Utenti AI-sessuali, cresce la comunità che rivendica attrazione romantica e identità legate all’intelligenza artificiale

Perché tanti giovani si dichiarano “AI‑sexual” secondo un nuovo sondaggio
Una ricerca della società di companion virtuali Joi AI sostiene che stia emergendo una nuova etichetta identitaria: “AI‑sexual”.
Lo studio, condotto online su 2.500 adulti Gen Z e millennial che usano regolarmente strumenti di intelligenza artificiale, indica che il 55% degli intervistati si definisce “più che aperto” a sperimentare sessualmente o intimamente con l’AI.
L’indagine, realizzata negli Stati Uniti e diffusa a marzo 2026, fotografa un uso dell’intelligenza artificiale che va ben oltre il semplice chatbot conversazionale, toccando sfera affettiva, auto‑esplorazione e allenamento delle competenze relazionali.
Secondo Joi AI, il principale motivo è la percezione di maggiore sicurezza psicologica: per molti giovani adulti è più semplice esprimere fantasie e desideri a un sistema artificiale che non giudica, rispetto a un partner umano.
In sintesi:
- Il 55% degli utenti AI Gen Z e millennial si dichiara “AI‑sexual”.
- Per il 60% l’AI è uno spazio più sicuro per esprimere desideri intimi.
- Oltre metà riferisce miglioramenti percepiti nella vita sessuale “reale”.
- Il 49% considererebbe rapporti sessuali con AI se la tecnologia lo permettesse.
Come l’intelligenza artificiale sta cambiando esplorazione sessuale e relazioni
L’aspetto centrale emerso dal sondaggio è la funzione dell’AI come “zona protetta” per l’esplorazione sessuale.
Il 60% degli intervistati dichiara che confidarsi con un sistema artificiale è più semplice che parlare con un essere umano, soprattutto per chi teme giudizi o rifiuti.
La neuropsicologa clinica Shifali Singh, interpellata in precedenza da Mashable sui matrimoni simbolici tra giovani e chatbot, ha spiegato che i giovani adulti con forte ansia sociale possono trovare nelle interazioni con l’AI uno spazio privo di pressione e valutazione esterna.
Questo conferma perché molti si rivolgano a companion digitali per sperimentare identità, linguaggio del desiderio e ruoli relazionali.
Il sondaggio di Joi AI dettagliava anche gli usi pratici: il 37% utilizza l’AI per esercitarsi nel flirt e simulare appuntamenti; il 31% per esplorare nuovi kink prima di provarli offline; il 25% per fantasie che non intenderebbe mai portare nella vita reale.
Secondo il ricercatore del Kinsey Institute Justin Garcia, però, resta una differenza cruciale: *“un elemento fondamentale delle relazioni umane è il dare‑avere”*; al contrario, il rapporto con un chatbot rimane prevalentemente transazionale, modellato su risposte algoritmiche pensate per compiacere l’utente.
Dall’auto‑esplorazione all’identità: cosa implica definirsi “AI‑sexual”
Oltre all’uso sperimentale, l’AI viene descritta come strumento di scoperta personale.
Il 60% afferma che le interazioni con chatbot li hanno aiutati a individuare gusti e interessi sessuali prima sconosciuti, mentre il 29% usa l’AI per ottenere idee da applicare al sesso di coppia.
I benefici percepiti non sono solo cognitivi: il 61% riferisce un miglioramento della propria vita sessuale “reale” e il 65% dichiara di sentirsi più attraente e sicuro di sé nella vita offline dopo le esplorazioni digitali.
Per una quota consistente (28%), l’appeal deriva anche dalla componente fantascientifica, la cosiddetta “Her factor”, in riferimento al film in cui il protagonista sviluppa una relazione romantica con un sistema operativo.
Quasi la metà del campione (49%) prenderebbe seriamente in considerazione rapporti sessuali con un’AI se la tecnologia lo rendesse fisicamente possibile.
Resta però un limite metodologico importante: il sondaggio è stato realizzato da un’azienda di companion virtuali su un campione di soli utenti attivi di AI, potenzialmente più propensi a visioni positive e sperimentali della tecnologia.
FAQ
Cosa significa identificarsi come “AI‑sexual” oggi
Significa dichiararsi “più che aperti” a sperimentare sessualmente o intimamente con sistemi di intelligenza artificiale, includendo flirt, sexting simulato e fantasie guidate da chatbot.
Quanti giovani utenti AI dichiarano preferenza intima verso chatbot
Nel sondaggio Joi AI, il 55% di 2.500 adulti Gen Z e millennial attivi su strumenti AI si è definito “AI‑sexual”.
L’esplorazione sessuale con AI può influenzare la vita di coppia
Sì, il 61% degli intervistati riferisce miglioramenti nella vita sessuale offline e il 29% usa l’AI per spunti destinati al sesso di coppia.
Quali rischi comporta sostituire relazioni umane con AI
È probabile un indebolimento delle competenze relazionali reali: come ricorda Justin Garcia, alle relazioni AI manca reciprocità emotiva autentica.
Quali sono le fonti principali dei dati su AI e sessualità
I dati citati derivano da una rielaborazione redazionale di informazioni provenienti congiuntamente da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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