Carburanti, Schlein sollecita accise mobili mentre Giorgetti e Meloni promettono interventi mirati sui prezzi

Menarini, crescita 2025 e strategia globale tra investimenti e sfida regolatoria
Chi: il Gruppo Menarini, guidato dall’azionista e board member Lucia Aleotti, affiancata dal Ceo Elcin Barker Ergun.
Che cosa: presentazione a Firenze dei risultati 2025 e della strategia su investimenti, ricerca e governance europea del farmaco.
Dove: sede della Camera di Commercio di Firenze, vicino allo storico stabilimento Menarini.
Quando: dati di bilancio 2025 illustrati nel corso di una conferenza stampa il 6 marzo.
Perché: consolidare il posizionamento globale dell’azienda, difendere la competitività europea nella ricerca farmaceutica e criticare norme Ue considerate anti‑industriali.
In sintesi:
- Crescita 2025 solida, autofinanziata, con Ebitda allineato ai 450 milioni di euro.
- Ricerca e sviluppo oltre l’11% del fatturato, investimenti saliti a 540 milioni.
- Nuovi investimenti produttivi a Firenze per 14-15 milioni in reparto fiale asettiche.
- Allarme di Aleotti su proprietà intellettuale e tassa Ue sulle acque reflue.
Crescita autofinanziata, aree chiave e nuovo investimento nello stabilimento di Firenze
Lucia Aleotti definisce il 2025 di Menarini “un anno di crescita solida”, ottenuta con totale autofinanziamento, senza esposizione bancaria e con reinvestimento integrale degli utili. La spesa in ricerca e sviluppo supera l’11% del fatturato farmaceutico, confermando una strategia centrata sull’innovazione.
L’azienda registra performance in aumento nella penisola arabica, negli Emirati e in America Latina, nonostante l’effetto cambio del dollaro. Dopo anni di rallentamento, anche la Cina torna a una crescita definita “solida”, affiancata da un trend “molto interessante” in altre aree del Sud‑est asiatico, che sostengono le prospettive per l’anno in corso.
Sul fronte industriale, nello stabilimento di Firenze, sede storica dell’azienda a pochi metri dal Duomo, viene approvato un nuovo investimento da 14‑15 milioni di euro nel reparto fiale, per ristrutturazione e introduzione di una linea in asepsi. L’obiettivo è rafforzare efficienza e modernizzazione dell’impianto, preservando al contempo la “fiorentinità” del gruppo.
Ricerca, proprietà intellettuale e critica alle politiche industriali europee
L’Ebitda 2025 di Menarini si manterrà in linea con i 450 milioni di euro dell’anno precedente. Gli investimenti in ricerca e sviluppo passano da 500 milioni nel 2024 a 540 milioni, a conferma – sottolinea Aleotti – della scelta di puntare sull’innovazione tramite il reinvestimento totale degli utili.
La manager chiede però un rafforzamento della proprietà intellettuale in Europa, soprattutto sul regime di data protection, cruciale per farmaci biologici e chimici. *“La proprietà intellettuale è l’incentivo numero uno per investire in ricerca e sviluppo”*, osserva, ricordando che Stati Uniti e Cina offrono livelli di tutela più elevati, con il rischio di spostare lì gli investimenti globali.
Dieci anni fa, evidenzia, Europa e Usa contavano lo stesso numero di brevetti farmaceutici, con la Cina a un terzo. Oggi l’Europa è scivolata al terzo posto, segnale di una perdita competitiva che, secondo Aleotti, impone interventi urgenti per rilanciare la ricerca nel continente.
Directive europee, rischio de‑industrializzazione e futuro della farmaceutica Ue
Aleotti sottolinea che nella “geografia industriale” attuale i governi sono diventati attori diretti: *“Il governo cinese era già in questo gioco, il governo americano sta giocando le sue carte”*, a sostegno delle rispettive industrie farmaceutiche e dell’autonomia strategica di ciascun Paese.
Nel mirino della manager c’è la direttiva Ue sulla tassazione delle acque reflue. *“L’Europa mette la tassa sulle acque reflue, che poi non è altro, scusate la parola, che una tassa sulla pipì”*, afferma. I residui dei farmaci nelle urine, confluiti nelle acque reflue, generano – secondo una stima della Farmindustria tedesca citata da Aleotti – un costo potenziale di 12 miliardi di euro l’anno a carico delle aziende, pari allo sviluppo di circa dieci nuovi farmaci, considerando 1,2 miliardi per molecola.
Per Aleotti questa impostazione, unita alle incertezze sulle politiche industriali, rappresenta una vera strategia “anti‑industriale”, in contrasto con le mosse di Cina e Stati Uniti, che sovvenzionano o attraggono ricerca e investimenti.
FAQ
Quanto è cresciuto l’investimento in ricerca e sviluppo di Menarini?
Nel 2025 Menarini ha investito 540 milioni di euro in ricerca e sviluppo, in aumento rispetto ai 500 milioni del 2024, superando l’11% del fatturato farmaceutico.
Qual è il valore dell’investimento Menarini nello stabilimento di Firenze?
Menarini ha approvato un investimento tra 14 e 15 milioni di euro per ristrutturare il reparto fiale e installare una nuova linea in asepsi nello stabilimento fiorentino.
Perché Menarini chiede più tutela della proprietà intellettuale in Europa?
Aleotti sostiene che una maggiore durata della proprietà intellettuale in Europa incentiverebbe gli investimenti in ricerca, evitando la delocalizzazione verso Stati Uniti e Cina, oggi più competitivi su brevetti e data protection.
Cosa critica Menarini nella direttiva europea sulle acque reflue?
Menarini contesta la tassa Ue sulle acque reflue contenenti residui di farmaci, stimata in 12 miliardi annui, perché drenerebbe risorse equivalenti a circa dieci nuovi farmaci ogni anno.
Da quali fonti è stata elaborata la presente ricostruzione giornalistica?
La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI



