Adriano Celentano presunto figlio rivendica riconoscimento pubblico chi è Segatori

Il presunto figlio segreto di Adriano Celentano riapre la battaglia legale
Andrea Segatori, 55 anni, romano, ha depositato al Tribunale civile di Milano un ricorso per il riconoscimento giudiziale di paternità, sostenendo di essere il figlio segreto di Adriano Celentano.
La vicenda affonderebbe le radici in una relazione avvenuta nel 1969 tra il cantante e Maria Luigia (Maria Antonietta) Biscardi, in arte Brenda Bis, allora minorenne e membro del Clan Celentano.
L’uomo chiede oggi il riconoscimento formale, anche attraverso test del Dna, dichiarando di non essere spinto da ragioni economiche ma dal bisogno di identità familiare.
In sintesi:
- Andrea Segatori sostiene di essere il figlio segreto di Adriano Celentano.
- La presunta relazione con Maria Luigia Biscardi risalirebbe al 1969, nel Clan Celentano.
- Un precedente ricorso di paternità del 1975 fu archiviato dal Tribunale di Roma.
- Il nuovo ricorso a Milano punta ad accertamenti biologici, inclusi test del Dna.
La relazione nel Clan Celentano e il primo ricorso del 1975
Secondo il racconto di Maria Luigia (Maria Antonietta) Biscardi, l’incontro con Adriano Celentano avvenne alla fine degli anni Sessanta, dopo la partecipazione al Cantagiro e l’ingresso nel celebre Clan con il nome d’arte Brenda Bis.
*“Adriano ha cominciato a corteggiarmi. Era il mio idolo e ho ricambiato le sue attenzioni”*, ha ricordato la donna, spiegando che gli incontri avvenivano in sala di registrazione quando gli altri se ne erano già andati.
Nel 1969, ancora minorenne, sarebbe rimasta incinta. *“Quando gli dissi che aspettavo un figlio lui cominciò a ignorarmi, il mio contratto col Clan venne chiuso con due anni d’anticipo e mi ritrovai a piedi”*, sostiene l’ex musicista.
Nel 1975 la madre presentò al Tribunale di Roma un ricorso per il riconoscimento di paternità, poi archiviato per mancata comparizione della stessa Biscardi.
In quell’occasione Celentano reagì pubblicamente, definendo Maria Luigia *“una pazza”* e smentendo la sua versione dei fatti.
Secondo quanto riferito oggi da Andrea Segatori, un accordo stragiudiziale sarebbe stato allora gestito dal nonno avvocato, ma l’uomo rivendica che *“ciò che ha firmato mio nonno non mi riguarda. La mia richiesta di paternità è imprescrittibile”*.
La nuova azione civile e le possibili conseguenze per Celentano
Andrea Segatori dichiara di aver vissuto *“con due cognomi, Biscardi come mia madre e Segatori come suo marito”* e di essere ora *“pronto al terzo”*.
*“Voglio essere riconosciuto dal mio vero padre e chiamarmi finalmente Celentano”*, afferma, precisando: *“Non lo faccio per soldi. Voglio solo sapere chi è mio padre. Ne ho il diritto”*.
Il ricorso al Tribunale civile di Milano punta a una dichiarazione giudiziale di paternità: il giudice potrà disporre accertamenti biologici, incluso il test del Dna, che avrebbe valore decisivo in sede civile.
Per il momento, né Adriano Celentano né il suo entourage hanno rilasciato commenti ufficiali.
Il caso apre tuttavia scenari delicati: oltre al possibile riconoscimento anagrafico e al tema dell’eredità futura, la vicenda chiama in causa l’immagine pubblica di una delle figure più influenti della musica e dello spettacolo italiani.
Un eventuale test genetico positivo ridisegnerebbe la narrazione privata del “Molleggiato”, mentre un rifiuto di collaborare agli accertamenti potrebbe alimentare ulteriori contenziosi e dibattiti mediatici.
FAQ
Chi è Andrea Segatori e cosa sostiene sul caso Celentano?
Andrea Segatori è un 55enne romano che sostiene di essere il figlio naturale del cantante Adriano Celentano, nato da Maria Luigia Biscardi.
Perché il nuovo ricorso di paternità è stato presentato a Milano?
Il ricorso è stato depositato al Tribunale civile di Milano, competente perché Adriano Celentano risiede e opera storicamente nell’area milanese.
Il riconoscimento di paternità può essere richiesto dopo molti anni?
Sì, in Italia l’azione di dichiarazione giudiziale di paternità naturale è imprescrittibile e può essere avviata anche in età adulta avanzata.
Il test del Dna è obbligatorio in casi di paternità contestata?
No, ma il giudice può disporlo. Un eventuale rifiuto immotivato può essere valutato negativamente e rafforzare la posizione del presunto figlio.
Quali sono le fonti utilizzate per questa ricostruzione giornalistica?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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