Confcommercio lancia l’allarme desertificazione commerciale in città, persi centinaia di migliaia di negozi

Confcommercio lancia l’allarme desertificazione commerciale in città, persi centinaia di migliaia di negozi

12 Marzo 2026

Commercio al dettaglio in Italia, 156 mila negozi scomparsi in tredici anni

In Italia, tra il 2012 e il 2025, sono scomparsi 156 mila punti vendita del commercio al dettaglio e ambulante, oltre un quarto del totale.
Lo rileva lo studio “Città e demografia d’impresa” dell’Ufficio Studi di Confcommercio, che analizza 122 città tra capoluoghi di provincia e grandi comuni.
Il fenomeno, concentrato soprattutto nei centri urbani del Nord, accelera nel 2025 con un tasso medio annuo di chiusure del 3,1%, contro il 2,2% delle precedenti rilevazioni, mentre aumentano le imprese di alloggio e ristorazione.

Il cambiamento dei modelli di consumo, la crescita dell’e‑commerce e la ristrutturazione delle forme societarie spiegano perché la desertificazione commerciale urbana stia ridisegnando la geografia economica delle città italiane e l’accesso ai servizi di prossimità.

In sintesi:

  • Dal 2012 al 2025 chiusi 156 mila negozi al dettaglio e ambulanti in Italia.
  • Desertificazione commerciale più intensa nei comuni del Nord, molti locali sfitti.
  • E‑commerce in forte crescita, triplicate le vendite online in dieci anni.
  • Aumentano alloggi e ristorazione, più imprese straniere e società di capitali.

La desertificazione commerciale e il boom dell’online

Secondo Confcommercio, lo studio copre 18 categorie economiche distinguendo tra centri storici e resto del tessuto urbano, evidenziando un arretramento strutturale del negozio fisico.
Parallelamente crescono le imprese di alloggio e ristorazione, +19 mila tra il 2012 e il 2025, spesso trainate da flussi turistici e nuove abitudini di consumo fuori casa.

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Il driver principale è l’e‑commerce: nel 2025 le vendite online rappresentano l’11,3% dei consumi di beni acquistabili online e il 18,4% dei servizi.
Tra il 2015 e il 2025 l’indice delle vendite al dettaglio totali cresce del 14,4%, ma le piccole superfici restano ferme (0,0%), mentre l’online quasi triplica (+187%).

Il valore delle vendite via internet passa da 31,4 miliardi nel 2019 a 62,3 miliardi nel 2025, raddoppiando in soli sei anni e comprimendo ulteriormente i margini di sostenibilità dei tradizionali esercizi di prossimità.

Nuovi protagonisti del terziario e impatto sulle città

Nel commercio e nei pubblici esercizi cresce il peso delle imprese a conduzione straniera: +134 mila tra il 2012 e il 2025, a fronte di un calo di 290 mila imprese italiane.
Queste realtà contribuiscono all’integrazione economica e occupazionale, con +194 mila occupati aggiuntivi.

Cambia anche la dimensione aziendale: le imprese italiane passano da 2,4 a 3 addetti medi, segnalando una selezione verso strutture più organizzate; quelle guidate da imprenditori stranieri restano più piccole e diffuse, scendendo da 1,9 a 1,7 addetti medi.

Sul piano giuridico aumentano le società di capitali: dal 9% al 17% nel commercio al dettaglio e dal 14,2% al 30,6% in alloggio e ristorazione.
Diminuiscono ditte individuali e cooperative, indicando un processo di progressiva strutturazione del terziario, con maggiore ricerca di efficienza, produttività e capacità di presidiare mercati fisici e digitali.

Per le città, la sfida diventa ripensare funzioni dei centri storici, servizi di vicinato e rigenerazione dei locali sfitti.

FAQ

Quanti negozi hanno chiuso in Italia tra 2012 e 2025?

In Italia hanno chiuso 156 mila punti vendita al dettaglio e ambulanti tra il 2012 e il 2025, pari a oltre un quarto del totale.

Quanto incidono oggi le vendite online sui consumi in Italia?

Nel 2025 l’e‑commerce rappresenta l’11,3% dei consumi di beni acquistabili online e il 18,4% dei servizi, secondo elaborazioni Confcommercio.

Quali attività crescono mentre calano i negozi tradizionali?

Crescono in modo significativo le imprese del comparto alloggio e ristorazione, con circa 19 mila attività in più tra il 2012 e il 2025.

Che ruolo hanno le imprese a conduzione straniera nel terziario?

Le imprese straniere aumentano di 134 mila unità tra 2012 e 2025, generando circa 194 mila occupati aggiuntivi nel commercio e nei pubblici esercizi.

Quali sono le fonti dei dati sul commercio al dettaglio italiano?

I dati derivano da elaborazioni redazionali su informazioni di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente integrate.

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Michele Ficara Manganelli ✿∴♛🌿🇨🇭

Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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