Stellantis Filosa rilancia il gruppo con strategia ibrida post Tavares

Nuovo corso Stellantis: la sfida di Antonio Filosa tra utili e occupazione
Il 21 maggio 2026, ad Auburn Hills in Michigan, l’amministratore delegato Antonio Filosa presenterà al mercato il nuovo piano strategico di Stellantis, chiamato a rilanciare un gruppo reduce da ricavi 2025 in calo del 2 per cento.
Filosa, subentrato nell’estate 2025 a Carlos Tavares, punta a riallineare l’azienda alla domanda reale, rivedendo la strategia sull’elettrico e riaprendo il dossier motori ibridi e termici avanzati.
Il cuore del dossier riguarda la tenuta industriale in Italia, dove la produzione 2025 è scesa del 20 per cento, e la competitività negli Stati Uniti, unico grande mercato in cui Stellantis nel 2025 ha perso quote.
In sintesi:
- Filosa presenterà il nuovo piano Stellantis all’Investor Day di Auburn Hills il 21 maggio 2026.
- Strategia rivista: elettrico guidato dalla domanda, ritorno forte di ibrido e motori termici evoluti.
- Produzione italiana in calo del 20 per cento, Mirafiori unico stabilimento in crescita.
- Contratto Filosa fino a 23 milioni di dollari annui con incentivi legati ai risultati.
La discontinuità con la gestione Tavares è esplicita: Filosa parla di *“lezioni da apprendere e applicare”* e di necessità di *“voltare pagina”*, riportando al centro il cliente e il radicamento locale delle decisioni industriali.
La revisione della transizione energetica – costata oneri per 25,4 miliardi di euro – nasce dal riconoscimento di una *“sovrastima del ritmo della transizione”* rispetto alle reali possibilità economiche e preferenze degli acquirenti.
In questo quadro, la capacità di riconquistare margini negli USA e di difendere basi produttive e occupazione in Europa, a partire dall’Italia, sarà il vero banco di prova di governance, credibilità finanziaria e responsabilità sociale del nuovo corso.
Strategia industriale, produzione in Italia e svolta sull’elettrico
In un’intervista a Quattroruote del 5 febbraio, Filosa ha delineato i cardini della sua ricetta: mettere il cliente al centro e “regionalizzare” la catena decisionale, affidando a italiani, francesi e statunitensi la gestione diretta dei rispettivi mercati.
Sindacati, concessionari e fornitori vengono esplicitamente inclusi nel perimetro del dialogo, con una logica bottom-up che mira ad evitare strategie calate dall’alto e sganciate dalla domanda effettiva.
Sul fronte prodotto, l’elettrico resta in gamma ma con un ritmo “dettato dalla domanda e non per imposizione”, mentre si rafforzano ibrido e termico avanzato, a partire dal ritorno del motore Hemi V8 negli USA, da un nuovo pickup compatto e dalla 500 ibrida a Mirafiori.
Il 2026 si apre con un +9,1 per cento di nuove immatricolazioni in Europa a gennaio, ma la produzione italiana 2025 è scesa del 20 per cento a meno di 380mila unità, come evidenziato dal segretario Fim Cisl Ferdinando Uliano.
Solo Mirafiori cresce (+16 per cento), mentre Atessa e Melfi arretrano rispettivamente del 13,5 e del 47,2 per cento; a contenere il crollo hanno contribuito le nuove produzioni avviate proprio negli ultimi trimestri.
Per il 2026 sono attese 500 ibrida, DS8, Nuova Jeep Compass, oltre a DS7 e Lancia Gamma, chiamate a sostituire volumi di Renegade e 500X uscite di scena nel 2025.
Il piano industriale presentato fino a gennaio 2026 prevede: piattaforma Small con due nuovi compatti a Pomigliano dal 2028; nuova 500 elettrica a Mirafiori affiancata dalla 500 ibrida; versioni ibride sulle piattaforme per Melfi; nuova gamma Large per veicoli commerciali.
La sfida è trasformare questo portafoglio in volumi e margini, evitando che la normalizzazione dell’elettrico si traduca in un ulteriore ridimensionamento produttivo in Italia.
Molto dipenderà dal recepimento delle misure da parte delle reti commerciali e dalla capacità di Stellantis di presidiare i segmenti chiave con prezzi e tecnologie coerenti con il potere d’acquisto europeo.
