Bar Le Constellation sovraffollato, superati i limiti di capienza e scattano controlli su sicurezza e responsabilità

Incendio di Capodanno a Crans-Montana, cosa rivelano i nuovi atti
Nella notte di Capodanno, a Crans-Montana, nel bar «Le Constellation» un incendio ha provocato 41 morti e 115 feriti, molti gravi.
Il rogo, esploso nel seminterrato del locale vallesano, si è verificato mentre all’interno erano presenti più persone del consentito e con uscite di emergenza inadeguate.
Oggi, oltre 3’500 pagine di atti della Procura del Canton Vallese mostrano perché la tragedia si è trasformata in una strage annunciata, evidenziando gravissime carenze strutturali, organizzative e di vigilanza.
In sintesi:
- Nel seminterrato erano presenti circa 130 persone, contro una capienza massima teorica di 100.
- Una sola via di fuga realmente utilizzabile, parzialmente bloccata e non conforme alle norme antincendio.
- Irregolarità di sicurezza note dal 2018, ma mai risolte da gestori e proprietari.
- Numero massimo di avventori discusso a voce, senza limiti formali e vincolanti.
Capienza reale, vie di fuga e responsabilità emerse dagli atti
Dalle registrazioni video analizzate dagli inquirenti risulta che, al momento dell’incendio, nel bar di Crans-Montana si trovavano 164 persone: 132 nel seminterrato, 32 al piano terra.
La documentazione della Procura indica che, nel solo seminterrato, sarebbero state ammissibili al massimo 100 persone, peraltro con un’interpretazione “generosa” delle norme.
Le conseguenze di questo sovraffollamento in un ambiente chiuso sono state devastanti: 41 vittime e 115 feriti.
Per chi era nel seminterrato, di fatto non esisteva una via di fuga sicura.
Le regole antincendio prevedono più uscite di emergenza, ma ne risultava utilizzabile una sola; una delle porte di sicurezza era bloccata da uno sgabello, secondo i testimoni posizionato deliberatamente per evitare furti.
Tutti gli avventori del piano inferiore sono quindi stati costretti a risalire le scale verso il piano terra, riversandosi sulla folla già presente e cercando poi di raggiungere la veranda, unica uscita aperta dell’intero locale.
Anche questa via d’esodo risulta gravemente irregolare: la porta della veranda si apriva verso l’interno, soluzione ammessa solo per stanze fino a 20 persone, non per un bar affollato.
Un esperto di sicurezza antincendio, rimasto anonimo, ha commentato: «Anche con soli 50 avventori, il locale non avrebbe mai dovuto essere autorizzato in questo modo».
Vecchi rapporti tecnici parlano di 100 persone al piano terra, 100 nel seminterrato e 50 nel fumoir, ma non è chiaro se tali valori fossero cumulabili; la Procura cita addirittura ipotesi di capacità fino a 300 persone, in palese contrasto con gli standard di sicurezza.
Gli atti mettono sotto pressione autorità comunali e gestori: le carenze strutturali erano state segnalate già nel 2018 e nel 2019, senza però che i necessari adeguamenti venissero eseguiti.
Le successive ispezioni annunciate non si sono concretizzate e il numero massimo di ospiti sembra essere stato definito informalmente, durante colloqui, senza decisioni scritte e vincolanti.
Questa opacità regolatoria costituisce oggi uno dei punti centrali delle possibili imputazioni penali.
Le conseguenze future per sicurezza, controlli e responsabilità
Le rivelazioni sugli atti della Procura vallesana avranno probabilmente effetti duraturi sulla regolazione dei locali notturni in Svizzera.
Il caso di Le Constellation evidenzia criticità sistemiche: sovraffollamento tollerato, uscite di sicurezza non conformi, controlli ispettivi discontinui e assenza di limiti d’affollamento chiaramente documentati.
Gli esperti si aspettano ora linee guida più stringenti su capienza massima, gestione delle emergenze e responsabilità diretta di proprietari, gerenti e autorità comunali, con possibili revisioni normative a livello cantonale e federale.
FAQ
Quante persone erano presenti nel bar Le Constellation durante l’incendio?
Secondo gli atti della Procura vallesana erano presenti 164 persone: 132 nel seminterrato e 32 al piano terra, superando ampiamente le soglie di sicurezza indicate dai rapporti tecnici.
Quante uscite di emergenza funzionanti aveva il locale di Crans-Montana?
Gli atti indicano che, in pratica, esisteva una sola via di fuga realmente utilizzabile, mentre una porta di emergenza era bloccata da uno sgabello, ostacolando l’evacuazione rapida degli avventori.
Perché la porta della veranda è considerata non conforme alle norme antincendio?
Perché, come ricostruito dagli esperti, la porta della veranda si apriva verso l’interno, soluzione ammessa solo per locali fino a 20 persone, non per un bar sovraffollato.
Le autorità conoscevano già i problemi di sicurezza del locale?
Sì, le irregolarità erano state segnalate in sopralluoghi del 2018 e 2019, ma gli adeguamenti richiesti non risultano attuati e le ispezioni successive non sono state completate.
Da quali fonti è stata ricostruita questa ricostruzione giornalistica?
Questa analisi è stata elaborata a partire da una rielaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, integrata dal lavoro della nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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