Chiara Ferragni assolta: il retroscena che cambia tutto e svela ciò che nessuno aveva raccontato
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Motivi giuridici dell’assoluzione
Chiara Ferragni è stata prosciolta perché, secondo il giudice Ilio Mannucci Pacini della terza penale di Milano, non sussistono elementi sufficienti per aprire il dibattimento. La formula è “sentenza di non doversi procedere”, esito che chiude il fascicolo senza rinvio a giudizio e senza processo orale. Decisione motivata dall’assenza del presupposto probatorio richiesto per sostenere l’accusa in aula.
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L’ipotesi di truffa aggravata legata alla “minorata difesa” dei consumatori è stata ritenuta insussistente: la presunta vulnerabilità del pubblico, determinata dall’autorevolezza online dell’influencer, non integra l’aggravante. Cade così l’impianto più severo, ridimensionando il quadro accusatorio e la portata penale della vicenda.
Restava la contestazione di truffa semplice, ma in mancanza di querela essa si estingue per legge. Il giudice ha quindi preso atto di un duplice dato: l’assenza dell’aggravante e la non procedibilità dell’ipotesi residuale, cristallizzando il proscioglimento. La formula adottata non assolve nel merito ma chiude il procedimento per difetto dei requisiti processuali, consolidando l’effetto liberatorio per l’indagata.
Cosa cambia per le accuse di truffa
La caduta dell’aggravante della “minorata difesa” esclude l’idea che l’autorevolezza social di Chiara Ferragni costituisca, di per sé, un fattore idoneo a rendere i consumatori strutturalmente vulnerabili. L’effetto immediato è lo smontaggio della parte più pesante del capo d’imputazione, con il venir meno del rischio di un processo su un reato più grave.
Senza aggravante, resta la truffa semplice: fattispecie perseguibile solo a querela. In assenza di denuncia, e dopo i risarcimenti effettuati, il reato si estingue e non può approdare al dibattimento. Il giudice ha quindi applicato la “non doversi procedere”, chiudendo l’azione penale.
Operativamente, il caso non produce un precedente di merito sulla responsabilità penale dell’influencer, ma indica un perimetro: la comunicazione commerciale online non è automaticamente truffa aggravata; occorrono prove specifiche su raggiri e vulnerabilità. Per il mercato dell’influencer marketing, il messaggio è chiaro: trasparenza e corretta veicolazione del messaggio restano essenziali, ma l’aggravante richiede requisiti stringenti che qui non sono stati riscontrati.
Risarcimenti, querele ritirate e conseguenze
Chiara Ferragni ha corrisposto complessivamente 3,4 milioni di euro tra donazioni e ristori, a fronte di un “ingiusto profitto” stimato dagli inquirenti in 2,2 milioni. Le somme hanno coperto le posizioni aperte e hanno anticipato le pretese risarcitorie, riducendo il terreno del contenzioso.
Le associazioni Adicu e Codacons, insieme alla cittadina 76enne nota come Adriana di Avellino (indennizzata con 500 euro), hanno ritirato gli esposti. La scelta ha inciso sul profilo di procedibilità, poiché senza querela la truffa semplice si estingue.
Con l’uscita di scena dei soggetti esponenti e l’assenza dell’aggravante, il giudice di Milano ha dichiarato il “non doversi procedere”. Effetti pratici: niente dibattimento, chiusura del fascicolo e archiviazione della pretesa punitiva. Sul piano reputazionale, l’esito rafforza la posizione dell’imprenditrice, pur senza pronunciarsi nel merito della colpevolezza.
FAQ
- Perché i risarcimenti sono stati determinanti? Hanno favorito il ritiro degli esposti e, in assenza di querela, la truffa semplice non è procedibile.
- Qual è l’importo versato da Chiara Ferragni? 3,4 milioni di euro tra donazioni e risarcimenti.
- Chi ha ritirato gli esposti? Le associazioni Adicu e Codacons e la 76enne Adriana di Avellino.
- Che fine fa l’aggravante della “minorata difesa”? È stata ritenuta insussistente dal giudice.
- Cosa significa “non doversi procedere”? Mancano i presupposti per il dibattimento; il procedimento si chiude senza processo.
- Ci sarà un processo di merito? No, il fascicolo è stato definito senza dibattimento.
- Qual è la fonte giornalistica citata? La ricostruzione si basa sulle informazioni riportate dalla cronaca giudiziaria di Milano e sui dettagli diffusi dalla stampa nazionale, come indicato nell’articolo di riferimento.