Compensi dei vertici e implicazioni per governance e mercato
Negli Stati Uniti, nel 2025 Stellantis è l’unico grande costruttore in arretramento: 1,26 milioni di veicoli venduti, -3 per cento sul 2024, quota al 7,6 per cento e sesto posto tra i produttori.
Per gestire la transizione, il board ha siglato con Filosa un contratto di cinque anni, considerato strumento di stabilità di governance nel pieno dei cambiamenti strutturali dell’automotive globale.
Il pacchetto economico riflette l’aspettativa di un turnaround rapido: stipendio base di 1,8 milioni di dollari annui, più un incentivo annuale target compreso tra il 200 e il 400 per cento del fisso, legato a obiettivi finanziari e industriali.
Gli incentivi di lungo termine partono dal 500 per cento dello stipendio base nel 2025-2026, salgono al 600 per cento dal 2027 fino a un massimo del 780 per cento, assegnati in azioni.
Fino al 2028 è previsto anche un premio cash di 1,2 milioni di dollari l’anno condizionato alla permanenza in carica, per garantire una retribuzione stabile fino alla maturazione piena degli incentivi di lungo termine.
Secondo Reuters, ciò significa almeno 4 milioni di dollari l’anno nei primi due esercizi e fino a circa 23 milioni annui dal 2028, bonus inclusi, in linea con le prassi dei grandi gruppi automobilistici globali.
Il confronto con gli altri top manager chiarisce il posizionamento: nel 2024 il presidente John Elkann ha percepito 922mila euro di stipendio base, 721mila euro di fringe benefits e 1,1 milioni di incentivi di lungo termine contabili.
L’ex ad Carlos Tavares, dimessosi a dicembre 2024, ha incassato 35 milioni di euro tra 23,08 milioni di compensi 2024 e 12 milioni di buonuscita, dopo aver toccato 36,4 milioni totali nel 2023, anno record per i ricavi netti a 189,5 miliardi di euro.
Il tema della coerenza tra risultati, remunerazioni apicali e retribuzione media dei dipendenti, evidenziato nel Remuneration report 2024, resta centrale per la percezione pubblica di equità e responsabilità sociale del gruppo.
Prospettive future e possibili impatti su filiera e lavoratori
Il piano che Filosa presenterà all’Investor Day di Auburn Hills sarà giudicato non solo dai mercati ma anche da governi, sindacati e fornitori che dipendono dalla tenuta industriale di Stellantis in Europa e Nord America.
La regionalizzazione delle decisioni e la correzione di rotta sull’elettrico possono ridurre il rischio di investimenti scollegati dalla domanda, ma richiedono tempi rapidi di esecuzione per evitare vuoti di produzione.
Nel medio termine, la capacità di assicurare volumi stabili negli stabilimenti italiani e un posizionamento competitivo negli USA sarà decisiva per trasformare il pacchetto di incentivi miliardari ai vertici in valore tangibile per azionisti, lavoratori e territori.
FAQ
Quando verrà presentato il nuovo piano strategico di Stellantis?
Il nuovo piano strategico di Stellantis sarà presentato il 21 maggio 2026 durante l’Investor Day organizzato ad Auburn Hills, in Michigan, davanti alla comunità finanziaria internazionale.
Qual è il cambiamento principale voluto da Antonio Filosa?
Il cambiamento principale è la regionalizzazione delle decisioni e una strategia prodotto guidata dalla domanda reale, con forte rilancio di ibrido e motori termici avanzati accanto all’elettrico.
Come cambierà la produzione Stellantis in Italia entro il 2028?
La produzione italiana dovrebbe basarsi su 500 ibrida ed elettrica a Mirafiori, nuovi modelli a Melfi e Pomigliano, oltre a DS7, DS8, Lancia Gamma e una nuova gamma Large per veicoli commerciali.
Quanto potrà guadagnare Antonio Filosa a regime?
A regime, dal 2028, la remunerazione complessiva di Antonio Filosa potrà arrivare a circa 23 milioni di dollari l’anno, includendo stipendio base, incentivi annuali e piani di lungo termine in azioni.
Da quali fonti è stata ricavata e rielaborata questa analisi?
Questa analisi deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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