Angela Taccia e Giada Bocellari, le avvocate chiave che possono cambiare il caso Garlasco
Indice dei Contenuti:
Garlasco, le due avvocate che guidano il nuovo fronte giudiziario
Chi sono oggi i protagonisti del duello giudiziario sul delitto di Garlasco? Due avvocate: Angela Taccia, difensore di Andrea Sempio, e Giada Bocellari, storica legale di Alberto Stasi.
Cosa le accomuna? Una strategia opposta ma convergente nel mettere in discussione la lettura definitiva dell’omicidio di Chiara Poggi.
Dove si gioca lo scontro? Tra le aule dei tribunali lombardi e il circuito mediatico nazionale.
Quando? A diciotto anni dal delitto, mentre una nuova inchiesta riporta Sempio al centro del caso.
Perché contano? Perché la loro azione difensiva, tecnica e comunicativa, incide sul dibattito pubblico e sulla tenuta dell’intero impianto processuale.
In sintesi:
- Il caso Garlasco torna centrale con la nuova inchiesta su Andrea Sempio.
- Angela Taccia unisce legame personale e difesa mediatica dell’amico-assistito.
- Giada Bocellari lavora da anni per riaprire il dossier Alberto Stasi.
- Due stili opposti rimettono in discussione la verità processuale sull’omicidio Poggi.
Profili, stili e strategie nel nuovo capitolo del caso Garlasco
Angela Taccia, 36 anni, di Abbiategrasso, è oggi il volto più esposto della nuova fase del caso Garlasco. Difende Andrea Sempio insieme al penalista Liborio Cataliotti, subentrato allo storico avvocato Massimo Lovati.
La sua peculiarità è il legame pregresso con Sempio e con Marco Poggi, fratello di Chiara Poggi: stessa comitiva, stessa “seconda famiglia”, come lei stessa ha raccontato. «Erano una seconda famiglia», ha ripetuto in tv e sui giornali, rivendicando un rapporto umano che influenza il suo impegno professionale.
Formata al liceo classico Cairoli di Vigevano e laureata in Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano, esercita dal 2020 in ambito civile, penale, commerciale e tutela consumatori. Online insiste sull’accessibilità dello studio e sul rapporto diretto con i clienti, ma è il delitto Poggi a proiettarla sulla scena nazionale.
Il suo stile è frontale: accusa media e investigatori di voler «creare un mostro mediatico» attorno a Sempio, difende ogni dettaglio contestato, dalle impronte sulle scale della villetta dei Poggi alla circolazione di appunti e intercettazioni. Celebre la dichiarazione: «Se Andrea ha ucciso Chiara, smetto di fare l’avvocato e mi ritiro sulle montagne», frase che sintetizza la scelta di giocare anche sul terreno emotivo e reputazionale.
Dall’altra parte, Giada Bocellari, milanese, classe 1984, è da oltre un decennio uno dei pilastri della difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi ma ancora determinato a cercare una revisione.
Laureata con lode alla Cattolica nel 2009 con una tesi in diritto processuale penale, è allieva del professor Angelo Giarda, tra i più noti penalisti italiani, nel cui studio entra giovanissima.
Quando giura da avvocata, nel 2014, a 29 anni, viene subito proiettata nel processo d’appello più discusso del Paese: il delitto di Garlasco. Da allora lega la propria carriera alla tesi di un «clamoroso mancato esercizio del ragionevole dubbio» nel caso Stasi.
Specializzata in diritto penale dell’impresa – reati finanziari, responsabilità degli enti, privacy, sicurezza sul lavoro – dal 2010 è cultore della materia in procedura penale alla Cattolica e collabora con riviste giuridiche. In tv mantiene un profilo misurato, quasi accademico: pochissimo della vita privata, quasi solo atti, perizie, incongruenze investigative. Chi la frequenta racconta una professionista capace di studiare per anni migliaia di pagine processuali pur di individuare un varco per riaprire il caso.
Due modelli di difesa che ridisegnano la percezione della cronaca nera
Le figure di Angela Taccia e Giada Bocellari mostrano due approcci opposti alla gestione di un grande caso mediatico-giudiziario.
Taccia sceglie l’esposizione diretta: interviste, partecipazioni televisive, dichiarazioni forti a protezione dell’amico-assistito Andrea Sempio dall’“assedio” dell’opinione pubblica. Il suo baricentro è la sintonia umana, da cui discende una difesa anche d’immagine.
Bocellari, al contrario, lavora sul lungo periodo e sulla tenuta tecnico-giuridica della condanna di Alberto Stasi. Pochi riflettori personali, massimo focus sui vizi delle indagini, sui punti oscuri delle perizie, sui margini per un’eventuale revisione.
In comune, però, c’è la stessa convinzione: la storia giudiziaria di Garlasco non è ancora definitivamente chiusa. La dinamica delle nuove indagini, le possibili fuoriuscite di denaro e le letture alternative della scena del crimine continuano ad alimentare un contenzioso che, a 18 anni dai fatti, resta uno dei più divisivi d’Italia. Due avvocate, due imputati, una sola domanda sospesa: quanto reggerà, sotto il peso del tempo e delle nuove prove, la verità processuale sull’omicidio di Chiara Poggi?
FAQ
Chi è oggi l’avvocata di Andrea Sempio nel caso Garlasco?
Attualmente la difesa di Andrea Sempio è affidata all’avvocata Angela Taccia, affiancata dal penalista Liborio Cataliotti, subentrato allo storico legale Massimo Lovati.
Che ruolo ha Giada Bocellari nella difesa di Alberto Stasi?
Giada Bocellari è da oltre dieci anni la principale avvocata di Alberto Stasi, impegnata a contestare la condanna definitiva e a cercare spazi per una revisione.
Perché il caso Garlasco è tornato sotto i riflettori giudiziari?
Il caso è tornato centrale per una nuova inchiesta che coinvolge Andrea Sempio, riaprendo interrogativi su prove, indagini e responsabilità sull’omicidio di Chiara Poggi.
In che cosa differisce lo stile difensivo di Taccia e Bocellari?
Angela Taccia privilegia comunicazione pubblica e legame personale con Sempio, mentre Giada Bocellari adotta un approccio tecnico, riservato e fortemente documentale.
Quali sono le fonti originali rielaborate in questo articolo?
Questo articolo deriva da una elaborazione congiunta di contenuti provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.



