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Milano, da oggi le capsule di caffè in alluminio nel sacco giallo
A Milano, da oggi, tutte le capsule di caffè in alluminio usate possono essere conferite nel sacco giallo per plastica e metalli, direttamente nella raccolta domestica o condominiale.
La novità è resa possibile dall’adeguamento dell’impianto di selezione di A2A Ambiente a Muggiano, sviluppato in collaborazione con Comune di Milano, Amsa, Cial e Nespresso.
L’obiettivo è intercettare e riciclare l’alluminio piccolo e leggero, in linea con il nuovo regolamento europeo Ppwr in arrivo nel 2026, riducendo sprechi di materia ed energia e semplificando il gesto quotidiano dei cittadini.
In sintesi:
- Le capsule di caffè in alluminio a Milano vanno ora nel sacco giallo plastica-metalli.
- L’impianto di Muggiano recupera l’alluminio piccolo con tecnologia Ecs Eddy Current Separator.
- Il progetto anticipa il regolamento europeo Ppwr che riconoscerà le capsule come imballaggi.
- Obiettivi: più riciclo di alluminio, meno energia sprecata, raccolta differenziata più semplice.
Come funziona il nuovo sistema di riciclo delle capsule a Milano
Il cuore del progetto è l’impianto di selezione di Muggiano, alle porte di Milano, gestito da A2A Ambiente. Qui è stato installato un separatore a correnti parassite, Ecs – Eddy Current Separator, capace di intercettare e separare l’alluminio di piccole dimensioni dal resto del flusso.
Vengono così recuperate non solo le capsule di caffè, ma anche tappi, blister e altri piccoli componenti metallici, che prima finivano in scarto. L’alluminio selezionato viene avviato a una nuova filiera industriale: fusione e trasformazione in nuovi prodotti, in un processo che permette di risparmiare fino al 95% dell’energia rispetto alla produzione da bauxite, materia prima assente in Italia.
Finora, le capsule usate, contenendo ancora caffè esausto, non erano classificate come imballaggi e andavano nei rifiuti indifferenziati. Con il futuro regolamento europeo Ppwr (agosto 2026) saranno invece riconosciute come imballaggi e conferite obbligatoriamente nella raccolta differenziata. Milano anticipa questa svolta normativa, dimostrando che, con impianti adeguati, l’alluminio piccolo e leggero può essere davvero riciclato.
*“Poter conferire le capsule di alluminio nel sacco giallo, anche se contengono i residui di caffè, è un passo avanti che semplifica la gestione dei rifiuti domestici e ci permetterà di riciclare una grande quantità di alluminio finora disperso”*, afferma l’assessora all’Ambiente e Verde Elena Grandi.
*“Con oltre il 63% di raccolta differenziata, Milano è al vertice tra le metropoli europee sopra il milione di abitanti”*, sottolinea l’amministratore delegato di Amsa, Marcello Milani, evidenziando come l’iniziativa possa aumentare ulteriormente le performance ambientali del capoluogo.
*“L’impianto milanese di Muggiano è uno degli esempi più avanzati di innovazione applicata all’economia circolare”*, aggiunge Giovanni Faedda, responsabile dell’impianto per A2A Ambiente, rimarcando il ruolo strategico della tecnologia Ecs.
Per il direttore generale di Cial Stefano Stellini, *“questa novità è decisiva perché aumenta le quantità di alluminio recuperato, essenziale in un Paese senza produzione primaria, e semplifica il gesto quotidiano della raccolta differenziata”*.
Nespresso, tramite la direttrice operativa di Nespresso Italiana Monica Pellegrini, ricorda oltre 15 anni di esperienza nei sistemi di riciclo dedicati: *“Il progetto rende ancora più facile lo smaltimento e concreto il riciclo dell’alluminio, affiancandosi a iniziative come ‘Da Chicco a Chicco’ e il Servizio di Raccolta a Domicilio, con cui abbiamo già recuperato oltre 3.500 tonnellate di capsule a Milano e 6.000 in Lombardia dal 2011”*.
L’avvio del nuovo sistema sarà accompagnato da una campagna informativa curata da Amsa e Cial con il supporto di Nespresso, presente in città, sulla stampa e sui canali digitali e social. Il modello verrà progressivamente esteso ai comuni dell’hinterland serviti da Amsa.
Prospettive future e impatto nazionale del modello Milano
Il progetto milanese funge da laboratorio nazionale per l’attuazione del regolamento europeo Ppwr. Dimostra che il riconoscimento normativo delle capsule come imballaggi produce benefici reali solo se accompagnato da impianti evoluti e filiere industriali strutturate.
In un contesto in cui l’Italia è già tra i leader mondiali nel riciclo dell’alluminio, l’intercettazione sistematica delle capsule usate può aumentare significativamente le quantità di metallo recuperato, riducendo la dipendenza dall’import di materia prima e migliorando il bilancio energetico complessivo del Paese.
La progressiva estensione del modello Milano ad altri territori potrebbe anticipare, in modo ordinato, l’entrata in vigore del Ppwr, trasformando un obbligo normativo in un vantaggio competitivo per le filiere dell’economia circolare italiana e in una semplificazione concreta per i cittadini.
FAQ
Dove vanno conferite oggi le capsule di caffè a Milano?
Devono essere conferite nel sacco giallo destinato agli imballaggi in plastica e metalli, insieme agli altri rifiuti riciclabili.
Le capsule possono essere buttate nel sacco giallo con il caffè esausto dentro?
Sì, è consentito conferire le capsule di alluminio anche con i residui di caffè, perché l’impianto è progettato per gestirle.
Che cos’è la tecnologia Ecs usata nell’impianto di Muggiano?
È un separatore a correnti parassite che individua e separa l’alluminio piccolo e leggero dal resto dei rifiuti per il riciclo.
Quando entrerà in vigore il regolamento europeo Ppwr sulle capsule?
Entrerà in vigore ad agosto 2026 e riconoscerà ufficialmente le capsule di caffè come imballaggi da raccolta differenziata.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo sul riciclo delle capsule?
L’articolo deriva da un’elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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