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La tecnologia blockchain è il futuro per Uber, Airbnb e molti altri

10 Dicembre 2017

Anche se il vasto potenziale della tecnologia blockchain è noto nel mondo della “crittografia”, molte persone non si rendono conto necessariamente del potenziale dirompente che questa tecnologia può costituire per aziende e istituzioni dell’economia tradizionale. Ancor più vero quando si parla di servizi di economia condivisa come Uber, Airbnb e altri servizi innovativi nel mondo reale, perché il “libro mastro” connaturato nella tecnologia blockchain è adatto per rilevare e regolamentare i diversi tipi di transazioni che avvengono all’interno di questi servizi, con il risultato di creare versioni migliori, meno costose, più trasparenti e decentralizzate di questi servizi di sharing economy nei prossimi anni.

LA PRIVACY

Anzitutto blockchain invade solo in minima parte la privacy degli utenti. Non occorre ogni volta autorizzarla per ogni singolo servizio, perché in realtà utilizza solo i dati indispensabili per ciascuno di essi, nulla di più. Ad esempio, se la geolocalizzazione occorresse per un servizio, non sarebbe messa a disposizione necessariamente per un altro che non la preveda.

AIRBNB, UBER E GLI ALTRI

Ad Airbnb, per esempio, non occorre avere un quadro completo dell’affidabilità economica dei propri utilizzatori, anche se blockchain sarebbe facilmente in grado di produrla. E’ sufficiente sapere che la transazione economica in corso è approvata, nulla di più. Tanto meno ad Airbnb occorrono altri dati sulla personalità del suo cliente, che finirebbero col violare la sua privacy, al di là dei commenti già in suo possesso (rating degli altri membri del network) sul comportamento dei singoli in situazioni precedenti di affitto.

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Lo stesso principio vale per Uber e altri servizi condivisi: la tecnologia blockchain potrebbe fornire un’enormità di dati, ma a che servirebbero? Il vantaggio per le aziende non risiede nel ricevere una pioggia di dati, ma con immediatezza e precisione solo quelli utili, che blockchain è in grado di ottimizzare.

DISRUPTION

Le società a economia condivisa sono intrinsecamente aperte e disposte a trarre vantaggio dalla tecnologia blockchain, perché per loro natura sono di solito entità dirompenti in un determinato mercato o ecosistema. Sono di costituzione abbastanza recente e non hanno l’onere di adattare o intervenire sui sistemi legacy, obsoleti, che continuano ad essere usati dai concorrenti nati nei decenni precedenti, per i quali le carenze intrinseche per la condivisione sono numerose sul terreno del controllo, della sicurezza e della privacy.

VANTAGGI

Dal punto di vista dei costi, blockchain offre enormi risparmi in termini di costi e tempi di transazione: soprattutto rimuove la dipendenza da un’autorità centrale. Ma i costi di capitale iniziale elevati potrebbero essere un deterrente, indipendentemente dal fatto che si tratti di business tradizionale o dell’economia condivisa.

Dal punto di vista della privacy, gli utenti hanno il controllo di tutte le loro informazioni e transazioni, che rimangono sul loro dispositivo mobile. Dal punto di vista della sicurezza, non esiste un database centrale che può essere violato disperdendo milioni di record, come la recente debacle di Equifax.

LA TECNOLOGIA BLOCKCHAIN

In altre parole la tecnologia blockchain interessa a tutti perché consente la disintermediazione degli intermediari. Il problema attuale è la creazione dei gateway che rendano la tecnologia blockchain facile e utile per l’utente medio. Piattaforme come Facebook, Airbnb e Uber giocano un ruolo molto importante nelle nostre vite e hanno già conquistato la fiducia degli utenti: potrebbero facilmente traghettarli verso la nuova tecnologia senza creare ansie e incomprensioni. Del resto già gestiscono dati sensibili, come le informazioni personali, i pagamenti, ecc.

Tutto ciò che può essere programmato può anche essere creato all’interno di una blockchain. È quindi possibile riscrivere Twitter o un altro sito Web, ma le domande chiave sono: chi costruirà, gestirà e migliorerà le piattaforme? Le industrie consolidate vecchio stile sono le più vulnerabili perché hanno perso il senso di competizione che le ha mantenute snelle e focalizzate sul cliente. Ora, con le nuove tecnologie, i nuovi players stanno diventando molto più pericolosi.


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Paolo Brambilla

Consigliere Ordine dei Giornalisti di Lombardia. PhD, MBA, CPA, MD

Paolo Brambilla, bocconiano, ha seguito il mondo economico-finanziario per molti anni. Giornalista pubblicista dal 1993. Direttore responsabile di LMF La Mia Finanza Sostenibile. Direttore responsabile di Trendiest Media Agenzia di stampa e Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti di Lombardia, scrive di finanza, cultura e innovazione digitale su varie testate. Rotariano, è stato Assistente del Governatore del Distretto 2041 e tuttora é un membro di Spicco del Rotary Milano 2041.

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