La notizia in sintesi:
- Gli avvocati delle vittime di Crans Montana chiedono risarcimenti rapidi senza attendere lunghi processi civili.
- I legali sollecitano lo Stato italiano a finanziare subito un fondo e rivalersi poi sulla Svizzera.
- La cooperazione giudiziaria elvetica è giudicata lenta, mentre si valuta un accordo extragiudiziale per evitare 15 anni di cause.
- Si propone anche una riforma normativa italiana sui reati commessi all’estero contro cittadini italiani.
(Riassunto generato con AI)
Risarcimenti urgenti per le vittime italiane di Crans Montana
Chi chiede cosa, dove, quando e perché nel caso Crans Montana? A pretendere risarcimenti immediati sono gli avvocati delle vittime dell’incendio del Constellation, divampato a Crans Montana, in Svizzera, e costato la vita a sei ragazzi italiani. Nel corso di un incontro avvenuto ieri a Roma tra i pubblici ministeri italiani e i familiari, i legali hanno chiesto una soluzione rapida che eviti anni di contenziosi civili.
La richiesta centrale è che lo Stato italiano anticipi almeno parte dei risarcimenti, per poi rivalersi sulla Confederazione Elvetica. L’obiettivo è garantire da subito sostegno economico alle famiglie e ai feriti, molti dei quali giovanissimi e impegnati in lunghi percorsi di riabilitazione fisica e psicologica. L’urgenza nasce dai tempi stimati dei procedimenti penali e civili, che, senza interventi straordinari, rischiano di protrarsi ben oltre un decennio.
Secondo i legali, serve un meccanismo straordinario e un coordinamento istituzionale italo-svizzero per evitare che le vittime restino ostaggio di indagini complesse e di giurisdizioni frammentate.
Fondo risarcimenti, nodo giuridico e cooperazione con la Svizzera
L’avvocato Alfredo Zampogna, che assiste la famiglia di Chiara Costanzo, indica come priorità la creazione di un fondo dedicato: “La costituzione di un fondo per aiutare concretamente i parenti delle vittime è essenziale, perché il processo durerà non meno di due anni, se non tre”. Il tema giuridico chiave è il possibile ingresso dello Stato italiano come parte civile: “Il vero tema è capire se lo Stato italiano venga ammesso come costituzione di parte civile; ho dubbi seri che questo possa avvenire”.
A Roma, i pm che indagano per disastro e omicidio colposo hanno aggiornato i familiari sull’inchiesta parallela a quella svizzera. Molto dipende dall’atteggiamento delle autorità elvetiche, chiamate a trasmettere gli atti in base a una collaborazione promessa ma finora giudicata poco sostanziale. L’avvocato Simone Faiella propone una riforma legislativa: modificare la norma che oggi limita la perseguibilità in Italia dei reati commessi all’estero contro cittadini italiani, per non lasciarli alla mercé di ordinamenti stranieri lenti o inefficienti.
Per Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio, rimasta ferita nel rogo, resta decisivo “assicurare in tempi rapidi un equo risarcimento per tutte le vittime” e coinvolgere in modo proattivo le istituzioni elvetiche, chiedendo anche alle istituzioni italiane un contributo immediato.
Accordi extragiudiziali e possibili scenari futuri dei risarcimenti
Il capo della tavola rotonda istituita dalla Svizzera per gestire le conseguenze dell’incendio, Laurent Kurth, invita alla prudenza e spinge verso un accordo extragiudiziale. Secondo lui, un procedimento civile ordinario potrebbe durare fino a quindici anni e, data l’elevata numerosità di vittime e aventi diritto, “la situazione rischia di causare una carenza di risorse” e un “rischio di iniquità nel trattamento dei procedimenti”.
Il compito di Kurth è “incoraggiare le parti ad aderire” a un tavolo negoziale; se le parti rifiutassero di sedersi, il suo margine di manovra sarebbe nullo. Nel medio periodo, la vicenda potrebbe diventare un caso-scuola per ridefinire in Europa i meccanismi di tutela transfrontaliera delle vittime di disastri, rafforzando fondi ad hoc e protocolli di cooperazione giudiziaria e assicurativa tra Stati confinanti.
FAQ
Chi sono le principali vittime italiane coinvolte nell’incendio di Crans Montana?
Le vittime italiane accertate sono sei ragazzi, tra cui la giovane Chiara Costanzo; tra i feriti figura Sofia Donadio, impegnata in un complesso percorso di riabilitazione.
Perché i risarcimenti per le vittime rischiano di essere così lenti?
I risarcimenti sono lenti perché le indagini sono divise tra Italia e Svizzera, con cooperazione giudiziaria complessa e processi civili che potrebbero durare fino a quindici anni.
Cosa chiedono gli avvocati italiani allo Stato in tema di risarcimenti?
Gli avvocati chiedono che lo Stato italiano costituisca subito un fondo risarcitorio, anticipando le somme alle famiglie e rivalendosi successivamente sulla Confederazione Elvetica.
Quale riforma normativa viene proposta per i reati all’estero contro italiani?
Viene proposta una modifica alla legge che oggi limita la perseguibilità in Italia dei reati commessi all’estero contro cittadini italiani, per garantire maggiore tutela diretta.
Da quali fonti è stato rielaborato il presente articolo di approfondimento?
L’articolo è stato elaborato sulla base congiunta di contenuti provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.



