Chiara Poggi nuova rivelazione sulla colluttazione riaccende il dibattito sulle perizie e sull’inchiesta

Delitto di Garlasco, nuove ipotesi sulla colluttazione tra Chiara Poggi e killer
Chi è al centro del nuovo fronte investigativo sul delitto di Garlasco? Chiara Poggi, uccisa nel 2007, il suo ex fidanzato Alberto Stasi – già condannato in via definitiva – e l’indagato Andrea Sempio. Cosa ha riacceso il dibattito? Una recente consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, nominata dalla procura di Pavia, secondo indiscrezioni del Tg1 interpretata come possibile prova di una colluttazione tra vittima e aggressore. Dove si concentra l’attenzione? Nella villetta di via Pascoli a Garlasco e sulle tracce genetiche sotto le unghie di Chiara. Quando è esploso il nuovo caso? A pochi giorni dal deposito della perizia e alla vigilia del referendum sulla giustizia. Perché cresce la polemica? Perché le ipotesi trapelate sembrano ribaltare ricostruzioni processuali consolidate e vengono contestate duramente dal legale della famiglia Poggi.
In sintesi:
- Indiscrezioni Tg1 attribuiscono a Chiara Poggi una colluttazione con il suo assassino.
- La consulenza Cattaneo interpreta lividi e abrasioni come segni di lotta prolungata.
- Le nuove letture si scontrano con cinque processi e perizie che esclusero colluttazione.
- L’avvocato Tizzoni parla di “propaganda” e nega basi scientifiche per revisioni.
Le indiscrezioni riferite al lavoro di Cristina Cattaneo suggeriscono che Chiara Poggi non sarebbe stata sorpresa da un unico colpo letale. Lividi, ecchimosi e abrasioni su braccia e gambe verrebbero letti come indizi di una lotta, sviluppatasi tra piano terra e scala interna della villetta di via Pascoli. L’aggressore, secondo questa ipotesi, avrebbe colpito in più fasi, fermandosi a osservare il corpo prima di infliggere un ulteriore colpo, forse con un martello.
La presunta colluttazione verrebbe inoltre collegata alle tracce di Dna sotto le unghie della vittima, ritenute “compatibili” con la linea parentale maschile dell’indagato Andrea Sempio. Si tratta però di un profilo genetico definito “misto, incompleto e non attribuibile”: la genetista Denise Albani, consulente della gip di Pavia Daniela Garlaschelli, nega che tali dati possano identificare un soggetto o fondare responsabilità penali.
Resta inoltre controversa la cosiddetta impronta 33, traccia fotografica trattata con reagente chimico e attribuita dagli inquirenti pavesi a Sempio, ma priva di riscontri materiali diretti.
Cinque processi, perizie contrastanti e il ruolo delle nuove consulenze
La verità giudiziaria sul delitto di Garlasco si è consolidata in cinque gradi di giudizio: due processi terminati in assoluzione per Alberto Stasi, due successivi con condanna e infine la conferma in Cassazione a 16 anni di reclusione. Secondo le sentenze definitive, Chiara Poggi avrebbe disinserito l’allarme, aperto la porta in pigiama e sarebbe stata colpita al volto e al cranio, quindi spinta o fatta precipitare dalle scale verso la tavernetta. L’assassino, per i giudici, non scese tutti i gradini.
Le lesioni descritte – numerosi tagli alla fronte e il cranio sfondato da almeno dieci colpi, verosimilmente di martello – non hanno mai condotto al rinvenimento dell’arma. Nemmeno il ritrovamento, dieci mesi fa, in un canale di Tronello (Pavia), di alcuni oggetti tra cui un martello, ha prodotto finora riscontri forensi utili.
In questo quadro, le nuove valutazioni medico-legali vengono percepite come potenzialmente destabilizzanti rispetto all’impianto probatorio già vagliato, soprattutto se interpretate mediaticamente come “svolta” a favore di scenari alternativi o di eventuali istanze di revisione della condanna di Stasi.
Le critiche dell’avvocato Tizzoni e gli scenari futuri sul caso Garlasco
L’avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale di parte civile della famiglia Poggi dal 2007, respinge con forza la narrazione di una colluttazione. Ricorda come due perizie, inclusa quella del 2014 del perito Roberto Testi, avessero già escluso in modo “compiuto” uno scontro fisico rilevante, rilevando l’assenza di significative escoriazioni compatibili con una lotta. “L’idea che l’aggressione sia avvenuta in seguito a una colluttazione non solo è stata esclusa dalle perizie precedenti, ma non c’è alcun dato scientifico che confermi detta presunta novità”, afferma.
Sul piano genetico, Tizzoni sottolinea come l’aplotipo parziale misto attribuito ad Andrea Sempio non abbia valore probatorio: sulle unghie di Chiara Poggi sarebbero presenti almeno altri due profili maschili, forse di più. L’ipotesi di un “linciaggio” da parte di più soggetti è definita priva di riscontri, mentre resta “pacifico” che l’assassino fu uno solo.
Determinante, secondo il legale, la pista delle scarpe: in casa Poggi vennero trovate solo impronte compatibili con calzature Frau numero 42, ritenute sovrapponibili, per misura e modello, a quelle di Alberto Stasi, come riportato nella sentenza definitiva. Da qui la conclusione: Stasi resta, per la parte civile, “l’unico assassino” e le ipotesi avanzate dalla consulenza Cattaneo non avrebbero la forza necessaria per sostenere un’eventuale richiesta di revisione, che viene liquidata come “propaganda”.
FAQ
Chi è stato condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco?
La giurisprudenza è chiara: l’ex fidanzato Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi.
Le nuove consulenze medico-legali riaprono automaticamente il processo?
No, eventuali nuove consulenze non riaprono automaticamente il processo: possono solo fondare, se realmente innovative e decisive, una successiva richiesta di revisione davanti alla Corte d’appello competente.
Che valore hanno le tracce di Dna sotto le unghie di Chiara Poggi?
Le perizie affermano che si tratta di Dna “misto, incompleto e non attribuibile”, quindi non idoneo a identificare con certezza un soggetto né a fondare responsabilità penale individuale.
Perché la presunta colluttazione è un punto così controverso?
La colluttazione cambierebbe dinamica e tempistica dell’omicidio, ma periti precedenti hanno escluso segni compatibili di lotta significativa sul corpo, creando un forte contrasto con le nuove interpretazioni trapelate.
Quali sono le fonti utilizzate per la ricostruzione del caso Garlasco?
La ricostruzione deriva affermativamente da una elaborazione congiunta di notizie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione secondo criteri giornalistici e di verifica incrociata.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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