Banche avvisano Washington sul rischio stablecoin e fuga di capitali per oltre 6600 miliardi di dollari

Stablecoin con rendimento sfidano le banche USA e i conti correnti tradizionali
Negli Stati Uniti le stablecoin con rendimento stanno emergendo come alternativa ai conti correnti bancari, offrendo interessi tra il 4% e l’8% annuo a milioni di risparmiatori digitali. Le grandi banche americane temono che fino a 6.600 miliardi di dollari di depositi possano migrare dai conti tradizionali verso wallet crypto, riducendo la base di raccolta per prestiti a famiglie e imprese. Il fenomeno nasce soprattutto sul mercato USA ma, attraverso le piattaforme globali di finanza decentralizzata, ha implicazioni potenzialmente sistemiche per l’intero sistema finanziario. Il dibattito regolatorio è esploso nel 2023-2024, mentre a Washington si confrontano istituzioni, industria bancaria e operatori crypto sulle regole per emettere stablecoin, gestirne le riserve e remunerare i depositi digitali, con possibili ricadute anche su Europa e altri mercati avanzati.
In sintesi:
- Stablecoin con rendimento offrono interessi fino all’8% e competono con conti correnti USA.
- Il settore bancario stima possibili fuoriuscite di depositi fino a 6.600 miliardi di dollari.
- Assenza di tutele paragonabili alla FDIC alimenta rischi per risparmiatori e stabilità.
- Il Congresso USA discute nuove leggi, mentre Donald Trump sostiene apertamente il fronte crypto.
Come funzionano le stablecoin e perché attirano liquidità bancaria
Le stablecoin sono token digitali ancorati in genere al dollaro, progettati per mantenere un valore stabile uno a uno con la valuta sottostante. Finora sono state usate soprattutto all’interno dell’ecosistema crypto per scambiare token e spostare fondi tra piattaforme, ma sempre più utenti le considerano oggi una forma di “dollaro digitale remunerato”. Molti emittenti investono le riserve in Treasury statunitensi o le impiegano in piattaforme di prestito decentralizzate, riconoscendo agli utenti una parte degli interessi maturati.
Il vantaggio competitivo non è solo il rendimento: i pagamenti internazionali in stablecoin sono quasi istantanei e con commissioni inferiori rispetto ai bonifici e ai tradizionali servizi di money transfer. Per lavoratori migranti, freelance globali e piccoli operatori cross-border, rappresentano uno strumento rapido per inviare denaro all’estero o muovere capitali senza passare dalle banche.
Le grandi banche americane temono così la nascita di un “sistema bancario ombra” digitale, che funzioni come un conto deposito ma resti fuori dagli stessi requisiti patrimoniali, di vigilanza e di protezione dei depositanti che regolano il credito tradizionale.
Rischi, casi critici e scontro politico su regole e rendimenti
Il nodo centrale per la vigilanza riguarda le tutele dei clienti. Negli Stati Uniti i depositi bancari sono assicurati dalla Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) fino a 250.000 dollari per correntista, garanzia che non si applica alle stablecoin.
Episodi recenti mostrano la fragilità di questi strumenti. Nel marzo 2023 la stablecoin USD Coin (USDC) ha perso temporaneamente l’ancoraggio al dollaro, scendendo fino a 0,87 dollari dopo il fallimento di Silicon Valley Bank, dove erano custodite parte delle sue riserve. Il ritorno alla parità è avvenuto solo dopo l’intervento delle autorità statunitensi. Ancora più drastico il collasso del 2022 di TerraUSD, stablecoin algoritmica che ha bruciato circa 40 miliardi di dollari di valore, coinvolgendo anche il token collegato Terra (LUNA) e innescando una crisi a catena sul mercato crypto.
Su questo sfondo si inserisce lo scontro politico. A Washington il Congresso discute proposte come il Clarity Act e il Genius Act per definire chi può emettere stablecoin, quali riserve detenere e quale autorità debba vigilare. Il punto più delicato riguarda proprio i rendimenti: per le banche, riconoscere interessi trasformerebbe le stablecoin in conti deposito non regolamentati; per le società crypto sarebbe invece un meccanismo più efficiente per remunerare la liquidità rispetto ai conti correnti tradizionali.
Trump, banche e futuro dei depositi tra token e regolazione
Nel confronto politico si è inserito Donald Trump, che ha scelto di schierarsi con l’industria crypto contro il fronte bancario. In un messaggio sui social ha accusato gli istituti di ostacolare la legislazione e ha sostenuto che gli americani dovrebbero poter *“guadagnare sul proprio denaro”*.
La posizione di Trump solleva interrogativi sui potenziali conflitti di interesse, alla luce dei legami della famiglia con progetti come la piattaforma World Liberty Financial, che avrebbe generato centinaia di milioni di dollari di ricavi. Nel frattempo, la Casa Bianca ha avviato incontri riservati tra banche e aziende crypto nel tentativo di definire un compromesso regolatorio.
L’esito di questo negoziato potrebbe ridisegnare il confine tra depositi bancari e risparmio digitale, influenzando non solo il sistema finanziario americano ma anche l’architettura futura dei mercati globali dei pagamenti e della raccolta retail.
FAQ
Cosa distingue una stablecoin con rendimento da un conto deposito bancario?
Una stablecoin con rendimento offre interessi simili a un conto deposito, ma non gode di assicurazione FDIC né dei requisiti prudenziali applicati alle banche regolamentate.
Quanto è realistico il rischio di fuga dei depositi dalle banche USA?
Secondo stime del settore, fino a 6.600 miliardi di dollari potrebbero spostarsi nel tempo verso stablecoin remunerate, se l’adozione diventasse di massa.
Le stablecoin sono adatte a pagamenti internazionali e rimesse?
Sì, consentono trasferimenti quasi istantanei e commissioni ridotte rispetto a bonifici e money transfer tradizionali, risultando attrattive per rimesse e pagamenti cross-border.
Quali sono stati i principali incidenti legati alle stablecoin?
I casi più rilevanti sono il de-peg temporaneo di USD Coin nel 2023 e il collasso di TerraUSD e LUNA nel 2022, con perdite miliardarie.
Da quali fonti è tratto e rielaborato questo approfondimento sulle stablecoin?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta di contenuti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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