Assegno sociale trasformato in pensione di vecchiaia, quando è possibile

Assegno sociale e pensione di vecchiaia: quando è possibile il passaggio
Chi oggi percepisce l’Assegno Sociale pur avendo compiuto i 67 anni di età spesso non ha raggiunto i requisiti contributivi minimi per la pensione di vecchiaia.
In Italia, questa misura assistenziale dell’INPS tutela chi non ha versato o ha versato pochi contributi e rispetta stringenti limiti reddituali familiari.
Il passaggio dall’Assegno Sociale alla pensione di vecchiaia può avvenire in specifici casi, soprattutto per i cosiddetti contributivi puri o per chi completa successivamente la propria carriera assicurativa.
Accade, in particolare, quando a 71 anni di età si perfezionano almeno 5 anni di contributi o quando, dopo i 67 anni, si riesce a raggiungere la soglia dei 20 anni contributivi richiesti per la pensione ordinaria.
La convenienza economica, però, non è automatica: occorre confrontare attentamente importo della futura pensione, limiti reddituali e possibili maggiorazioni sul trattamento pensionistico.
In sintesi:
- Assegno Sociale: misura assistenziale INPS per over 67 con redditi molto bassi.
- Contributivi puri: pensione di vecchiaia possibile a 71 anni con 5 anni di contributi.
- Chi completa i 20 anni di contributi dopo i 67 può chiedere la pensione di vecchiaia.
- Passaggio conveniente solo valutando importo pensione, redditi e eventuali integrazioni.
Requisiti per la pensione di vecchiaia a 71 anni e dopo l’Assegno Sociale
Per i contributivi puri, cioè chi ha il primo accredito contributivo dopo il 31 dicembre 1995, le regole di accesso alla pensione di vecchiaia sono più rigide.
A 67 anni servono almeno 20 anni di contributi e, soprattutto, un assegno teorico non inferiore all’importo annuo dell’Assegno Sociale. Se la pensione calcolata risulta troppo bassa, l’INPS non la liquida.
Da qui la necessità, per molti, di richiedere l’Assegno Sociale pur avendo l’età pensionabile.
La soglia di importo minimo decade però a 71 anni di età: in questo caso è sufficiente aver maturato almeno 5 anni di contributi, a prescindere dall’ammontare della pensione.
È questo il primo canale concreto di passaggio dall’Assegno Sociale alla pensione di vecchiaia per i contributivi puri, seppure con importi spesso molto contenuti.
Un secondo scenario riguarda chi, a 67 anni, non aveva i 20 anni minimi per la pensione di vecchiaia e ha scelto l’Assegno Sociale: se in seguito completa i 20 anni, può presentare domanda di pensione.
Il completamento può avvenire tramite nuova occupazione, ma più spesso attraverso la regolarizzazione di contributi omessi, ad esempio a seguito del pagamento di cartelle esattoriali o di debiti previdenziali sanati tardivamente.
Quando conviene davvero lasciare l’Assegno Sociale per la pensione
In teoria, la pensione di vecchiaia dovrebbe offrire una tutela economica più solida dell’Assegno Sociale, perché legata ai contributi effettivamente versati.
Nella pratica, soprattutto per i contributivi puri con soli 5 o 6 anni di versamenti, l’importo maturato a 71 anni può essere molto basso, talvolta inferiore ai circa 546 euro al mese garantiti dall’Assegno Sociale per chi non ha altri redditi.
In questi casi, se i limiti reddituali restano rispettati, mantenere l’Assegno Sociale può risultare economicamente più vantaggioso.
Diversa la situazione per chi, avendo una storia contributiva più lunga e non rientrando tra i contributivi puri, può accedere a maggiorazioni o integrazioni al trattamento minimo.
Quando la pensione di vecchiaia dà diritto a queste integrazioni, il passaggio dall’Assegno Sociale alla pensione diventa spesso favorevole, anche in ottica di stabilità a lungo termine e di reversibilità per i superstiti.
In ogni caso, la valutazione va effettuata caso per caso, incrociando anzianità contributiva, redditi del nucleo familiare e proiezione degli importi nel tempo, possibilmente con il supporto di un patronato o consulente previdenziale specializzato.
FAQ
Chi percepisce l’Assegno Sociale può sempre passare alla pensione?
Sì, ma solo se in seguito maturano i requisiti contributivi: 20 anni per la vecchiaia ordinaria o, per contributivi puri, 5 anni a 71 anni.
A quanti anni i contributivi puri possono andare in pensione con 5 anni di contributi?
Sì, i contributivi puri possono ottenere la pensione di vecchiaia a 71 anni con almeno 5 anni di contribuzione effettiva accreditata.
Conviene sempre sostituire l’Assegno Sociale con una pensione molto bassa?
No, conviene solo se la pensione supera stabilmente l’Assegno Sociale o dà diritto a integrazioni, considerando redditi familiari e prospettive future.
Chi completa 20 anni di contributi dopo i 67 anni cosa deve fare?
Deve presentare domanda di pensione di vecchiaia all’INPS, allegando estratto contributivo aggiornato; l’istituto verificherà automaticamente la cessazione dell’Assegno Sociale.
Da quali fonti sono tratte le informazioni su Assegno Sociale e pensione?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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