Stati Uniti, la sorveglianza capillare delle agenzie federali su milioni di cittadini sotto osservazione
Indice dei Contenuti:
Come il sistema di sorveglianza Usa è diventato infrastruttura di massa
Negli Stati Uniti un sistema creato per rintracciare immigrati irregolari e criminali sta evolvendo in una rete di sorveglianza di massa che riguarda oltre 300 milioni di persone. Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal, l’infrastruttura, alimentata da dati governativi e commerciali, consente alle agenzie federali di ottenere informazioni dettagliate anche su cittadini non indagati. Dal reinsediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, nel 2025, la spesa federale per tecnologie di tracciamento e riconoscimento ha raggiunto 425 milioni di dollari, +17% in un anno. Il sistema, usato in tutto il Paese dall’Immigration and Customs Enforcement (ICE) e dal Department of Homeland Security (DHS), solleva interrogativi sulla compatibilità con la Costituzione e sul rispetto del Primo Emendamento, come dimostra il caso dell’attivista del Maine Liz McLellan, ora in causa civile contro il governo.
In sintesi:
- La rete di sorveglianza Usa ora copre oltre 300 milioni di persone, inclusi cittadini non indagati.
- Dal 2025 la spesa federale per tecnologie di tracciamento ha toccato 425 milioni di dollari.
- Strumenti di Palantir, NEC, Clearview AI, Cellebrite e broker dati integrano informazioni governative e commerciali.
- Cause civili e casi come Liz McLellan e Marimar Martinez contestano violazioni dei diritti costituzionali.
Il cuore del sistema è un mosaico di circa 4.000 contratti con oltre 200 fornitori tecnologici. Strumenti nati per contrastare terrorismo, crimine organizzato e narcotraffico vengono ora usati per identificare o seguire chiunque tramite dati anagrafici, targhe o riconoscimento facciale. Nel Maine, l’attivista Liz McLellan sostiene di essere stata rintracciata tramite la targa della sua auto dopo avere fotografato agenti federali; uno di loro l’avrebbe avvertita dicendo: “This is a warning. We know you live right here”. McLellan ha citato in giudizio il DHS per violazione dei diritti garantiti dal Primo Emendamento. Il governo replica di agire nel rispetto delle leggi e per proteggere la sicurezza nazionale, ma l’espansione silenziosa di questi strumenti rende sempre più labile il confine tra prevenzione dei reati e controllo capillare della popolazione.
Come funziona la nuova infrastruttura digitale di controllo
La sorveglianza federale statunitense poggia su un ecosistema ibrido governativo–commerciale che integra dati biometrici, informazioni finanziarie, movimenti fisici e attività online.
L’applicazione Elite di Palantir Technologies, installata sugli smartphone degli agenti ICE, consente di localizzare una persona inserendo nome, data di nascita o targa, collegando indirizzi passati e presenti con numerose banche dati. In Oregon è stata utilizzata per fermare un furgone in un’operazione poi dichiarata incostituzionale da un giudice federale.
Accanto a Elite, l’app Mobile Fortify permette di puntare la fotocamera sul volto di un individuo e ottenere in pochi secondi identità, cittadinanza e legami familiari. La tecnologia combina database del DHS con algoritmi di riconoscimento facciale di NEC Corporation, i cui limiti d’uso sarebbero stati allentati su richiesta del governo americano.
Il DHS utilizza anche Clearview AI, che dichiara di avere oltre 70 miliardi di immagini raccolte dal web, rendendo possibile l’identificazione in contesti non criminali.
La rete di lettori automatici di targhe (Automatic License Plate Recognition, ALPR) di società come Flock Safety registra posizione, data e ora di ogni veicolo, rivendendo o condividendo i dati con le autorità. Nel 2025 la stessa rete è stata usata per ricostruire i movimenti di Marimar Martinez, 31 anni, uccisa da agenti federali che sostenevano di avere reagito a un’aggressione mai provata.
Per accedere ai contenuti degli smartphone vengono impiegati strumenti di Cellebrite, capaci di estrarre messaggi, foto cancellate e cronologia GPS, mentre il contratto con Paragon Solutions fornisce il software Graphite, in grado di infiltrare app cifrate come WhatsApp e Signal, indebolendo la protezione della crittografia end‑to‑end.
Un ulteriore livello riguarda il monitoraggio dei social media tramite società come Babel Street, che traducono automaticamente i contenuti e ne analizzano il sentiment.
Consulenti esterni producono dossier su soggetti considerati “minacce”, inclusi cittadini che criticano pubblicamente le forze dell’ordine. Parallelamente, il DHS acquista enormi volumi di informazioni personali da LexisNexis, Thomson Reuters e altri data broker, che aggregano dati da registri pubblici, utenze, banche, assicurazioni e piattaforme social.
Questo flusso di dati, essendo acquistato legalmente, consente spesso di aggirare il requisito del mandato giudiziario, spostando di fatto il controllo dal potere giudiziario al mercato dei dati.
Dall’era Snowden al rischio normalizzazione della sorveglianza
L’inchiesta del Wall Street Journal richiama direttamente il precedente di Edward Snowden, che nel 2013 rivelò i programmi Prism e Upstream della National Security Agency (NSA), centrati sull’intercettazione di metadati telefonici e traffico internet.
Oggi l’architettura descritta dal quotidiano statunitense rappresenta l’evoluzione interna di quella stessa infrastruttura: dalle operazioni di antiterrorismo globali si è passati alla gestione dell’immigrazione, fino all’estensione a cittadini americani senza precedenti penali né indizi specifici.
Il governo dispone non solo della capacità di raccogliere dati in quantità senza precedenti, ma anche di collegarli, analizzarli e renderli disponibili in tempo reale a migliaia di agenti operativi.
Il DHS ribadisce di muoversi entro i confini della legge e della Costituzione, invocando la tutela della sicurezza nazionale.
Tuttavia, le cause civili, le indagini interne e le testimonianze raccolte mostrano come i margini tra sicurezza, abuso di potere e violazione delle libertà civili siano sempre più sfumati. La logica emergenziale che aveva giustificato la sorveglianza dopo l’11 settembre sembra oggi trasformata in infrastruttura permanente, integrata nel funzionamento ordinario dello Stato.
Per privacy, democrazia e stato di diritto, la vera questione diventa se la società americana accetterà che strumenti nati per minacce eccezionali diventino il nuovo standard invisibile del vivere quotidiano.
FAQ
Quanto spende oggi il governo Usa per le tecnologie di sorveglianza?
Secondo l’inchiesta citata, nel 2025 la spesa federale ha raggiunto circa 425 milioni di dollari, con un incremento del 17% rispetto all’anno precedente.
Qual è il ruolo di Palantir nei sistemi di sorveglianza statunitensi?
Palantir fornisce applicazioni come Elite, che integrano molteplici banche dati e consentono a ICE e DHS di localizzare e profilare rapidamente individui sul territorio nazionale.
Perché l’uso dei data broker preoccupa giuristi e attivisti?
Perché l’acquisto di dati da broker come LexisNexis e Thomson Reuters consente alle agenzie di ottenere informazioni estremamente dettagliate senza dover chiedere un mandato giudiziario.
La sorveglianza descritta riguarda solo immigrati irregolari e sospetti criminali?
No, coinvolge anche cittadini americani non indagati: targhe, volti, movimenti e attività online vengono comunque registrati, correlati e resi consultabili agli agenti federali.
Da quali fonti è stata elaborata questa analisi giornalistica sulla sorveglianza Usa?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta di contenuti e dispacci provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.



