Apple riaccende la battaglia legale con Epic Games e ridefinisce gli equilibri dell’ecosistema digitale
Indice dei Contenuti:
Apple rilancia lo scontro legale con Epic Games sulle commissioni in-app
La battaglia giudiziaria tra Apple ed Epic Games riparte dopo quattro mesi di pausa, con un nuovo fronte aperto negli Stati Uniti. A inizio aprile 2026, a Washington, l’azienda di Cupertino ha avviato le mosse per portare il caso fino alla Corte Suprema, contestando l’ingiunzione del 2021 che limita le sue commissioni sugli acquisti tramite metodi di pagamento di terze parti.
Nel mirino c’è la percentuale “ragionevole” fissata sotto il 27%, ritenuta da Epic ancora eccessiva e restrittiva per gli sviluppatori.
Apple punta a circoscrivere l’ingiunzione al solo ecosistema Epic Games Store, mantenendo invece il modello di commissioni fino al 27% per tutti gli altri sviluppatori, in un momento in cui il confronto con Google e gli accordi raggiunti sul Play Store ridisegnano gli equilibri del mercato mobile.
In sintesi:
- Apple chiede alla Corte Suprema di rivedere le regole sulle commissioni in-app.
- Epic Games accusa Apple di tattiche dilatorie per mantenere commissioni elevate.
- L’ingiunzione del 2021 limita le commissioni sui pagamenti di terze parti sotto il 27%.
- Accordo Epic-Google introduce commissioni fino al 20% e Registered App Stores.
Commissioni, ingiunzioni e mosse legali: cosa sta succedendo davvero
A metà dicembre 2025 tre giudici della corte d’appello hanno imposto a Apple di rispettare l’ingiunzione di primo grado, permettendole però di applicare una commissione “ragionevole”, comunque inferiore al 27%, sugli acquisti effettuati con sistemi di pagamento di terze parti.
Apple ha tentato un riesame completo da parte di tutti i giudici dell’appello, ma il 30 marzo la richiesta è stata respinta.
Il 3 aprile la società ha depositato una nuova mozione per sospendere l’efficacia di quella decisione in attesa dell’eventuale intervento della Corte Suprema; la sospensione è arrivata il 6 aprile, seguita dopo meno di cinque ore dall’opposizione formale di Epic Games.
Se la Corte Suprema accetterà il caso, Apple sosterrà che il tribunale di primo grado non può fissare la nuova commissione e che l’ingiunzione dovrebbe valere solo per gli sviluppatori che utilizzano l’Epic Games Store. Per tutti gli altri, resterebbe la commissione del 27%.
Epic, tramite una portavoce, ha definito la strategia di Cupertino *“un’ulteriore tattica dilatoria per impedire limiti significativi e permanenti alla capacità di Apple di addebitare commissioni esorbitanti sui pagamenti di terzi”*.
Le ricadute future per sviluppatori, store e utenti finali
L’esito dello scontro potrà ridefinire, in modo duraturo, le regole economiche degli store digitali. All’inizio di marzo, Epic Games e Google hanno siglato un accordo con commissioni fino al 20% e l’introduzione dei Registered App Stores, aprendo a un ecosistema Android più pluralista.
Se la Corte Suprema dovesse respingere il ricorso di Apple, il tribunale di primo grado avrà mano libera per fissare una commissione potenzialmente più bassa, con impatti diretti sui margini di Cupertino e sui ricavi degli sviluppatori.
Al contrario, un successo di Apple consoliderebbe il modello del 27% come riferimento per i pagamenti esterni all’App Store, frenando possibili spinte concorrenziali sugli store alternativi e condizionando le strategie di monetizzazione di migliaia di app a livello globale.
FAQ
Cosa chiede Apple alla Corte Suprema nel caso contro Epic Games?
Apple chiede alla Corte Suprema di rivedere l’ingiunzione sulle commissioni in-app e limitare la sua applicazione ai soli sviluppatori che utilizzano l’Epic Games Store.
Perché Epic Games si oppone alla nuova strategia legale di Apple?
Epic si oppone perché ritiene le mosse di Apple tattiche dilatorie volte a mantenere commissioni elevate e a impedire limiti permanenti al suo potere di prezzo.
Cosa prevede l’accordo tra Epic Games e Google sulle commissioni?
L’accordo tra Epic e Google prevede commissioni fino al 20% e l’introduzione dei Registered App Stores, ampliando le possibilità per store alternativi su Android.
Cosa succede se la Corte Suprema rifiuta il ricorso di Apple?
Se la Corte Suprema rifiuta il ricorso, il tribunale di primo grado potrà fissare direttamente il livello delle commissioni applicabili ai pagamenti di terze parti.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione del caso Apple-Epic?
La ricostruzione deriva da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

