Caso Garlasco, nuove intercettazioni su Sempio riaccendono l’indagine sulla morte di Chiara Poggi
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Nuove mosse della Procura di Pavia nel delitto di Garlasco
La Procura di Pavia ha illustrato oggi, mercoledì 6 maggio, gli elementi raccolti contro Andrea Sempio, unico indagato per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Nel corso di un interrogatorio durato circa tre ore e mezza, i magistrati hanno esposto un anno e mezzo di accertamenti, basati su nuove perizie genetiche, analisi di impronte e riscontri sugli alibi.
Secondo l’accusa, il movente sarebbe legato al rifiuto di presunte avance sessuali.
Le indagini, precisano i pm, non sono ancora concluse e il quadro probatorio resta in evoluzione, mentre la difesa di Sempio, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, annuncia di valutare un futuro confronto solo a chiusura atti.
In sintesi:
- Andrea Sempio è oggi l’unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.
- La Procura punta su Dna sotto le unghie e sull’“impronta 33”.
- L’alibi dello scontrino del parcheggio di Vigevano è ritenuto poco credibile.
- Intercettazioni e chat rafforzano l’ipotesi di un movente di natura personale.
Le prove contestate a Sempio tra Dna, impronte e intercettazioni
Nel nuovo fascicolo sul delitto di Garlasco, i pm di Pavia – il procuratore aggiunto Stefano Civardi e le sostitute Giuliana Rizza e Valentina De Stefano – indicano in Andrea Sempio, 38enne commesso in un negozio di telefonia, l’unico presunto autore dell’omicidio di Chiara Poggi, escludendo ogni concorso con Alberto Stasi o con ignoti.
Contestano almeno 12 colpi inferti con un’arma ancora ignota e richiamano la perizia genetica che giudica compatibile il Dna maschile di Sempio con quello rilevato sotto le unghie della vittima, pur con i limiti indicati dalla genetista Denise Albani sul possibile trasferimento indiretto.
Altro cardine accusatorio è la cosiddetta “impronta 33”, lasciata sulla scala dove Chiara Poggi fu colpita alla testa: per l’accusa apparterrebbe all’assassino, per i consulenti della difesa non sarebbe riconducibile all’indagato.
La Procura, che sta rivedendo l’orario del decesso rispetto alla ricostruzione recepita in Cassazione, mostra scarsa fiducia nell’alibi fondato sullo scontrino di un parcheggio di Vigevano e valuta di inserire in chiusura d’indagine numerose chat firmate “Andreas”, lette come segno di “ossessione” verso una ragazza. La difesa sostiene che si tratti di una barista, non di Chiara.
Un capitolo delicatissimo riguarda le nuove intercettazioni rivelate dal Tg1. In una si sente Sempio dire: “Ho visto il video di Chiara e Alberto”; in un’altra, parlando da solo in auto, avrebbe ammesso di aver chiamato Chiara prima del delitto, di aver tentato un approccio e di essersi sentito respingere con un “Non ci voglio parlare con te” prima che lei riagganciasse.
All’uscita dalla Procura, scortato da un’auto con sirena, l’indagato non ha rilasciato dichiarazioni. I suoi legali, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, ribadiscono: “Non c’è sostanzialmente nulla di nuovo, è tutto spiegabilissimo. Siamo calmi e lucidi”.
Il ruolo di Marco Poggi e gli scenari futuri dell’inchiesta
Elemento centrale del quadro istruttorio resta la testimonianza di Marco Poggi, fratello di Chiara e amico di Andrea Sempio, ascoltato oggi per circa due ore in Procura a Pavia e già sentito il 20 maggio 2025 in una caserma vicino Mestre.
La sua versione è rimasta invariata: nessuna visione dei video intimi tra Chiara e Alberto Stasi presenti nel pc di casa Poggi, nonostante l’accesso libero suo e di Sempio, e soprattutto assenza di rapporti significativi tra la sorella e l’indagato.
Mostrato di nuovo lo scatto dell’“impronta 33” per ricostruire gli spostamenti di Sempio nella villetta e la sua frequentazione con la vittima, Marco ribadisce l’innocenza dell’amico anche di fronte alle perizie tecniche e alle frasi intercettate.
Le prossime mosse della Procura – dalla definizione dell’orario di morte all’eventuale deposito dell’avviso di conclusione indagini – saranno decisive per capire se il procedimento approderà a una nuova richiesta di rinvio a giudizio, riaprendo sul piano processuale uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi vent’anni.
FAQ
Chi è oggi l’unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi?
Attualmente è indagato solo Andrea Sempio, 38 anni, commesso in un negozio di telefonia, escluso ogni concorso con Alberto Stasi.
Qual è la principale prova genetica contestata ad Andrea Sempio?
La principale prova è il Dna maschile compatibile con Sempio rilevato sotto le unghie di Chiara Poggi, con possibili margini di trasferimento indiretto.
Cosa sostiene la difesa riguardo all’impronta 33 trovata sulle scale?
La difesa afferma che l’“impronta 33” non è attribuibile con certezza ad Andrea Sempio e contesta le conclusioni dei consulenti della Procura.
Perché l’alibi dello scontrino del parcheggio di Vigevano è contestato?
L’alibi è ritenuto non pienamente attendibile perché non esclude la presenza di Sempio a Garlasco nell’arco temporale del delitto.
Quali sono le fonti giornalistiche di riferimento per questa ricostruzione?
Questa ricostruzione deriva da un’elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.



