Valentina Sarto uccisa dal marito, nuovo caso di femminicidio che scuote l’Italia

Valentina Sarto uccisa dal marito, nuovo caso di femminicidio che scuote l’Italia

19 Marzo 2026

Femminicidio a Bergamo, uccisa Valentina Sarto: cosa sappiamo finora

A Bergamo, nel quartiere Valtesse, la 42enne Valentina Sarto è stata uccisa a coltellate dal marito Vincenzo Dongellini, 50 anni, nell’appartamento in cui vivevano. L’omicidio è avvenuto verso mezzogiorno, al culmine di una lite maturata in un contesto di conflittualità crescente, controllo e violenza domestica. La coppia, insieme da circa dieci anni e sposata dal maggio 2025, viveva da mesi una crisi profonda. Valentina voleva separarsi e aveva intrapreso una nuova relazione. Si era già rivolta ai carabinieri per chiedere aiuto, senza però formalizzare una denuncia. Dopo il delitto, l’uomo si è ferito alle braccia e ha chiamato la figlia, confessando quanto accaduto. Sul posto sono intervenute Squadra mobile, polizia scientifica e magistrato di turno. Il caso riapre con forza il tema dei femminicidi annunciati e della prevenzione effettiva della violenza di genere.

In sintesi:

  • Valentina Sarto, 42 anni, uccisa a coltellate dal marito a Bergamo.
  • Relazione segnata da controllo, minacce, violenze e decisione di separarsi.
  • La vittima aveva chiesto aiuto ai carabinieri ma senza denuncia formale.
  • Il caso conferma il modello dei femminicidi come “finali annunciati”.

Le tensioni precedenti, la richiesta di aiuto e il delitto a Bergamo

Secondo la ricostruzione investigativa, tra Valentina Sarto e Vincenzo Dongellini la crisi era esplosa dopo il matrimonio celebrato nel maggio 2025. I litigi erano diventati frequenti, con episodi di minacce e violenze fisiche, oltre a un controllo rigido sulla vita quotidiana di Valentina, ostacolata nelle uscite e persino nella frequentazione della palestra.

Da circa tre mesi la donna aveva iniziato una relazione con un collega conosciuto sul lavoro e lo aveva comunicato al marito, innescando nuove reazioni aggressive. Nella notte tra lunedì e martedì, verso le cinque, un violento diverbio in strada aveva allarmato i vicini, che avevano valutato la chiamata al 112, poi rientrata vedendo la coppia tornare in casa.

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Valentina si era rivolta ai carabinieri di Almenno San Salvatore per chiedere indicazioni su come tutelarsi, ma non aveva sporto querela. Nella tarda mattinata successiva, durante l’ennesima lite, Dongellini ha afferrato un coltello e l’ha colpita mortalmente. Dopo essersi ferito alle braccia, avrebbe telefonato alla figlia confessando il fatto. In via d’urgenza sono intervenuti Squadra mobile, polizia scientifica e pubblico ministero. Nel pomeriggio, davanti all’abitazione, è arrivato anche il compagno della vittima, in stato di shock. La sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, ha parlato di “ferita profonda per la città” e di violenza che cresce attraverso “controllo, isolamento e minacce quotidiane”.

Femminicidio annunciato e responsabilità nella prevenzione della violenza

Il caso di Valentina Sarto ricalca uno schema purtroppo noto agli esperti di criminologia e violenza di genere: escalation di controllo e isolamento, minacce, decisione della donna di separarsi, passaggio all’omicidio quando la libertà di lei diventa intollerabile per l’uomo. Valentina aveva compreso la natura tossica del rapporto e aveva chiesto aiuto, ma la mancanza di una denuncia formale e la sottovalutazione dei segnali hanno contribuito al “finale annunciato”.

Espressioni come *“Se mi lasci mi ammazzo”*, che secondo la criminologa Roberta Bruzzone raramente preludono a un reale suicidio, indicano spesso un pensiero diverso: *“tu non devi vivere senza di me”*. In molti femminicidi, il successivo tentativo di togliersi la vita appare più un gesto auto-assolutorio che l’obiettivo primario: il centro resta l’eliminazione della partner che ha scelto se stessa.

Questo delitto interroga l’efficacia della rete di protezione: serve favorire percorsi di uscita assistita, supporto legale e psicologico immediato e una maggiore assunzione di responsabilità collettiva nella segnalazione e gestione dei casi a rischio.

FAQ

Chi era Valentina Sarto e dove viveva

Valentina Sarto era una 42enne residente a Bergamo, quartiere Valtesse, moglie di Vincenzo Dongellini, con cui aveva una relazione decennale.

Cosa è accaduto nell’appartamento di Valtesse a Bergamo

Nell’abitazione di Valtesse, Vincenzo Dongellini ha ucciso a coltellate la moglie Valentina Sarto durante un’ennesima lite domestica.

Valentina aveva già chiesto aiuto alle forze dell’ordine

Sì, Valentina si era rivolta ai carabinieri di Almenno San Salvatore chiedendo consigli di tutela, ma senza presentare una denuncia formale.

Perché questo femminicidio è definito un finale annunciato

È definito annunciato perché preceduto da controllo, minacce, violenza domestica e dalla decisione di separarsi, elementi tipici dell’escalation dei femminicidi.

Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo

L’articolo è basato su una elaborazione congiunta di notizie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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