveva ancorato la responsabilità penale di Alberto Stasi a un segmento di 23 minuti: tra le 9.12, orario di disattivazione dell’allarme, e le 9.35, quando è provato che Stasi fosse al computer nella propria abitazione.
L’avvocato Antonio De Rensis, intervistato da Ludovica Bullan nel podcast Controverso, definisce quei 23 minuti il “tallone d’Achille” della decisione: *«Non c’è alcuna prova né scientifica né dichiarativa che l’aggressione sia iniziata alle 9.12, mentre le 9.35 è provato che Alberto Stasi fosse a casa sua al computer. Lei capisce che è una supposizione»*.
Già nel 2007 il primo medico legale aveva indicato una finestra più ampia, centrata intorno alle 11. Quell’ipotesi, rimasta marginale nel percorso processuale, oggi torna al centro dell’attenzione investigativa, alimentando dubbi sulla tenuta scientifica e logica della ricostruzione accolta in sentenza.
Per la difesa, rappresentata da Antonio De Rensis insieme a Giada Bocellari, non è solo una questione di orologio: spostare l’orario significherebbe ridefinire la formazione della gora di sangue, i tempi di permanenza della vittima a terra e la sequenza dei movimenti all’interno della casa di via Pascoli.
Sul piano psicologico, De Rensis richiama le valutazioni dei periti Porto e Occhetti: secondo l’accusa, dopo un massacro compiuto tra le 9.12 e le 9.35, Stasi sarebbe rientrato e avrebbe ripreso a lavorare alla tesi con lo stesso ritmo di salvataggi e battiture di sempre. *«La mattina dopo le 9.35, passati alcuni minuti in cui ha navigato sul computer, inizia a lavorare la tesi con profitto, facendo lo stesso numero di salvataggi, le stesse battiture»*, osserva il legale.
Un comportamento che, secondo la difesa, contrasta con l’ipotesi di un soggetto reduce da un omicidio particolarmente violento e inserito in un litigio mai dimostrato.
Gli scenari futuri per il caso Garlasco e la verità giudiziaria
Se la nuova consulenza medico-legale di Cristina Cattaneo dovesse essere ritenuta attendibile dai magistrati di Pavia, gli effetti potrebbero essere profondi: dal possibile riassetto dell’impianto probatorio fino all’apertura di spiragli straordinari per la posizione di Alberto Stasi.
Una ridefinizione dell’orario dell’omicidio di Chiara Poggi non inciderebbe solo sull’alibi dell’imputato, ma obbligherebbe a riconsiderare ogni dettaglio della scena del crimine e le alternative investigative trascurate all’epoca.
Per ora resta una sola certezza: se quei 23 minuti non bastano più a spiegare il delitto di Garlasco, la “verità” sancita dalle sentenze dovrà confrontarsi con una nuova, delicata fase di verifica tecnica e giudiziaria.
FAQ
Che cosa sta riesaminando la Procura di Pavia sul caso Garlasco?
La Procura di Pavia sta riesaminando l’orario della morte di Chiara Poggi, alla luce della nuova perizia dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo.
Perché i 23 minuti 9.12-9.35 sono così importanti nel processo Stasi?
Perché quei 23 minuti rappresentano l’unica finestra senza alibi di Alberto Stasi, utilizzata per ancorare temporalmente omicidio, pulizia e rientro a casa.
La nuova perizia medico-legale è già pubblica e consultabile?
No, la perizia di Cristina Cattaneo risulta depositata ma coperta da segreto investigativo; le informazioni circolano solo come indiscrezioni giornalistiche.
L’ipotesi di un orario più tardo era già emersa nel 2007?
Sì, il primo medico legale aveva indicato una finestra più ampia, con tempo di morte centrato intorno alle 11 di mattina.
Da quali fonti provengono le informazioni rielaborate in questo articolo?
Le informazioni derivano da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
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