Barbara d’Urso rompe il silenzio sulla trattativa fallita con Mediaset
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Mediazione tra Barbara d’Urso e Mediaset: cosa è emerso davvero
La controversia tra Barbara d’Urso e Mediaset è esplosa a Milano, nell’ambito della mediazione civile obbligatoria prevista dalla legge, tra fine 2025 e l’inizio del 2026.
Al centro del confronto, raccontato dalla giornalista Maria Corbi su La Stampa, ci sono la fine del rapporto professionale con Canale 5, presunte violazioni del codice etico aziendale, diritti d’autore non riconosciuti e un’offerta di rientro con contratto biennale rifiutata dalla conduttrice.
L’azienda, tramite il legale Andrea Di Porto e un portavoce ufficiale, respinge ogni accusa parlando di ricostruzione “strumentale” e di pretese risarcitorie “infondate”. La vicenda, amplificata dai social e da una forte eco mediatica, pone interrogativi sul funzionamento interno dell’industria televisiva italiana e sui rapporti di forza tra star, broadcaster e linee editoriali.
In sintesi:
- Mediazione obbligatoria tra Barbara d’Urso e Mediaset senza accordo finale.
- Offerto contratto biennale senza progetto definito, rifiutato dalla conduttrice.
- d’Urso lamenta violazioni del codice etico, diritti d’autore e mancate scuse pubbliche.
- Mediaset respinge le accuse: ricostruzione strumentale, pretese economiche ritenute infondate.
Offerta di rientro, scuse richieste e accuse di violazione del codice etico
Secondo la ricostruzione di Maria Corbi, durante la mediazione Mediaset avrebbe ipotizzato per Barbara d’Urso un contratto biennale, ma senza un progetto editoriale chiaro.
L’eventualità di restare “parcheggiata” e vincolata in esclusiva, senza libertà di lavorare altrove, avrebbe indotto la conduttrice a rifiutare l’offerta.
L’azienda avrebbe chiesto a d’Urso una lettera di scuse per la foto con le mani giunte, scattata a una festa pochi giorni dopo i funerali di Silvio Berlusconi, ritenuta inopportuna. La conduttrice, invece, avrebbe denunciato un trattamento non coerente con il codice etico di Mediaset, sostenendo di essersi trovata in una posizione *“di sudditanza rispetto ad altre sue colleghe”* con potere di veto sugli ospiti delle sue trasmissioni.
La clausola evocata riguarderebbe la gestione delle risorse umane, che dovrebbe garantire *“rispetto della personalità e professionalità, valorizzazione delle competenze e tutela del benessere psico-fisico”*.
Nel dettaglio, d’Urso avrebbe inoltre segnalato l’assenza di scuse pubbliche per un post offensivo pubblicato dall’account aziendale @Qui_Mediaset, l’arruolamento di Damiano Coccia (“Er Faina”) a Temptation Island Vip nonostante una sua precedente denuncia per insulti online, e il presunto mancato pagamento dei diritti d’autore per 16 anni di programmi da lei firmati, inclusi Pomeriggio Cinque, Domenica Live e il format di sua proprietà Live – Non è la d’Urso.
Mediaset, tramite l’avvocato Andrea Di Porto, ha definito la ricostruzione *“strumentale e non corrispondente alla realtà”*, affermando di aver sempre agito nel rispetto degli obblighi contrattuali e della propria linea editoriale, e dichiarandosi fiduciosa sull’esito della controversia. Un portavoce aziendale ha ricordato che nel 2003 fu Pier Silvio Berlusconi ad affidare alla conduttrice il Grande Fratello, consentendole il ritorno in prima serata dopo un periodo di pausa.
Sui social, Barbara d’Urso ha liquidato indiscrezioni e cifre circolate online come *“fanta-denaro”* e *“fanta-pretese”*, promettendo: *“A breve saprete la verità, le vere motivazioni”*.
Uno scontro che può ridefinire i rapporti tra star tv e broadcaster
La causa avviata da Barbara d’Urso contro Mediaset va oltre il singolo caso personale: tocca temi centrali come tutela dell’immagine, gestione del potere editoriale, trasparenza sui diritti d’autore e applicazione concreta dei codici etici aziendali.
L’esito della controversia, se approderà in tribunale dopo il fallimento della mediazione, potrebbe diventare un precedente rilevante per il settore televisivo, incidendo sui futuri contratti tra conduttori di punta e grandi gruppi editoriali. In attesa di documenti ufficiali e decisioni dei giudici, la vicenda resta aperta, alimentando il dibattito sulla reale autonomia delle star tv, sul peso delle dinamiche interne alle reti e sulla capacità del sistema di offrire tutele effettive a chi lavora in video.
FAQ
Perché è iniziata la mediazione tra Barbara d’Urso e Mediaset?
La mediazione è iniziata perché Barbara d’Urso contesta a Mediaset violazioni del codice etico, mancati diritti d’autore, mancate scuse pubbliche e il trattamento nella gestione dei suoi programmi.
Cosa prevedeva il contratto biennale offerto a Barbara d’Urso?
Il contratto biennale prevedeva il rientro in Mediaset senza un progetto definito. Secondo le ricostruzioni, il rischio era restare vincolata e inattiva editorialmente.
Qual è la posizione ufficiale di Mediaset sulla vicenda?
Mediaset afferma che le richieste risarcitorie sono infondate e che la ricostruzione dei fatti è strumentale. Sostiene d’aver sempre rispettato obblighi contrattuali e linea editoriale.
Quali diritti d’autore rivendica Barbara d’Urso contro Mediaset?
La conduttrice rivendica compensi per programmi firmati come autrice in circa 16 anni, inclusi Pomeriggio Cinque, Domenica Live e Live – Non è la d’Urso.
Quali sono le fonti utilizzate per questa ricostruzione giornalistica?
La ricostruzione deriva da un’elaborazione congiunta di notizie tratte da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.



