Commissione europea colpita da nuovo attacco informatico, cresce l’allarme sulla sicurezza digitale dell’Unione

Attacco hacker alla piattaforma Europa.eu della Commissione europea: cosa sappiamo
La Commissione europea ha subito a marzo un grave attacco informatico contro la piattaforma Europa.eu, portale pubblico dell’Unione europea. L’episodio è stato rilevato il 24 marzo e ha colpito l’infrastruttura web che ospita informazioni su leggi, politiche e istituzioni UE. Secondo fonti tecniche, tra cui BleepingComputer, gli hacker avrebbero compromesso almeno un account AWS della Commissione e sottratto oltre 350 GB di dati.
La Commissione ha confermato il furto di dati dai siti Europa, precisando che i sistemi interni non risultano compromessi e che i portali sono rimasti operativi grazie a misure di contenimento immediate.
Gli autori dell’attacco, che affermano di non voler chiedere un riscatto, minacciano però di pubblicare i dati in un secondo momento, aprendo interrogativi sulla sicurezza cibernetica delle istituzioni europee proprio mentre Bruxelles impone regole severe alle big tech.
In sintesi:
- Attacco hacker rilevato il 24 marzo contro la piattaforma pubblica Europa.eu della Commissione europea.
- Compromesso almeno un account AWS, sottratti oltre 350 GB di dati e più database.
- La Commissione assicura: siti operativi, sistemi interni non colpiti, monitoraggio ancora in corso.
- Gli hacker escludono l’estorsione ma annunciano la futura pubblicazione dei dati rubati.
Dimensione della violazione e criticità per la cybersicurezza UE
Nel comunicato ufficiale, la Commissione europea spiega di aver individuato il cyberattacco su Europa.eu il 24 marzo e di aver adottato “passi immediati” per contenerlo, evitando l’interruzione dei servizi online. L’istituzione insiste che i sistemi interni e le reti amministrative non sono stati coinvolti, e che proseguono controlli e misure aggiuntive di protezione dei dati.
La nota, tuttavia, resta generica sulla natura delle informazioni sottratte. Fonti citate da BleepingComputer parlano di oltre 350 GB di dati, inclusi “molteplici database”, esfiltrati da almeno un account Amazon Web Services utilizzato dalla Commissione. Gli autori dell’attacco avrebbero comunicato di non voler ricattare Bruxelles, ma di puntare a una divulgazione successiva del materiale online.
Non è chiaro se tra i dati vi siano informazioni personali di cittadini o di funzionari. L’episodio arriva dopo un’altra violazione resa nota a gennaio, quando erano stati sottratti nomi e numeri di telefono del personale tramite l’infrastruttura centrale di gestione dei dispositivi mobili della Commissione. La ripetizione ravvicinata degli incidenti solleva interrogativi sulla resilienza effettiva del perimetro digitale europeo.
Implicazioni strategiche e possibili conseguenze future per l’Unione europea
La violazione di Europa.eu colpisce non solo un simbolo istituzionale, ma anche un nodo informativo centrale per cittadini, imprese e media che seguono le politiche dell’Unione europea. Se confermata la pubblicazione dei dati rubati, l’UE potrebbe trovarsi ad affrontare impatti reputazionali, rischi di disinformazione e possibili correlazioni tra dataset esposti e infrastrutture ancora attive.
L’episodio mette in luce una contraddizione politica: la stessa Commissione che impone requisiti stringenti di sicurezza e conformità a Apple, Meta e ad altri colossi tech appare vulnerabile sul proprio front-end digitale. Ciò potrebbe accelerare la revisione delle strategie di cybersecurity delle istituzioni comunitarie, spingendo verso standard tecnici più severi per i fornitori cloud, audit indipendenti rafforzati e un’applicazione più omogenea delle norme europee in materia di sicurezza dei dati anche all’interno delle strutture pubbliche UE.
FAQ
Che cosa è stato colpito dall’attacco hacker alla Commissione europea?
L’attacco ha colpito la piattaforma pubblica Europa.eu e almeno un account AWS associato, con furto di dati e database, ma senza bloccare i siti.
I sistemi interni della Commissione europea sono stati compromessi?
No, la Commissione afferma che i sistemi interni non risultano colpiti. Prosegue comunque il monitoraggio costante per individuare eventuali movimenti laterali o compromissioni tardive.
Che tipo di dati potrebbero essere stati rubati dagli hacker?
Probabilmente configurazioni, contenuti di database e log di sistema. Non è confermato se includano dati personali di cittadini o dipendenti, ma la Commissione indaga attivamente.
La Commissione europea ha ricevuto richieste di riscatto dai cybercriminali?
No, secondo le fonti gli hacker dichiarano di non voler estorcere denaro e minacciano invece di pubblicare i dati sottratti in futuro.
Qual è la fonte originale delle informazioni su questo attacco informatico?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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