La notizia in sintesi
- Apple lancia negli Stati Uniti Apple Upgrade, leasing per iPhone, iPad, Mac e Apple Watch.
- Klarna gestisce approvazione, contratto e pagamenti mensili senza interessi.
- Alla scadenza sono previste restituzione, acquisto finale oppure upgrade a un nuovo dispositivo.
- Apple esclude blocchi delle funzioni in caso di mancati pagamenti.
(Riassunto generato con AI)
Apple Upgrade debutta negli Stati Uniti
Apple ha avviato negli Stati Uniti Apple Upgrade, un programma di leasing che consente ai clienti di ottenere iPhone, iPad, Mac e Apple Watch con rate mensili. L’iniziativa, riportata nelle ultime ore, offre un’alternativa all’acquisto immediato dopo l’aumento dei prezzi di diversi dispositivi della casa di Cupertino. Il servizio è rivolto agli utenti statunitensi e viene gestito dal partner finanziario Klarna.
Per aderire occorre scegliere il leasing sullo store online, nell’app Apple Store oppure nei negozi fisici, quindi ottenere l’approvazione di Klarna. L’obiettivo è distribuire nel tempo il costo del prodotto, rendendo più prevedibile la spesa mensile senza modificare il prezzo complessivo del dispositivo. Il programma sostituisce il precedente iPhone Upgrade Program e amplia il modello di leasing anche a tablet, computer e smartwatch.
Durate, prezzi e dispositivi esclusi
I piani per iPhone e Apple Watch durano 12 o 24 mesi, mentre per iPad e Mac sono disponibili formule da 24 o 36 mesi. I canoni base partono da 17,99 dollari mensili per iPhone, 11,99 dollari per iPad e Apple Watch e 24,99 dollari per Mac, al netto delle imposte. La differenza nelle durate riflette il ciclo di aggiornamento generalmente più frequente per smartphone e smartwatch rispetto a notebook e tablet.
Non tutti i prodotti sono inclusi: restano fuori iPhone 16, iPhone 16 Plus, Apple Watch SE, MacBook Neo, Mac mini, iPad con chip A16 e Studio Display. L’anticipazione di Mark Gurman è stata seguita dalle informazioni pubblicate da Luca Colantuoni, che segnala anche la possibilità di ridurre il canone tramite permuta con Apple Trade In. Pagando con Apple Card, gli utenti possono inoltre ottenere un rimborso giornaliero del 3%.
L’approvazione richiede una verifica creditizia leggera, che secondo Apple non incide sul punteggio di credito, e le scadenze sono consultabili nell’app di Klarna. Alla fine del contratto il cliente può restituire il prodotto, acquistarlo con un pagamento finale non ancora dettagliato oppure passare a un modello nuovo avviando un altro leasing. La formula facilita l’accesso ai prodotti, ma non equivale a uno sconto automatico sul loro valore.
Mancati pagamenti, nessun blocco del dispositivo
Il punto più rilevante riguarda le conseguenze delle rate non pagate. Dopo la scoperta in una beta di iOS 27 di riferimenti a una possibile Restricted Mode, Apple ha escluso che questa funzione venga applicata ad Apple Upgrade. Il portavoce Brian Bumbery ha dichiarato: “Non ci sarà alcuna modalità limitata e/o limitazione delle funzionalità del dispositivo” per ritardi o insolvenze.
Clare Nordstrom, portavoce di Klarna, ha precisato però che dopo tre pagamenti consecutivi mancati il contratto di leasing sarà terminato e il cliente dovrà versare l’intero saldo residuo. La distinzione è sostanziale: nessun blocco tecnico annunciato, ma obblighi economici che restano integralmente in capo al cliente.
FAQ
Dove è disponibile Apple Upgrade?
Sì. Il programma è attualmente disponibile per gli acquisti effettuati negli Stati Uniti tramite store online, app Apple Store e negozi fisici Apple.
Quali prodotti rientrano nel leasing?
Sì. Apple Upgrade include selezionati iPhone, iPad, Mac e Apple Watch, ma esclude tra gli altri MacBook Neo, Mac mini e Apple Watch SE.
Apple Upgrade applica interessi alle rate?
No. Apple e Klarna presentano il programma come leasing a prezzo mensile fisso senza commissioni di interesse.
Cosa accade alla fine del leasing?
Sì. Il cliente può restituire il dispositivo, pagare un importo finale per acquistarlo oppure avviare un nuovo leasing per fare l’upgrade.
Come è stato verificato questo contenuto?
Sì. Il contenuto nasce da un’analisi approfondita e dalla verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: Mashable, The Verge e punto-informatico.it.



