Sigaretta elettronica: l’allarme nascosto nel rapporto Osservasalute che svela abitudini sorprendenti degli italiani

2 Gennaio 2026

Dati principali e tendenze temporali

Rapporto Osservasalute 2025 segnala che nel 2023 l’impiego della sigaretta elettronica ha coinvolto il 4,8% degli italiani con almeno 14 anni, pari a circa 2,5 milioni di persone. La serie storica conferma un andamento di crescita costante: nel 2014, primo anno di rilevazione, gli utilizzatori erano circa 800 mila, con un incremento che si intensifica a partire dal 2017. La dinamica suggerisce una progressiva normalizzazione dell’e-cig nel comportamento di consumo, sostenuta da un’offerta commerciale più capillare e da una maggiore accessibilità del prodotto. Il dato nazionale del 2023 si colloca in linea con la media delle macroaree più dinamiche, delineando un fenomeno ormai strutturale e non episodico, che richiede monitoraggio continuativo e valutazione degli impatti su salute pubblica e abitudini tabagiche.

Differenze per genere ed età

Il profilo d’uso mostra scarti netti per genere. Tra gli over 14, gli uomini registrano una prevalenza del 5,4%, superiore a quella delle donne, pari al 4,2%. La forbice si amplia nelle età centrali: tra gli uomini di 25-44 anni l’utilizzo raggiunge il 9,5%, mentre tra i 45-64 anni tocca l’11%. Nelle donne le percentuali più alte si collocano nelle medesime classi d’età, con il 7,3% tra i 25-44 anni e il 9,1% tra i 45-64 anni. Al di sotto dei 24 anni e oltre i 65 anni l’uso risulta meno diffuso in entrambi i sessi, pur rimanendo presente.

Il quadro anagrafico evidenzia che l’e-cig è maggiormente radicata nelle fasce adulte, dove si combinano capacità di spesa, esposizione a contesti lavorativi e sociali più ampi e una maggiore familiarità con prodotti alternativi al fumo combusto. Nelle coorti più giovani l’adozione resta contenuta rispetto alle età centrali, ma la presenza è non trascurabile, mentre tra gli over 65 prevalgono comportamenti di consumo più conservativi.

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Per i prodotti a tabacco riscaldato, la quota complessiva di utilizzatori tra gli over 14 è del 3,3%, con una concentrazione nelle età più giovani: tra i 18-24enni la prevalenza arriva al 9,6%. In questa fascia si osserva un’inversione del divario di genere rispetto all’e-cig: le giovani donne si attestano all’11,8%, superando i giovani uomini al 7,4%. Questo scarto suggerisce una specificità di preferenze di prodotto e canali di adozione nelle nuove generazioni, distinta dalle dinamiche osservate nelle età adulte.

Variabilità territoriale e contesto urbano

L’analisi geografica mette in luce divari marcati tra regioni e aree urbane. Nel 2023 le prevalenze più alte di utilizzo della sigaretta elettronica si registrano in Abruzzo (6,2%), Molise (6,1%) e Lazio (5,9%), mentre i livelli più contenuti si osservano nella Provincia Autonoma di Bolzano (1,3%), in Valle d’Aosta (2,2%) e nella Provincia Autonoma di Trento (2,5%). Considerando le macroaree, il Centro Italia mostra la diffusione più ampia con una prevalenza del 5,3%, a fronte di Nord e Sud entrambi al 4,6%, in linea con la media nazionale del 4,8%. La distribuzione suggerisce un legame con densità abitativa, offerta commerciale e presenza di poli di servizi, fattori che favoriscono disponibilità e accesso ai dispositivi.

Il contesto urbano incide in modo significativo. Nei centri delle aree metropolitane l’uso raggiunge il 6,1% e nelle periferie metropolitane il 5,1%; nei comuni sotto i 2mila abitanti scende al 3,8%. Nei centri di dimensione intermedia le prevalenze oscillano tra il 4,3% e il 4,7%. Questa gradiente urbano-periferico-rurale è coerente con la maggiore concentrazione di punti vendita, eventi promozionali e reti sociali più estese nei grandi agglomerati, che accelerano la diffusione dei prodotti alternativi al fumo combusto.

Anche per i prodotti a tabacco riscaldato emerge una mappa territoriale differenziata: la prevalenza è più elevata nel Centro (4,5%) rispetto al Nord (3,6%) e a Sud e Isole (3,4%). Il baricentro urbano resta un moltiplicatore d’adozione, in particolare tra i giovani adulti, dove la rapidità di circolazione delle tendenze e la disponibilità di alternative al fumo tradizionale alimentano la crescita dei nuovi dispositivi.

FAQ

  • Quante persone usano la sigaretta elettronica in Italia nel 2023?
    Circa 2,5 milioni di individui, pari al 4,8% della popolazione di 14 anni e oltre.
  • In quali regioni l’e-cig è più diffusa?
    In Abruzzo (6,2%), Molise (6,1%) e Lazio (5,9%). Le quote più basse sono in P.A. Bolzano (1,3%), Valle d’Aosta (2,2%) e P.A. Trento (2,5%).
  • Quale macroarea registra la prevalenza più alta?
    Il Centro Italia con il 5,3%, mentre Nord e Sud si attestano al 4,6%.
  • Come incide la dimensione del comune sull’uso di e-cig?
    L’utilizzo è più elevato nei centri metropolitani (6,1%) e nelle periferie metropolitane (5,1%), scendendo al 3,8% nei comuni sotto i 2mila abitanti.
  • Qual è la diffusione dei prodotti a tabacco riscaldato per area geografica?
    Centro 4,5%, Nord 3,6%, Sud e Isole 3,4% tra gli over 14.
  • Le aree urbane favoriscono l’adozione di dispositivi alternativi al fumo?
    Sì, per maggiore densità di punti vendita, accessibilità e circolazione delle tendenze, soprattutto tra i giovani adulti.

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