Crans Montana: nuovi guai per i Moretti dalle nuove immagini inedite della porta chiusa con il chiavistello

Incendio di Crans-Montana: nuovi video e responsabilità al centro dell’inchiesta
Le autorità svizzere e italiane stanno intensificando le indagini sull’incendio del locale Le Constellation di Crans-Montana, avvenuto il 1 gennaio 2026, costato la vita a 41 persone.
La procura di Sion, in stretta collaborazione con la procura di Roma, sta analizzando un nuovo filmato di 31 secondi che potrebbe chiarire le cause della strage e le eventuali responsabilità.
Oggi, a Sion, è prevista una nuova sessione di audizioni che coinvolge la fotografa del locale Rozerin Ozkaytan, mentre prosegue l’attività del pm Stefano Opilio con il supporto della polizia giudiziaria, della Squadra mobile, dei vigili del fuoco e degli ufficiali di collegamento dell’ambasciata italiana.
In sintesi:
- Nuovo video di 31 secondi potrebbe chiarire dinamica e responsabilità dell’incendio di Crans-Montana.
- Porta di servizio chiusa a chiave pochi istanti prima del rogo, ipotesi trappola mortale.
- Rimpallo di responsabilità tra gestori e buttafuori sul perché delle porte chiuse.
- Otto indagati tra gestori del locale e amministratori pubblici di Crans-Montana.
Il cuore dell’inchiesta riguarda la gestione delle vie di fuga del piano interrato del Le Constellation, dove si trovavano tutte le 41 vittime, riunite per festeggiare il Capodanno.
Molti ospiti sarebbero morti perché non hanno trovato un’uscita praticabile durante i momenti concitati dell’incendio, scoppiato dopo che le scintille di bottiglie scenografiche hanno raggiunto il soffitto infiammabile.
Il video acquisito dalla procura di Sion riprende, all’1.26 del 1 gennaio 2026, un uomo che entra dalla porta di servizio, aperta da un dipendente, e poi chiude la stessa porta azionando la mandata del chiavistello.
Quell’atto avrebbe trasformato il seminterrato in una trappola, riducendo drasticamente le possibilità di evacuazione.
Gli inquirenti ritengono che la sequenza temporale tra la chiusura della porta e l’innesco delle fiamme sia decisiva per valutare eventuali profili penali, dalla negligenza alla violazione delle norme di sicurezza antincendio.
Il filmato sarà correlato alle perizie tecniche dei vigili del fuoco, alle planimetrie del locale e alle testimonianze dei sopravvissuti per ricostruire con precisione dinamica, responsabilità individuali e catena delle decisioni gestionali.
La porta chiusa, le testimonianze contrastanti e gli otto indagati
Il tema della porta di servizio chiusa è al centro di un acceso rimpallo di responsabilità tra i protagonisti della gestione del Le Constellation.
Jessica Moretti, che gestiva il locale insieme al marito Jacques, ha dichiarato che la porta veniva utilizzata dai dipendenti e non veniva chiusa durante l’attività, soprattutto in una serata ad alta affluenza come il Capodanno.
Versione opposta quella del buttafuori Jankovic Predrag, in servizio quella notte, secondo cui la porta era invece solitamente serrata per impedire l’ingresso di clienti senza pagamento.
Predrag ha riferito agli inquirenti di aver “sentito parlare Jessica con i collaboratori: dicevano che le porte dovevano rimanere chiuse”.
Questa affermazione, se confermata, aprirebbe scenari di responsabilità dirette sulla gestione delle uscite di sicurezza, in potenziale contrasto con la normativa locale e con le buone prassi di prevenzione incendi.
Al momento risultano indagate otto persone, tra cui i gestori del locale e membri del personale del Comune di Crans-Montana, compreso l’attuale sindaco e il suo predecessore.
Per questi ultimi, il focus d’indagine riguarda l’eventuale rilascio di autorizzazioni, controlli tecnici e verifiche di conformità in materia di sicurezza antincendio.
Gli inquirenti stanno valutando se siano stati omessi controlli dovuti o ignorati segnali di criticità strutturali e gestionali.
L’obiettivo è accertare non solo le singole condotte della notte del 1 gennaio, ma anche eventuali carenze sistemiche nel sistema di vigilanza pubblica sulle attività ad alto afflusso di pubblico.
Le conseguenze sull’industria dell’intrattenimento e sui controlli futuri
L’inchiesta di Crans-Montana potrebbe avere ripercussioni significative su tutto il settore dei locali notturni europei, specie in aree turistiche ad alta densità di presenze internazionali.
Il caso del Le Constellation richiama l’attenzione su uscite di sicurezza, materiali infiammabili, gestione dei flussi e uso di effetti scenografici come bottiglie con scintille.
È probabile che, alla luce delle risultanze investigative, vengano rafforzati protocolli di controllo, linee guida per le amministrazioni locali e standard minimi per autorizzazioni, capienze e verifiche periodiche.
Per i familiari delle vittime, la priorità resta oggi l’accertamento puntuale delle responsabilità individuali e istituzionali, mentre sullo sfondo si apre il tema del possibile risarcimento e della revisione delle normative sulla sicurezza nelle strutture di intrattenimento chiuse.
FAQ
Quante vittime ha causato l’incendio di Crans-Montana?
L’incendio del locale Le Constellation a Crans-Montana ha causato la morte di 41 persone, tutte presenti nel piano seminterrato.
Che cosa mostra il nuovo video di 31 secondi acquisito dagli inquirenti?
Il video mostra un uomo entrare dalla porta di servizio e poi chiuderla con il chiavistello pochi istanti prima dell’innesco dell’incendio.
Chi sono le principali figure al centro delle indagini sulla porta chiusa?
Sono coinvolti la gestrice Jessica Moretti, il buttafuori Jankovic Predrag, altri gestori del locale e amministratori pubblici di Crans-Montana.
Quante persone risultano formalmente indagate per l’incendio del locale Le Constellation?
Risultano indagate otto persone, tra cui gestori del locale, l’attuale sindaco di Crans-Montana, il suo predecessore e funzionari comunali.
Da quali fonti provengono le informazioni utilizzate per questo articolo?
Le informazioni derivano da un’elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
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