Uniswap, giudice federale archivia la class action sui token truffa

Class action Uniswap archiviata: cosa ha deciso il tribunale USA
La lunga class action contro Uniswap Labs si è chiusa negli Stati Uniti con una decisione destinata a pesare sull’intero ecosistema DeFi. Lunedì, presso la U.S. District Court for the Southern District of New York, la giudice federale Katherine Polk Failla ha respinto con pregiudizio le ultime domande basate sul diritto statale presentate contro Uniswap Labs, il fondatore Hayden Adams e altri soggetti collegati al protocollo.
La causa, avviata nell’aprile 2022 a Manhattan da un gruppo di investitori guidato da Nessa Risley, riguardava presunti danni subiti a causa di token truffa negoziati sul protocollo Uniswap.
Secondo gli attori, la piattaforma avrebbe consentito la diffusione indisturbata di schemi di rug pull e pump and dump, rendendosi così responsabile delle perdite. La corte ha però escluso una responsabilità diretta del protocollo, fissando paletti rilevanti per la regolazione dei marketplace decentralizzati.
In sintesi:
- Il tribunale federale di Manhattan ha respinto con pregiudizio la class action contro Uniswap Labs.
- Gli attori non hanno provato che Uniswap conoscesse o partecipasse a frodi sui token quotati.
- La sola creazione di smart contract open source non genera responsabilità automatica degli sviluppatori.
- La sentenza chiarisce i limiti di responsabilità dei protocolli DeFi verso gli investitori.
Iter giudiziario e motivazioni della sentenza su Uniswap
La controversia era nata come azione collettiva comprensiva di presunte violazioni del diritto federale sui titoli, legate a token lanciati da terzi su Uniswap e poi rivelatisi fraudolenti.
Nell’agosto 2023, la stessa corte federale aveva già respinto le contestazioni basate sulle norme federali, giudicando non sostenibile l’assimilazione del protocollo a un emittente o a un intermediario tradizionale. La Corte d’Appello del Secondo Circuito aveva confermato quella decisione, rinviando però le residue domande fondate sulle leggi statali di tutela dei consumatori per un riesame mirato.
Dopo ulteriori modifiche del ricorso, presentate a maggio dal team guidato da Nessa Risley, la giudice Katherine Polk Failla ha ritenuto che gli attori non fossero comunque riusciti a formulare pretese giuridicamente valide. Il rigetto con pregiudizio comporta l’impossibilità di riproporre la stessa causa su base statale, chiudendo definitivamente il contenzioso specifico contro Uniswap Labs e Hayden Adams.
Limiti di responsabilità per piattaforme DeFi e sviluppatori
Il nucleo della decisione riguarda la teoria di responsabilità avanzata contro una piattaforma aperta come Uniswap. Gli attori sostenevano che l’infrastruttura avesse “facilitato” l’accesso degli emittenti fraudolenti agli investitori, configurando così un concorso negli illeciti.
La giudice Failla ha respinto questa impostazione, precisando che la mera creazione e gestione di un protocollo utilizzabile lecitamente non equivale ad assistere o favorire attività truffaldine. In assenza di allegazioni concrete sulla conoscenza specifica delle singole frodi o su una partecipazione attiva ai rug pull e agli schemi di pump and dump, non possono essere riconosciute responsabilità a carico della società.
Un passaggio chiave riguarda gli sviluppatori di codice open source: la sentenza chiarisce che la sola redazione di smart contract non rende automaticamente responsabili degli abusi commessi da terzi. Viene esclusa anche la possibilità di configurare un indebito arricchimento, poiché la fornitura di servizi ordinari, neutri e generali non basta a fondare un obbligo restitutorio. In sostanza, chi mantiene l’infrastruttura è distinto da chi organizza o promuove attivamente gli schemi fraudolenti.
Conseguenze per il mercato cripto e scenari futuri della DeFi
La chiusura della class action è stata accolta positivamente dal mercato: il token UNI ha segnato un rialzo di circa +6%, attestandosi intorno a 3,92 dollari, in linea con il recente movimento rialzista delle criptovalute.
Hayden Adams ha espresso soddisfazione pubblica sui social, sottolineando come la pronuncia offra una base giuridica più chiara per chi sviluppa infrastrutture decentralizzate. I legali di Uniswap Labs parlano di un ulteriore riconoscimento del ruolo neutrale dei protocolli DeFi rispetto alle condotte scorrette di singoli emittenti.
La decisione non chiude il dibattito regolatorio, ma delimita il perimetro delle azioni legali contro gli sviluppatori, spingendo regolatori e investitori a concentrare l’attenzione sugli effettivi promotori dei token fraudolenti. Per l’ecosistema DeFi, il messaggio è duplice: maggiore certezza giuridica per le piattaforme, ma anche necessità di rafforzare strumenti di disclosure, liste di blocco e sistemi di segnalazione per ridurre l’esposizione degli utenti a progetti ad alto rischio.
FAQ
Cosa ha deciso il tribunale federale sulla class action contro Uniswap Labs?
La corte ha respinto con pregiudizio le ultime domande basate sul diritto statale, chiudendo definitivamente il contenzioso collettivo contro Uniswap Labs e Hayden Adams.
Perché gli sviluppatori di smart contract non sono stati ritenuti responsabili?
La corte ha affermato che scrivere codice open source non implica automaticamente responsabilità per gli abusi commessi da terzi che utilizzano tali smart contract.
Che impatto ha la sentenza sui protocolli DeFi decentralizzati?
La decisione rafforza la distinzione tra infrastruttura neutrale e promotori di frodi, limitando la responsabilità dei protocolli DeFi per condotte di emittenti terzi.
Come ha reagito il prezzo del token UNI dopo la decisione?
Il token UNI ha registrato un rialzo di circa il 6%, attestandosi attorno a 3,92 dollari nelle ore successive alla notizia.
Quali sono le principali fonti utilizzate per questa ricostruzione della vicenda?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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