Carlo Conti svela i retroscena di Sanremo tra brani, palco ed Eurovision

Carlo Conti svela i retroscena di Sanremo tra brani, palco ed Eurovision

27 Gennaio 2026

Carlo Conti a tutto tondo su Sanremo: i brani, Eurovision, la conduzione il prossimo anno

Dietro le quinte dei brani in gara

Carlo Conti racconta i pre-ascolti come una vera prova da “regista radiofonico”, con i pezzi organizzati in sequenza alternata: veloce, lenta, ritmata, impegnata, più leggera, voci maschili e femminili in equilibrio. L’obiettivo è testare l’effetto complessivo, non il singolo brano isolato.

Nel confronto con la stampa, lo stesso inedito ottiene voti altissimi e bassissimi, a conferma di una forte polarizzazione dei gusti. Per il direttore artistico questo è un segnale positivo: significa pluralità autentica, distanza da un “pensiero unico” musicale e reale libertà di giudizio. La scaletta viene costruita per valorizzare questa diversità, evitando blocchi monotoni e puntando su un ascolto dinamico, da playlist contemporanea.

Sui nomi emergenti, il conduttore insiste sul ruolo del festival come trampolino: la manifestazione deve assumersi il rischio di lanciare nuovi volti anche tra i cosiddetti big, seguendo la lezione di Pippo Baudo. In un’industria dove il successo può esplodere in pochi mesi, chi conquista numeri importanti entra di diritto nel gruppo principale. Il palco dell’Ariston diventa così luogo di incontro tra generazioni, facendo dialogare idoli di nicchia e pubblico generalista.

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Tradizione, omaggi e futuro della conduzione

Le serate in onda da Sanremo dal 24 al 28 febbraio 2025 saranno segnate da un omaggio costante a Pippo Baudo, non come esercizio di nostalgia ma come recupero di un modello: grande show popolare, dibattito acceso, stampa protagonista, polemiche incluse. La “macchina” viene pensata come un evento nazionale, simile a una finale sportiva seguita da tutta la famiglia.

L’eredità baudiana vive nel dopo-festival, nel confronto critico con i giornalisti, nelle discussioni in diretta che oggi passano dai social in tempo reale. Quello che un tempo si consumava nei bar o in ufficio il giorno dopo, adesso esplode su X, Instagram e TikTok durante le esibizioni. Il direttore artistico calibra ritmi e scalette sapendo che ogni scelta sarà immediatamente analizzata, rilanciata e contestata online.

Sul proprio futuro, il conduttore ricorda di aver accettato l’incarico per un biennio: con questa edizione arriva a cinque festival, un numero che considera compiuto. Non chiude però definitivamente la porta a un eventuale ritorno, richiamando ironicamente il “del doman non v’è certezza” di Lorenzo de’ Medici. Al momento prevale la volontà di chiudere un ciclo, senza trasformare la conduzione in un incarico infinito.

Eurovision, scelte degli artisti e scenario internazionale

Sulla partecipazione all’Eurovision Song Contest, la linea è netta: la decisione resta in capo al singolo artista in caso di vittoria. Un eventuale sondaggio preventivo tra i concorrenti, gestito da RAI, avrebbe valore puramente indicativo e non vincolante. L’idea è rispettare l’autonomia professionale di chi sale sul palco, senza imposizioni automatiche verso il concorso europeo.

Il conduttore giudica positivamente la scelta dell’azienda di chiedere agli organizzatori di Eurovision attenzione sul contesto geopolitico, con particolare riferimento a un’eventuale presenza di un artista della Palestina. Non si tratta di censura, ma di richiesta esplicita di non “chiudere gli occhi” di fronte a scenari sensibili, conciliando spettacolo e responsabilità editoriale internazionale.

Sul piano strettamente musicale, Conti rivendica i risultati della scorsa edizione, quando gran parte delle canzoni è entrata nelle playlist radiofoniche. L’obiettivo è replicare un impatto simile, trasformando i brani del festival in patrimonio condiviso del pubblico. Sui super-ospiti internazionali, frena i rumors: una presenza come quella di Madonna viene definita “abbastanza impossibile”, a tutela delle aspettative e della credibilità del racconto mediatico.

FAQ

D: Come vengono selezionati e ordinati i brani in gara?
R: Il direttore artistico li ascolta in sequenza simulando una playlist radiofonica, alternando tempi, atmosfere e interpreti per garantire varietà e ritmo.

D: Perché le valutazioni della stampa sui pezzi sono così diverse?
R: La stessa canzone può ottenere voti opposti perché riflette gusti molto differenziati, un elemento ritenuto positivo per la ricchezza del festival.

D: Qual è il ruolo dei nuovi artisti sul palco dell’Ariston?
R: Il festival funziona da vetrina strategica per nuovi nomi già forti nei numeri, inseriti tra i big per favorire il passaggio al grande pubblico.

D: In che modo sarà omaggiato Pippo Baudo nelle prossime serate?
R: Attraverso una costruzione di show “corale”, con forte centralità di musica, informazione, polemiche e coinvolgimento di giornalisti e pubblico.

D: Chi decide la partecipazione del vincitore all’Eurovision?
R: La scelta finale spetta esclusivamente all’artista, mentre eventuali sondaggi RAI hanno soltanto funzione informativa.

D: Perché si parla di attenzione speciale al contesto internazionale di Eurovision?
R: Per garantire che il concorso tenga conto di situazioni geopolitiche delicate, come la possibile presenza di un rappresentante palestinese.

D: Carlo Conti condurrà il festival anche nel 2027?
R: Ha dichiarato di considerare conclusa la propria esperienza con il quinto festival, pur senza escludere del tutto scenari futuri.

D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento per queste dichiarazioni?
R: Le informazioni derivano da un’intervista radiofonica rilasciata da Carlo Conti a RTL 102.5 e ripresa dalla stampa nazionale, in particolare dall’agenzia Dire.


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