Lavoratori infortunati rientrano senza nuovo certificato medico: cosa cambia
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Nuove regole INAIL su infortuni e rientro al lavoro: cosa cambia davvero
Con la Circolare INAIL n. 17 del 29 aprile 2026, l’Istituto chiarisce come gestire in modo più semplice e digitale infortuni sul lavoro, malattie professionali e rientro in servizio. Le istruzioni, applicabili in tutta Italia, precisano chi deve fare cosa: il medico certifica e invia online, il lavoratore informa il datore, l’azienda dialoga con l’INAIL. Il nuovo quadro si inserisce nel sistema già delineato dal D.P.R. 1124/1965, dal D.Lgs. 81/2008 e dal D.Lgs. 151/2015, puntando su meno burocrazia e più certezza dei tempi. Obiettivo: garantire tutele economiche e sanitarie senza appesantire le procedure, soprattutto nella fase critica del rientro al lavoro.
In sintesi:
- Il certificato medico digitale diventa centrale per tutelare infortunati e aziende.
- A fine prognosi il rientro avviene senza nuovo certificato, salvo variazioni cliniche.
- Per rientrare prima della scadenza è obbligatoria una nuova certificazione medica.
- L’INAIL può chiudere d’ufficio l’inabilità entro 15 giorni dal termine.
Certificato digitale, fine prognosi e chiusura d’ufficio dell’infortunio
La circolare ribadisce che il medico o la struttura sanitaria che presta la prima assistenza deve trasmettere all’INAIL il certificato di infortunio solo in via telematica. Nel documento devono comparire diagnosi, prognosi, giorni di assenza, eventuali esiti permanenti. Su queste informazioni l’Istituto definisce la durata dell’inabilità temporanea e il diritto alle prestazioni economiche.
L’INAIL distingue tra primo certificato, certificato di prosecuzione, certificato finale e certificato di riammissione durante la temporanea. Si tratta di categorie organizzative che non incidono sul valore medico-legale del contenuto. Quando l’ultimo certificato pervenuto indica la fine della prognosi, l’indennità di temporanea cessa automaticamente ai sensi dell’art. 102 D.P.R. 1124/1965, senza bisogno di un ulteriore certificato “definitivo”, se non intervengono aggravamenti o nuovi atti medici.
Se dopo la scadenza non arrivano ulteriori certificazioni, l’INAIL può chiudere d’ufficio il periodo di inabilità entro quindici giorni, stabilizzando la posizione assicurativa e riducendo il rischio di pratiche sospese. Restano possibili accertamenti medico-legali, anche tramite strumenti di telemedicina, quando compatibili con la valutazione richiesta.
Rientro anticipato, malattia professionale e impatto sulle aziende
Quando il lavoratore chiede di rientrare prima della data fissata nella prognosi, la circolare impone una nuova certificazione medica che ridetermini la durata dell’inabilità e aggiorni il quadro clinico. Solo così l’INAIL può ricalcolare correttamente il periodo indennizzabile e verificare l’assenza di rischi per la salute e per la sicurezza sul luogo di lavoro.
La distinzione tra rientro “naturale” a fine prognosi e rientro anticipato è essenziale anche per il datore di lavoro, che deve valutare l’idoneità alla mansione nel rispetto del D.Lgs. 81/2008. Le stesse regole vengono estese, con gli adattamenti necessari, alle malattie professionali, rafforzando la coerenza del sistema assicurativo e spingendo verso una gestione completamente digitale, con tempi di definizione più certi.
Per aziende e consulenti del lavoro, la circolare rappresenta un riferimento operativo per programmare sostituzioni, rientri e costi da indennità, riducendo al minimo il contenzioso grazie a certificazioni puntuali e tracciabili.
FAQ
Quando termina l’indennità INAIL per inabilità temporanea
Termina automaticamente alla data di fine prognosi indicata nell’ultimo certificato valido pervenuto all’INAIL, salvo successive certificazioni di prosecuzione o aggravamento della lesione.
Serve un certificato definitivo per tornare al lavoro
No, a fine prognosi il rientro può avvenire senza un ulteriore certificato, purché non intervengano nuovi certificati o peggioramenti clinici documentati.
Cosa occorre per un rientro anticipato dopo un infortunio
Occorre sempre un nuovo certificato medico che modifichi la prognosi iniziale, ridetermini la durata dell’inabilità e consenta all’INAIL di aggiornare le proprie valutazioni.
Le nuove regole si applicano anche alle malattie professionali
Sì, le indicazioni INAIL valgono anche per le malattie professionali, con gli adattamenti necessari al diverso decorso clinico e ai tempi di insorgenza.
Da quali fonti sono state elaborate queste informazioni
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



