Tommaso Cerno accusa Alessandro Zan sul silenzio nel caso Signorini

Cerno rompe il silenzio su caso Signorini, Corona e comunità LGBTQ+
Nel talk Rai 2 di Picche, il giornalista e senatore uscente Tommaso Cerno interviene sulla bufera mediatica che coinvolge Alfonso Signorini, dopo le accuse e le campagne social di Fabrizio Corona. In diretta, Cerno critica il clima di gogna, denuncia l’uso dell’orientamento sessuale come arma di delegittimazione e chiama in causa la comunità LGBTQ+ e l’europarlamentare Pd Alessandro Zan per il loro silenzio. Il caso esplode in Italia nelle ultime settimane, tra dimissioni da Mediaset, addio alla direzione di Chi e pressioni mediatiche, e riapre il dibattito su diritto di cronaca, giustizia mediatica e coerenza dell’attivismo sui diritti civili.
In sintesi:
- Cerno contesta la gogna mediatica contro Alfonso Signorini e il ruolo di Fabrizio Corona.
- Il giornalista accusa la comunità LGBTQ+ e Alessandro Zan di assordante silenzio.
- Al centro del caso, l’uso pubblico dell’omosessualità come strumento di dileggio e pressione.
- Cerno mette in discussione coerenza del mondo “woke” e dell’attivismo politico sui diritti.
Le accuse di Cerno tra gogna mediatica, diritti e doppi standard
Nel suo editoriale in prima serata su Rai, Tommaso Cerno parte dalle campagne online di Fabrizio Corona, che evocano presunti “legami opachi” nel sistema Mediaset attorno a Alfonso Signorini. Cerno contesta il metodo: allusioni, immagini di vita privata, narrazioni senza riscontri giuridici, offerte al pubblico come prova morale.
Ricorda che su Signorini circolano versioni divergenti: c’è chi parla di dimissioni forzate da Mediaset e da Chi, chi di scelta personale di “cambiare vita”. Ma, sottolinea, nessuna accusa formalizzata di violazione di legge è emersa finora. Per Cerno, questo è il discrimine: si può perdere il lavoro solo per fatti accertati e penalmente rilevanti, non per insinuazioni o per il giudizio sulla sfera privata.
Elemento centrale, osserva, è l’ombra dell’“omosessualità” che aleggia sul racconto mediatico. Qui il giornalista ribalta il fronte: se l’orientamento sessuale diventa strumento di dileggio, l’assenza di reazione degli attivisti LGBTQ+ e dei loro leader politici diventa, a suo giudizio, un fatto politico grave.
Il richiamo alla comunità LGBTQ+ e la sfida al mondo “woke”
Da qui l’affondo frontale di Tommaso Cerno: si chiede “dove siano finiti” quei ragazzi e ragazze LGBTQ+ che ai Pride accusavano di essere antidemocratico chiunque dissentisse. Il bersaglio diretto diventa Alessandro Zan, simbolo delle battaglie per il Ddl contro l’omotransfobia: *“Dov’è Alessandro Zan, dov’è chi oggi dovrebbe essere in prima fila a difendere Signorini?”*.
Cerno precisa di non ritenere dileggiabile ciò che *“una persona adulta e consenziente fa nella propria vita privata”*, ribadendo che l’unico criterio deve restare l’eventuale violazione della legge. E, allo stato attuale, dice di non aver visto nulla del genere nel caso Alfonso Signorini.
In chiusura, lancia una provocazione politica: si aspetta “frotte di omosessuali” e parlamentari con bandiere arcobaleno sotto casa di Signorini in sua difesa. Fino a quando non vedrà quella mobilitazione, sostiene, il cosiddetto mondo “woke” gli appare come una costruzione strumentale, usata in modo selettivo in base al partito o allo schieramento coinvolto.
FAQ
Chi è Tommaso Cerno e che ruolo ha in Rai?
Tommaso Cerno è un giornalista e politico, conduttore del programma Rai 2 di Picche. Ha un passato da direttore di quotidiani e da senatore.
Perché Tommaso Cerno difende Alfonso Signorini?
Cerno afferma che, finora, non risultano violazioni di legge da parte di Alfonso Signorini. Contesta la gogna mediatica basata su allusioni e vita privata.
Cosa rimprovera Cerno alla comunità LGBTQ+ italiana?
Cerno contesta il silenzio di attivisti e associazioni LGBTQ+ quando l’orientamento sessuale viene usato per attaccare Signorini, invocando più coerenza nelle battaglie pubbliche.
Perché Tommaso Cerno cita direttamente Alessandro Zan?
Cerno considera Alessandro Zan un simbolo politico dei diritti LGBTQ+ e ritiene che dovrebbe esporsi pubblicamente in difesa di Signorini.
Quali sono le fonti alla base di questo articolo?
L’articolo deriva da una elaborazione giornalistica su fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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