Svizzera irremovibile sui costi sanitari di Crans-Montana, vittime elvetiche denunciano uno scandalo nazionale
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Rogo del Constellation, scontro aperto tra Italia e Svizzera sui costi sanitari
Il governo federale svizzero ha confermato la richiesta all’Italia di rimborsare le spese mediche dei ragazzi italiani feriti nel rogo del Constellation a Crans-Montana, in Cantone Vallese.
La vicenda, emersa dopo l’invio di fatture alle famiglie, riguarda i ricoveri immediatamente successivi all’incendio di Capodanno, costato 41 morti e 115 feriti.
La presa di posizione di Berna, formalizzata dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Ufas), ha innescato un duro confronto diplomatico con Roma, che giudica la richiesta “ignobile” e contraria al principio di solidarietà tra Stati europei davanti a una tragedia considerata ormai di portata sovranazionale.
In sintesi:
- Berna chiede all’Italia il rimborso delle cure per i feriti italiani del rogo del Constellation.
- L’Ufas invoca gli accordi europei sull’assistenza reciproca per giustificare la fatturazione.
- L’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado annuncia che Roma rinuncerà a chiedere costi per i pazienti svizzeri.
- Famiglie delle vittime, come Michel Pidoux, denunciano una “fredda burocrazia senza dignità”.
Le posizioni di Berna e Roma dopo il rogo di Crans-Montana
La nota ufficiale dell’Ufas, che risponde al Dipartimento federale dell’Interno svizzero, chiarisce che “le disposizioni sull’assistenza reciproca internazionale in materia di prestazioni si applicano anche alle vittime del rogo” di Capodanno.
In pratica, per Berna i circa 108 mila euro finora contabilizzati per i ricoveri degli italiani in Vallese, destinati a crescere con il completamento dei conteggi, devono essere rimborsati dall’Italia in base agli accordi sanitari europei.
In un confronto televisivo su Rsi, la direttrice Doris Bianchi ha ribadito la linea: *“Gli accordi europei vanno rispettati: mi attendo che il ministero della Salute italiano paghi le spese dei ragazzi ricoverati negli ospedali svizzeri”*.
La funzionaria ha aggiunto che si aspetta, in reciprocità, che Roma fatturi alla mutua elvetica LAMal i costi dei due pazienti svizzeri curati al Niguarda di Milano.
L’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, ha respinto con fermezza l’impostazione, definendola “burocratica e non etica”.
Al Corriere ha spiegato che l’Italia rinuncerà a qualsiasi rimborso per i due ragazzi svizzeri curati nei propri ospedali, aspettandosi un analogo gesto da parte di Berna.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva già qualificato la richiesta elvetica come “una richiesta ignobile”.
Segnale di un contenzioso che, se non ricomposto, rischia di incidere sui futuri accordi bilaterali in materia sanitaria e sulla fiducia dell’opinione pubblica nei meccanismi di cooperazione europea in caso di grandi emergenze.
La reazione delle famiglie e le ombre sul futuro del Constellation
Le parole provenienti da Berna hanno approfondito la frattura anche sul piano umano.
Michel Pidoux, padre di Trystan, 17 anni, morto nel rogo, parla apertamente di scandalo e accusa le autorità: *“La Svizzera non ha ancora capito che questo non è un fatto locale, ma un dramma europeo. Quel conto presentato dal nostro Stato è solo fredda burocrazia senza dignità”*.
Pidoux, professionista della comunicazione, era già diventato un simbolo di dialogo dopo la conferenza stampa improvvisata con la maglia azzurra per ringraziare il governo italiano.
A Losanna ha organizzato un concerto di beneficenza a favore delle vittime, al quale ha partecipato anche Riccardo Cocciante, che si è esibito per ricordare le vittime davanti a centinaia di persone, tra cui l’ambasciatore Cornado e la moglie.
Pidoux denuncia inoltre l’esistenza di “un circolo di persone influenti nel Vallese” che sosterrebbe economicamente Jacques e Jessica Moretti, proprietari del Constellation e tra gli undici indagati per omicidio, incendio e lesioni colpose, con l’obiettivo di riaprire il loro ristorante a Lens, oggi chiuso.
Sul piano giudiziario, il Corso, uno degli indagati, sarà nuovamente interrogato il 5 giugno.
Il 10 aprile aveva evitato l’interrogatorio presentando un certificato medico per presunti problemi di salute, mentre le telecamere di Porta a Porta lo riprendevano impegnato in lavori di muratura al Vieux Chalet.
Tra inchieste penali, contenziosi sanitari e ferite ancora aperte, il caso del Constellation rischia di diventare un precedente sulla gestione economica e politica delle grandi tragedie transfrontaliere, con possibili ricadute su assicurazioni, protocolli di emergenza e percezione pubblica della solidarietà europea.
FAQ
Perché la Svizzera chiede il rimborso delle cure ai feriti italiani?
La Svizzera sostiene che, in base agli accordi europei sull’assistenza sanitaria reciproca, le spese dei ricoveri vadano fatturate allo Stato di appartenenza dei pazienti.
Quanti soldi la Svizzera chiede attualmente all’Italia per il rogo?
Attualmente la cifra comunicata è di circa 108 mila euro, ma è destinata ad aumentare con il completamento dei conteggi ospedalieri.
L’Italia chiederà il rimborso per i pazienti svizzeri curati al Niguarda?
No, l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado ha dichiarato che l’Italia rinuncerà a qualsiasi fatturazione, chiedendo reciprocità a Berna.
Qual è la posizione delle famiglie delle vittime sulla richiesta svizzera?
Le famiglie, tra cui Michel Pidoux, considerano la richiesta uno scandalo, accusando lo Stato di fredda burocrazia senza dignità.
Da quali fonti è stata ricostruita questa notizia sul rogo del Constellation?
La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.



