Bonus pubblicità, guida pratica per presentare correttamente la domanda online

Bonus pubblicità 2026, chi può richiederlo, quando e come ottenerlo
Dal 2 marzo 2026 imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali possono richiedere all’Agenzia delle Entrate il bonus pubblicità 2026, credito d’imposta sulle spese per campagne su stampa quotidiana e periodica, cartacea e online. La finestra di presentazione va dal 2 marzo al 1° aprile 2026 e riguarda sia gli investimenti già effettuati nel 2026 sia quelli programmati per l’anno. La misura, introdotta dal Dl n. 50/2017, punta a sostenere l’editoria e a incentivare investimenti aggiuntivi in comunicazione, riconoscendo un credito fino al 75% della parte incrementale delle spese pubblicitarie rispetto all’anno precedente.
In sintesi:
- Domande dal 2 marzo al 1° aprile 2026 tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.
- Beneficiari: imprese, lavoratori autonomi, enti non commerciali che investono in pubblicità su stampa.
- Credito d’imposta pari al 75% del valore incrementale degli investimenti pubblicitari 2026.
- Tetto di spesa complessivo per il 2026 fissato a 30 milioni di euro.
Chi ha diritto al bonus e come funziona il credito d’imposta
Il bonus pubblicità 2026 spetta a tutte le imprese, ai lavoratori autonomi e agli enti non commerciali che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie su stampa quotidiana e periodica, anche in formato digitale. Sono esclusi, rispetto alle prime versioni della misura, gli investimenti sulle emittenti radio-televisive locali.
Condizione centrale è il requisito dell’incremento minimo dell’1%: il valore complessivo degli investimenti 2026, effettuati sugli stessi mezzi di informazione, deve superare di almeno l’1% la spesa sostenuta nel 2025. Il credito d’imposta viene calcolato solo sulla quota incrementale e, a partire dal 2023, è riconosciuto in misura unica del 75%. L’agevolazione è concessa entro il limite di spesa complessivo di 30 milioni di euro per il 2026; in caso di domande eccedenti il plafond, l’importo spettante viene riproporzionato tra tutti i richiedenti.
L’utilizzo del credito avviene esclusivamente in compensazione tramite modello F24, dopo la conferma definitiva delle spese effettivamente sostenute e comunicate all’Agenzia delle Entrate a inizio 2027.
Domanda telematica, modelli da usare e prossime opportunità
La richiesta del bonus pubblicità 2026 si presenta solo online, tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Si accede con Spid, Cie, Cns oppure con credenziali Entratel o Fisconline. All’interno dell’area riservata occorre compilare il modello di comunicazione dedicato, indicando sia le spese sostenute nel 2026 sia quelle da sostenere sullo stesso mezzo di informazione.
A inizio 2027 va trasmessa la comunicazione consuntiva delle spese effettive, passaggio indispensabile per consolidare il diritto al rimborso del 75% tramite credito d’imposta. I modelli ufficiali e le istruzioni per la corretta compilazione sono scaricabili dal sito dell’Agenzia e vanno conservati insieme alla documentazione contabile delle campagne pubblicitarie.
Per le aziende che pianificano budget comunicazione su base pluriennale, il bonus rappresenta un incentivo strutturale a concentrare gli investimenti sulla stampa, tradizionale e digitale, con possibili effetti positivi sul pluralismo informativo e sulla qualità dell’ecosistema editoriale italiano.
FAQ
Chi può richiedere il bonus pubblicità 2026?
Possono richiederlo imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali che effettuano investimenti pubblicitari su stampa quotidiana e periodica, cartacea o online, con incremento minimo dell’1% rispetto all’anno precedente.
Quali investimenti pubblicitari rientrano nel bonus 2026?
Rientrano gli investimenti in campagne su giornali quotidiani e periodici, nazionali o locali, cartacei o online, regolarmente registrati presso il tribunale o il Registro degli operatori di comunicazione.
Come si usa il credito d’imposta del bonus pubblicità?
Il credito d’imposta si utilizza esclusivamente in compensazione tramite modello F24, dopo il via libera dell’Agenzia delle Entrate sulle spese effettivamente sostenute e comunicate in sede consuntiva.
Cosa succede se le richieste superano i 30 milioni disponibili?
In tal caso il credito d’imposta viene ridotto proporzionalmente per tutti i beneficiari, applicando un coefficiente di riparto sul valore incrementale ammesso originariamente.
Quali sono le fonti utilizzate per queste informazioni sul bonus?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di dati e notizie ufficiali di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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