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il Social Business Forum 2014 in 14 punti. Milano,1 e 2 luglio

3 Luglio 2014

il bellissimo video di Dave Carroll

A Milano presso il Marriott Hotel l’uno e il due luglio si e’ svolta la settima edizione del Social Business Forum (la prima e’ stata nel 2008).
Il messaggio scelto da OpenKnowledge, la societa’ organizzatrice dell’evento e’ stata Be social, get value.
La capacita’ di socializzare, con l’aiuto della tecnologia (considerata un facilitatore) e’ un modo di essere.
Non lo sei ad esempio se arrivi con l’autista e non parli con i vicini di sedia, ci precisa al termine della prima giornata Franco Moscetti Ceo simpatico e illuminato  di Amplifon. Anche se forse bisognerebbe spiegarlo a Uber, altra presenza del #Sbf14, seppur nella sezione premium della conferenza, con la community manager Elena Lavezzi.
La sezione Free pare però più interessante, sarà per i concerti dal vivo o per Satisfaction dei Rolling Stones che scandisce l’inizio di ogni intervento, ma soprattutto per i relatori prevalentemente internazionali.
Colpiscono i molti concetti che in chiave diversa contraddistinguono ogni relazione.
1) La Personalizzazione della Massa filo rosso di diversi speech da quello di Esteban Kolsky e Ray Wang a quello di Mauro Lupi. Occorre cioe’ personalizzare il Brand e la comunicazione, permettendo la socializzazione tra umani e non tra marchi;
2) L’unica costante è il cambiamento. . Questo concetto vuole enfatizzare la necessità di evolversi sempre,per cogliere le opportunità che l’era dell’innovazione ci offre;
3) Non lasciare i social in mano a pochi o giovani stagisti. La materia e’ calda e ha bisogno di mani esperte. Dai vertici aziendali a tutti i dipendenti se coinvolti nel modo giusto;
4) la forza dei dipendenti nell’opera di socializzazione. Occorre coinvolgerli a tutti i livelli. Serve gente innamorata della propria azienda;
5) Il brand deve vendere promesse, sogni, felicità, entusiasmo. Pensiamo a Walt Disney e alla felicità perpetua;
6) Nessun Brand entro il 2020 può pensare di andare avanti se non ha almeno il 20% dei ricavi derivanti dal digitale. Se nn accade Significa che ha un modello di business arcaico;
7) La creatività ci spiega il simpaticissimo Professor Puccio dell’università di Buffalo e’ materia di laurea. Si puo’ imparare e deve essere parte integrante del Social Business
8) Attenzione al Servizio Clienti, basta un tweet ben fatto per distruugere un marchio e ne offre precisa dimostrazione il bravissimo cantante country canadese Dave Carroll che con un sapiente video ha fatto perdere 10 punti in borsa alla United Airlines che gli aveva distrutto la chitarra e neanche si era resa disponibile al risarcimento,se non dopo l’effetto dirompente del video su You Tube.
9) Raccontare delle Storie. L’importanza cioe’ dei contenuti. Bisogna combattere la Guerra dell’attenzione lo spiega splendidamente Mauro Lupi, sottolineando che viviamo nell’epoca dell’eccesso dell’informazione e solo le migliori catturano l’attenzione dell’utente ormai distratto;
10) si deve investire in artigiani digitali, persone creative, intelligenti,anticonformiste, veloci, sincere. Persone di talento che vanno cercate dentro e fuori l’azienda;
11) L‘importanza del Cloud e finalmente si spiega il perché. Tra le tante limitatissime necessità di aggiornamento, poca manutenzione, possibilita’ infinite, maggiori cicli di innovazione;
12) la trasformazione digitale e’ in atto e bisogna saper cogliere necessità e modi di cambiamento, che attraversano tutto dal design dell’organizzazione al reclutamento al modello di business;
13) Siamo tutti interconnessi. 5 miliardi di dispositivi mobili nel mondo e questa è già di per sé una grandissima sfida;
14) Multipersonalita del marketing. Bel concetto spiegato da Mauro Lupi. Il marketing deve avere piu’ anime, deve divertire, creare eventi,fare feste, farsi notare, catturare l’attenzione, saper usare la tecnologia, analizzare i Big data. Varie personalità appunto.

Per “costruire l’organizzazione del 21 secolo“, ha spiegato il cofondatore di Openkownoledge Emanuele Scotti nel suo intervento d’apertura. “Si tratta di una mutazione che deve smontare procedure e gerarchie, qualcosa di più complesso che una semplice proiezione delle tecnologie nei processi gestionali“.

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Infine qualche neo.
– Poche donne relatrici (come ho twittato Live e come ‘ stato gentilmente riportato in apertura della 2 giornata da Scotti)
– Poche invenzioni socializzanti nei break. Il box per il pranzo, bello e simpatico ma isolante:
– La mancanza di un legale (magari donna ;-)) che spiegasse le regole del business digitale. Perche’ ci sono..
IN ogni caso sicuramente un’esperienza da ripetere.

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Monica Gobbato

Presidente Presidente Associazione LawBoat · Speaker Gdpr day PhD, MBA, CPA, MD

Sono un Avv. specializzata in Privacy, AI e Digitale. Aiuto i Titolari a conformarsi alla normativa e faccio crescere i Dpo, anche attraverso l’associazione che presiedo. Privacy Academy.

Avvocato e Docente. Prof a contratto a Ca' Foscari e Università Pegaso Telematica.

Specializzata nella consulenza legale su Privacy e Sicurezza delle informazioni. Commissario d'esame per le certificazioni di Privacy Officer. Ha pubblicato con CEDAM, Utet, FAG, IPSOA.
Autore per testate on line e off line.

Areas of Expertise: GDPR Compliance, AI Act Regulation, Data Protection, Privacy by Design, Cybersecurity Law, Digital Law, Legal Tech Strategy, Risk Management, Corporate Governance, Formazione DPO, Privacy Impact Assessment (DPIA), Intelligenza Artificiale e Diritto.
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