Tribunale Milano riconosce a Corona il diritto di esprimere opinioni

Milano, il tribunale limita il sequestro dei contenuti su Signorini
A Milano, il 28 marzo 2026, il Tribunale civile ha parzialmente accolto il reclamo di Fabrizio Corona contro il sequestro urgente dei contenuti del format “Falsissimo” riguardanti Alfonso Signorini. Il provvedimento, emesso il 26 gennaio da un giudice milanese, aveva disposto un “sequestro atipico” integrale di video, documenti, chat e dispositivi collegati ai canali social di Corona. I giudici del collegio – Andrea Borrelli, Anna Bellesi e Serena Nicotra – hanno ora revocato il sequestro, ma ribadito il divieto di diffondere contenuti diffamatori e lesivi della privacy del conduttore televisivo. La decisione chiarisce i limiti tra diritto di cronaca e tutela dell’onore, ridefinendo cosa è lecito pubblicare sul caso Signorini e perché la libertà di espressione non può diventare uno strumento di delegittimazione personale.
In sintesi:
- Revocato il sequestro integrale dei contenuti di “Falsissimo” su Alfonso Signorini.
- Restano vietati epiteti diffamatori, accuse senza prove e immagini intime del conduttore.
- Il tribunale riafferma il bilanciamento tra diritto di cronaca e diritto alla reputazione.
- Fabrizio Corona potrà pubblicare solo contenuti verificati, pertinenti e non lesivi.
I limiti tra diffamazione, privacy e diritto di cronaca nel caso Signorini
Nel nuovo provvedimento, il Tribunale di Milano ha revocato il “sequestro atipico” dei dispositivi e dei contenuti di Falsissimo, ma ha tracciato in modo puntuale il perimetro delle espressioni ritenute illecite nei confronti di Alfonso Signorini.
In particolare, i giudici qualificano come diffamatori alcuni epiteti e insulti rivolti al conduttore, nonché le accuse – mosse “senza una diligente verifica” – di presunti “ricatti sessuali per favorire l’ingresso di giovani nel mondo dello spettacolo”.
Viene inoltre censurata la pubblicazione di una foto di Signorini “nudo e di spalle”, diffusa senza consenso: per il collegio si tratta di una grave violazione della privacy, poiché l’immagine lo ritrae in un momento “assolutamente privato e intimo” e “non ricorre alcuna rilevanza sociale, alcun interesse pubblico alla visione” di quel contenuto.
Il Tribunale conferma il precedente ordine di rimozione dei materiali diffamatori dal web e dai social, imponendo che documenti, chat, immagini e video utilizzati per “Falsissimo” non siano impiegati per ledere onore e riservatezza del conduttore.
Futuro di Falsissimo e conseguenze sulla libertà di espressione online
Per le future puntate annunciate da Fabrizio Corona, tramite il legale Ivano Chiesa, i giudici precisano che il divieto non può essere “tout court”.
Il tribunale afferma che a Corona “non può essere negato il diritto alla libera manifestazione del pensiero, garantito dall’art. 21 della Costituzione”, diritto di pari rango rispetto all’onore e alla reputazione e, in alcuni casi, prevalente, se esercitato nel rispetto di verità, pertinenza all’interesse pubblico e continenza espressiva.
L’inibitoria può quindi riguardare solo “la diffusione di documenti audio-video con carattere diffamatorio o comunque illecito”. Tradotto: Fabrizio Corona non può essere censurato preventivamente in modo generalizzato, ma solo quando i contenuti violino in concreto reputazione e privacy.
Sul fronte legale, gli avvocati di Signorini, Daniela Missaglia e Domenico Aiello, rivendicano che il Tribunale ha confermato “la piena fondatezza delle ragioni” del loro assistito, ricordando che “la libertà di espressione non può essere utilizzata per attribuire fatti gravissimi in assenza di qualsiasi riscontro”. Sui social, l’avvocato Ivano Chiesa replica: “Abbiamo vinto noi, perché il provvedimento dice innanzitutto che il diritto di cronaca ce l’ha qualunque cittadino italiano, non solo il giornalista professionista. E quindi ce l’ha anche Fabrizio Corona”.
Un precedente per influencer, creator e cronaca giudiziaria digitale
La decisione del Tribunale di Milano si candida a diventare un riferimento per la gestione dei contenuti online prodotti da influencer, creator e canali non giornalistici, specie quando trattano temi di cronaca giudiziaria e costume televisivo.
La pronuncia riconosce che il diritto di cronaca non appartiene solo ai giornalisti iscritti all’albo, ma a ogni cittadino, purché rispetti i criteri di verità, rilevanza sociale e continenza.
Per chi realizza format digitali come Falsissimo, il messaggio è netto: la narrazione di retroscena nel mondo dello spettacolo resta possibile, ma non può trasformarsi in un processo mediatico fondato su accuse non verificate, insulti o immagini intime prive di interesse pubblico.
Questo equilibrio, sottolineato dai giudici, sarà centrale nelle future controversie tra personaggi pubblici e piattaforme di comunicazione online, con ricadute concrete su moderazione dei contenuti, responsabilità civile e strategie legali di difesa della reputazione.
FAQ
Cosa ha deciso il Tribunale di Milano sul sequestro dei contenuti di Falsissimo?
Il Tribunale di Milano ha revocato il sequestro integrale dei contenuti, mantenendo però il divieto di diffondere materiali diffamatori o lesivi della privacy di Alfonso Signorini.
Fabrizio Corona può continuare a pubblicare video e inchieste su Alfonso Signorini?
Sì, può continuare a pubblicare solo se i contenuti rispettano verità, interesse pubblico e continenza, evitando epiteti offensivi, accuse senza riscontri e immagini intime del conduttore.
Quali contenuti su Signorini sono stati ritenuti illeciti dai giudici milanesi?
Sono stati ritenuti illeciti insulti, accuse di presunti ricatti sessuali non verificati e la diffusione senza consenso di una foto di Signorini nudo e di spalle.
Il diritto di cronaca spetta solo ai giornalisti professionisti in Italia?
No, il diritto di cronaca spetta a qualunque cittadino italiano, ma deve essere esercitato rispettando verità dei fatti, rilevanza sociale e linguaggio non diffamatorio.
Quali sono le fonti originali della notizia su Corona e Signorini?
La notizia deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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