Smartphone e radiazioni in aumento nei top di gamma, gli esperti spiegano come limitare l’esposizione
Smartphone e radiazioni: cosa cambia con 5G, Wi‑Fi 7 e top di gamma
Chi usa quotidianamente smartphone di fascia alta è oggi esposto a valori di SAR che, pur restando nei limiti legali, non diminuiscono.
Che cosa accade? Le antenne per 5G e Wi‑Fi 7 lavorano spesso al massimo della potenza consentita.
Dove succede? Ovunque la copertura sia instabile: in ascensore, in metro, in edifici schermati.
Quando? Ogni volta che il segnale è debole e il telefono “spinge” per restare connesso.
Perché è rilevante? Perché il corpo umano viene di fatto integrato nel sistema di rete come “antenna passiva”, con picchi di esposizione sottovalutati nel dibattito pubblico.
In sintesi:
- I valori SAR degli smartphone moderni non scendono, alcuni modelli sfiorano i limiti europei.
- Antenne 5G, Wi‑Fi 7 e sistemi MIMO aumentano la potenza trasmessa in condizioni di segnale debole.
- Pellicole spesse ostacolano i sensori di prossimità e impediscono la riduzione automatica della potenza.
- La distanza dal dispositivo e l’uso della modalità aereo restano le misure più efficaci.
I limiti SAR, il ruolo del corpo e l’effetto delle nuove reti
L’industria enfatizza schermi a 120Hz e scocche in titanio, ma nei manuali una nota passa quasi inosservata: i valori SAR non stanno calando.
I top di gamma integrano architetture multi‑antenna e sistemi MIMO per garantire connettività stabile con 5G e Wi‑Fi 7. In ambienti difficili, questi sistemi aumentano l’output radio per mantenere velocità e qualità di servizio, operando spesso vicino al tetto normativo di 2,0 W/kg per testa e tronco previsto in Europa. È un limite massimo legale, non una soglia di sicurezza “ottimale”.
Nel modello di rete attuale, il corpo umano viene trattato di fatto come componente del sistema radiativo: quando vediamo una sola tacca sul display, lo smartphone non si “arrende”, ma incrementa la potenza di trasmissione. È in quei momenti che l’assorbimento di radiazioni non ionizzanti da parte dei tessuti raggiunge i picchi più rilevanti, soprattutto a livello di testa e organi interni se il dispositivo è a contatto diretto.
Sensori di prossimità, buone pratiche e igiene digitale quotidiana
Un punto critico poco noto riguarda i sensori di prossimità a infrarossi, alloggiati vicino alla capsula auricolare. Questi componenti non solo spengono lo schermo quando avviciniamo il telefono al volto: indicano anche al software che il dispositivo è a contatto con la testa, attivando algoritmi di riduzione della potenza per limitare l’esposizione dei tessuti cerebrali.
Pellicole protettive troppo spesse, scure o sporche possono tuttavia falsare questa rilevazione, spingendo il sistema a considerare il telefono “lontano” e a trasmettere a piena potenza proprio contro la tempia.
Gli esperti escludono soluzioni miracolose: app “anti‑radiazioni” e adesivi schermanti spesso peggiorano la situazione, costringendo lo smartphone a emettere di più per superare l’ostacolo. La variabile decisiva resta la distanza: bastano dieci centimetri per ridurre drasticamente il SAR effettivo. Auricolari a filo e vivavoce trasformano l’esposizione da diretta a marginale.
FAQ
Che cosa significa SAR e quali sono i limiti in Europa?
Il SAR misura l’energia assorbita dai tessuti, espressa in W/kg. In Europa il limite massimo è 2,0 W/kg per testa e tronco, 4,0 W/kg per arti.
Gli smartphone 5G emettono più radiazioni dei modelli precedenti?
Sì, potenzialmente. Le architetture multi‑antenna e i sistemi MIMO possono lavorare più vicino ai limiti SAR, soprattutto con segnale debole e copertura incostante.
Le pellicole protettive possono aumentare l’esposizione alle radiazioni?
Sì, se sono spesse o non trasparenti ai sensori a infrarossi. Possono impedire al sensore di prossimità di ridurre la potenza quando il telefono è vicino alla testa.
Qual è il modo più efficace per ridurre il SAR quotidiano?
Il metodo più efficace è aumentare la distanza: usare auricolari a filo o vivavoce, evitare il contatto diretto prolungato con testa e organi interni.
Da quali fonti è stata ricavata l’analisi sulle radiazioni smartphone?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta delle informazioni rese disponibili da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI



