Svizzera conferma le fatture sanitarie a Crans-Montana, Mulè annuncia risoluzione per cure gratuite
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Rogo di Crans-Montana, chi pagherà le cure dei ragazzi italiani?
Chi: i giovani italiani ustionati nel rogo di Capodanno a Crans-Montana, le loro famiglie, le autorità di Svizzera e Italia.
Che cosa: un duro confronto su chi debba sostenere le spese mediche, tra regole europee e richiesta di “responsabilità morale”.
Dove: cure iniziali in ospedali svizzeri, successivi ricoveri e riabilitazioni in strutture italiane.
Quando: dall’incendio di Capodanno ai recenti sviluppi politici e diplomatici.
Perché: conti ospedalieri elevatissimi, applicazione delle convenzioni sanitarie internazionali e volontà italiana di garantire cure gratuite e tutela integrale alle vittime, oltre il mero rimborso tra Stati.
In sintesi:
- La Svizzera applica le convenzioni: i costi vanno alle assicurazioni estere, non alle famiglie.
- Il governo italiano rifiuta di riconoscere il conto, invocando responsabilità morali svizzere.
- L’ambasciatore Cornado assicura: famiglie italiane non pagheranno un euro.
- Giorgio Mulè annuncia una risoluzione per cure gratuite e tutele permanenti per gli ustionati.
Lo scontro diplomatico sulle fatture e il quadro giuridico europeo
L’Ufficio federale delle assicurazioni sociali svizzero ha ribadito che, in base agli accordi sulla libera circolazione, chi è assicurato in uno Stato Ue o Aels ha in Svizzera diritto alle stesse cure dei residenti.
Le spese vengono anticipate in Svizzera dall’“Istituzione comune LAMal” e poi fatturate all’assicuratore estero, non al paziente: le famiglie ricevono solo fatture “per controllo”.
Secondo Berna, la copertura delle cure per le vittime di Crans-Montana è garantita a prescindere dall’esito delle indagini penali sul rogo, ancora in corso.
Dall’Italia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e l’ambasciatore a Berna Gian Lorenzo Cornado hanno però opposto un netto rifiuto: *“Non pagheremo né ora né mai queste fatture”*.
Cornado ricorda il supporto italiano al Canton Vallese con elicotteri di Protezione civile e ricoveri gratuiti di pazienti svizzeri al Niguarda, rivendicando reciprocità.
Per l’ambasciatore, le convenzioni non possono applicarsi in modo meccanico in presenza di una “responsabilità morale” delle autorità locali e del gestore della struttura coinvolta nell’incendio.
Cure gratuite e riconoscimento della malattia da ustione
Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera, ha annunciato una risoluzione con il deputato Ugo Cappellacci per blindare, in Italia, la gratuità delle cure per le vittime del rogo di Crans-Montana.
Il testo impegna il governo a garantire esenzione totale dalla spesa sanitaria per tutte le prestazioni legate alle ustioni, lungo l’intero percorso terapeutico: ricoveri, farmaci, creme, presidi, guaine compressive, ortesi, tutori, fisioterapia, riabilitazione specialistica e supporto psicologico.
La proposta punta anche oltre il singolo caso: riconoscere la malattia da ustione come patologia cronica e rara, da inserire nei Livelli essenziali di assistenza, assicurando uniformità di esenzione su tutto il territorio nazionale.
Secondo Cornado, le famiglie dei ragazzi non pagheranno nulla e l’esborso del ministero della Salute sarà “zero”, mentre resta aperto il nodo politico dei rapporti con le autorità svizzere e delle eventuali azioni risarcitorie future.
FAQ
Le famiglie dei ragazzi ustionati dovranno pagare le fatture svizzere?
Sì, è certo che non dovranno pagare: le fatture sono inviate solo per conoscenza, la copertura ricade su assicurazioni e istituzioni competenti.
Perché l’Italia contesta il meccanismo di rimborso previsto con la Svizzera?
Sì, l’Italia lo contesta per la presunta responsabilità morale delle autorità locali svizzere e per i rilevanti costi già sostenuti nel soccorso.
Quali cure gratuite prevede la risoluzione annunciata da Giorgio Mulè?
Sì, la risoluzione prevede esenzione totale per ricoveri, farmaci, presidi, riabilitazione e supporto psicologico, per l’intera durata del percorso post-ustione.
La malattia da ustione potrà diventare patologia cronica nei Lea nazionali?
Sì, l’obiettivo dichiarato è riconoscere l’ustione come patologia cronica e rara, includendola nei Lea con esenzione uniforme nazionale.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione sulla vicenda di Crans-Montana?
Sì, il contenuto deriva da elaborazione congiunta di informazioni Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



