Striscia la Notizia ascolti in discesa Ricci e Iacchetti si espongono

Ascolti in calo e nuova formula in prima serata
Lo spostamento in prime time ha trasformato Striscia la Notizia in un test strategico per Canale 5, con uno studio rinnovato, una band live e sei nuove Veline. Dopo un debutto solido, il forte calo alla seconda puntata ha acceso l’attenzione di analisti e inserzionisti, ma non ha modificato la linea di Antonio Ricci, convinto della necessità di un fisiologico periodo di rodaggio.
Il confronto con la concorrenza, in particolare con Don Matteo su Rai 1, è l’elemento chiave per capire la reale tenuta del format in una fascia oraria più competitiva e ad alto costo industriale.
Dati d’ascolto e impatto sullo share
La prima puntata ha superato i 2,7 milioni di spettatori con uno share vicino al 19%, sopra l’obiettivo dei 2,5 milioni fissato da Pier Silvio Berlusconi. La seconda serata, però, è scesa a circa 1,8 milioni e poco più del 12% di share, con una perdita di quasi un milione di telespettatori. Un calo così netto, in soli sette giorni, riduce il potere contrattuale sugli spazi pubblicitari e rende cruciale la prestazione della terza e quarta puntata, vero banco di prova per valutare se la curva è solo di ass assestamento o segnala un problema strutturale del nuovo impianto editoriale.
Le prossime rilevazioni Auditel saranno decisive per stabilire eventuali correzioni di rotta.
Target, concorrenza e ruolo del traino
Il posizionamento contro Don Matteo espone il programma alla concorrenza di una fiction familiare consolidata, forte su pubblico adulto e anziano. Striscia la Notizia paga l’abitudine di una platea abituata al format di access prime time e meno propensa a seguirlo in fascia lunga serale.
Il traino di access, la resa commerciale delle fasce 21.30–23.30 e l’andamento del pubblico 15–54 sono gli indicatori più osservati dagli analisti media. In questo quadro, l’eventuale tenuta tra i più giovani e l’integrazione col consumo social potrebbero compensare in parte il calo lineare, ma solo se confermati in modo stabile nelle prossime settimane.
Strategia editoriale di Antonio Ricci
Antonio Ricci rivendica la natura sperimentale dell’operazione, sottolineando come il mix tra varietà e inchieste resti il cuore del marchio. Il produttore storico considera il posizionamento in un giorno “sfavorevole” una scelta coraggiosa ma azzeccata, e insiste sulla finestra della quarta puntata come momento di possibile stabilizzazione del pubblico, dopo il fisiologico assestamento iniziale.
L’obiettivo dichiarato è consolidare un prodotto riconoscibile ma adattato alle logiche del prime time contemporaneo.
La difesa pubblica del progetto
In diverse interviste, Ricci ha ribadito che la soglia obiettivo richiesta da Pier Silvio Berlusconi è stata superata al debutto, definendo l’esperimento “riuscitissimo”. Ha inoltre ricordato che, fra i programmi di Canale 5 schierati contro Don Matteo negli ultimi cinque anni, Striscia la Notizia in prima serata è quello che ha ottenuto le performance migliori.
Questa narrazione punta a spostare il focus dagli ascolti della singola puntata a una lettura di medio periodo, legata al brand e al posizionamento editoriale, più che al dato nudo e crudo di share.
Il rapporto con Gerry Scotti e la logica di palinsesto
Ricci ha rivelato che la produzione era stata allertata per un eventuale subentro a Gerry Scotti in caso di flop de La Ruota della Fortuna. Il successo del game show ha invece consolidato Scotti nello slot, costringendo a ripensare gli incastri di palinsesto.
Questa dinamica conferma come le decisioni su Striscia la Notizia non dipendano solo dal suo rendimento isolato, ma da una strategia complessiva di rete, che cerca equilibrio fra programmi consolidati, novità e costi produttivi. Il prime time diventa così un tavolo dove ogni scelta su uno show impatta immediatamente sugli altri.
Reazioni del cast e peso dei social
Enzo Iacchetti ha ridimensionato i timori, ricordando che il pubblico deve abituarsi a una formula che unisce band, ospiti e sei Veline a servizi d’inchiesta molto duri. La narrazione interna al programma punta sulla sperimentazione controllata: qualche oscillazione è messa in conto, mentre ci si concentra su linguaggi e contenuti capaci di funzionare sia in tv lineare sia online.
Il comportamento delle clip sui social è ormai una metrica parallela, sempre più rilevante nelle valutazioni di brand.
Le parole di Enzo Iacchetti sul calo
Iacchetti ha parlato apertamente di calo previsto, legandolo al tempo necessario perché la platea comprenda il nuovo assetto tra intrattenimento e servizi. Ha definito la versione attuale come una ricerca della “formula giusta”, da centrare entro la quarta puntata, in linea con quanto dichiarato da Ricci.
Queste dichiarazioni servono anche a rassicurare sponsor e inserzionisti, sottolineando come il progetto non sia improvvisato ma parte di un percorso graduale di adattamento, nel solco dell’identità storica del marchio.
Le performance virali tra fuorionda e servizi
Sui social, alcune clip hanno superato milioni di visualizzazioni: il fuorionda con Enzo Iacchetti, le sarte e l’ospite Gabriel Garko ha oltrepassato i 7 milioni di views, mentre un esperimento sociale firmato Valerio Staffelli ha sfondato quota 9 milioni.
Questi numeri indicano che la notorietà digitale del brand resta molto alta, anche quando l’ascolto lineare arretra. Per gli analisti media, il vero nodo è riuscire a trasformare la viralità delle singole clip in maggiore fidelizzazione alla messa in onda tradizionale, obiettivo ancora lontano ma centrale per la sostenibilità economica del format in prima serata.
FAQ
Perché gli ascolti sono calati dopo il debutto?
Il calo è dovuto a un mix di fattori: curiosità iniziale più alta sulla prima puntata, concorrenza forte di Don Matteo, abitudine del pubblico al vecchio slot d’access e assestamento fisiologico di ogni nuovo esperimento di prime time.
Il risultato è davvero deludente per Canale 5?
La seconda puntata preoccupa per la perdita rapida, ma Mediaset valuta il progetto su più puntate. Il debutto è stato sopra l’obiettivo e il rendimento complessivo va letto nel contesto di una serata storicamente difficile per la rete.
Quanto conta oggi la viralità social di Striscia?
Conta molto in chiave di brand e visibilità tra i più giovani. Clip da milioni di views con Valerio Staffelli e Enzo Iacchetti rafforzano l’impatto digitale, ma non sostituiscono la necessità di buoni numeri in tv lineare per sostenere i costi del prime time.
La nuova formula con band e sei Veline funziona?
La combinazione varietà-inchiesta è ancora in fase di rodaggio. Alcuni segmenti leggeri e musicali hanno buona resa social, ma l’equilibrio con i servizi più duri non è ancora percepito come stabile da tutta la platea televisiva.
È possibile un ritorno alla fascia di access?
Al momento non risulta una decisione imminente. Mediaset tende a completare il ciclo sperimentale prima di rivedere il collocamento, valutando ascolti, andamento pubblicitario e coerenza col resto del palinsesto serale.
Qual è la fonte delle dichiarazioni di Ricci e Iacchetti?
Le dichiarazioni di Antonio Ricci provengono da interviste rilasciate a La Verità e a Sette, mentre le parole di Enzo Iacchetti sugli ascolti derivano da un’intervista a La Stampa, tutte rielaborate criticamente in questo approfondimento.




