Khamenei rompe il silenzio sul conflitto con gli Stati Uniti e scatena nuovi timori di escalation regionale

Khamenei rompe il silenzio sul conflitto con gli Stati Uniti e scatena nuovi timori di escalation regionale

25 Gennaio 2026

Venti di guerra tra Iran e Usa E Khamenei va nel bunker

Scenari di guerra e fuga nei bunker

Tra Washington e la Repubblica islamica dell’Iran il margine di manovra si assottiglia, mentre lo scontro militare appare sempre meno teorico. Secondo il network d’opposizione Iran International, la Guida Suprema Ali Khamenei si sarebbe trasferita in un rifugio sotterraneo ultra-protetto a Teheran, segnale di massima allerta al vertice del regime. In parallelo, la portaerei USS Abraham Lincoln avanza verso l’area calda del Medio Oriente, scortata da cacciatorpediniere armati di missili Tomahawk, caccia, velivoli da rifornimento e nave comando.

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica assicura di essere “più pronto che mai”, con l’apparato missilistico e dronistico puntato sulle basi americane nella regione. Da Centcom, il comando centrale degli Stati Uniti, filtra l’indicazione che ogni opzione di risposta sia sul tavolo, mentre i vertici militari moltiplicano le missioni riservate in Israele e nei Paesi del Golfo.

Volando basso ma con toni netti, la vice-presidenza americana, per bocca di JD Vance, segnala che esistono “molte carte da giocare”, senza anticipare né tempi né modalità di un eventuale attacco preventivo o di ritorsione contro Teheran.

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Pace a Gaza, Italia in regia

Nella Striscia di Gaza si lavora a una stabilizzazione di lungo periodo mentre, sullo sfondo, si materializza un diverso fronte di guerra. Il piano di pace targato Donald Trump entra nella cosiddetta Fase Due dopo la firma del Board of Peace a Davos, con l’inviato speciale Steve Witkoff e il consigliere Jared Kushner impegnati a spingere il premier israeliano Benjamin Netanyahu verso una road map più rapida. Al centro, la creazione di una Forza Internazionale di Stabilizzazione per il dopoguerra a Gaza, la futura Isf.

Secondo ricostruzioni di Bloomberg, gli Stati Uniti avrebbero chiesto all’Italia di aderire come membro fondatore con un ruolo di regia, più politico e formativo che operativo. Niente truppe da combattimento ma addestramento per la futura polizia di Gaza, sfruttando l’esperienza delle missioni di sicurezza italiane nei teatri arabi.

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani conferma di essere pronto a mettere a disposizione istruttori dell’Arma dei Carabinieri per formare gli apparati di sicurezza di Gaza e Cisgiordania, anche in Giordania e, se necessario, in Egitto, oltre a valutare un rafforzamento del dispositivo a Rafah.

Tensione regionale e rischio escalation

Il quadro mediorientale resta estremamente fluido, con proteste interne in Iran represse con estrema durezza e accuse a Washington di avere orchestrato le rivolte. Organizzazioni come Human Rights International parlano di decine di migliaia di morti, mentre Teheran denuncia complotti stranieri per destabilizzare il Paese. In risposta, il comando americano intensifica gli incontri con i vertici militari israeliani e consolida basi e assetti navali tra Mediterraneo orientale e Golfo Persico.

La prudenza non evita i segnali di allarme: diverse compagnie aeree europee, tra cui Lufthansa, Air France, KLM Royal Dutch Airlines e Swiss, sospendono o deviano i voli da e per il Medio Oriente per ragioni di sicurezza, temendo l’abbattimento di velivoli civili o il blocco improvviso dello spazio aereo. La sola presenza della USS Lincoln e del suo gruppo da battaglia rappresenta un deterrente ma anche un potenziale detonatore.

Fonti ufficiali citate da Fox News indicano che potrebbero servire ancora alcuni giorni, fino a una settimana, prima che l’armata navale americana sia completamente schierata in posizione operativa. Fino ad allora, si gioca una partita di nervi, con la deterrenza come unica, fragile barriera contro un conflitto aperto.

FAQ

D: Perché la Guida Suprema iraniana si sarebbe rifugiata in un bunker?
R: Secondo Iran International, il trasferimento in un rifugio sotterraneo a Teheran risponde al timore di un attacco americano o israeliano mirato alla leadership.

D: Qual è il ruolo della portaerei USS Abraham Lincoln nella crisi?
R: La nave guida un gruppo d’attacco con missili Tomahawk, caccia e velivoli di supporto, fungendo da piattaforma per eventuali operazioni contro obiettivi iraniani.

D: In cosa consiste la Fase Due del piano di pace per Gaza?
R: Prevede la strutturazione di istituzioni di sicurezza locali e l’avvio della Forza di Stabilizzazione internazionale per garantire ordine nel dopoguerra.

D: Che ruolo è stato proposto all’Italia nella missione post-bellica?
R: Agire come membro fondatore della forza di stabilizzazione, offrendo addestramento alla futura polizia di Gaza senza inviare truppe da combattimento.

D: Cosa ha dichiarato Antonio Tajani sulla partecipazione italiana?
R: Il ministro si è detto disponibile a inviare carabinieri istruttori e a rafforzare la presenza italiana a Rafah e in centri di formazione regionali.

D: Perché le compagnie aeree europee hanno cancellato voli verso il Medio Oriente?
R: Per ridurre il rischio di coinvolgimento in eventuali scontri, deviazioni dello spazio aereo o incidenti legati a missili e droni.

D: Quanto tempo manca al pieno schieramento navale statunitense?
R: Fonti americane riferite da Fox News stimano da pochi giorni a una settimana per il completamento del dispositivo in area di crisi.

D: Qual è la principale fonte giornalistica internazionale citata nello sviluppo di questa notizia?
R: Le informazioni su movimenti militari e scenari di crisi provengono in particolare da Bloomberg, Iran International e Fox News, richiamate nel testo.


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