Selvaggia Lucarelli contro Ferragni scontro acceso sul processo pagato cosa non torna davvero
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Spiegazione di lucarelli
Selvaggia Lucarelli interviene sul caso giudiziario che coinvolge Chiara Ferragni, chiarendo su Instagram la differenza tra proscioglimento e assoluzione e ricostruendo i passaggi tecnici del procedimento. La giornalista de Il Fatto Quotidiano, autrice de Il vaso di Pandoro, evidenzia che per contestare la truffa semplice erano necessarie le querele, inizialmente presentate.
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Secondo Lucarelli, il ritiro delle querele da parte del Codacons, in seguito a un accordo economico, ha reso improcedibile l’ipotesi di truffa. La pista della truffa aggravata, aggiunge, sarebbe caduta per assenza delle aggravanti richieste dalla legge, determinando il proscioglimento.
La giornalista sottolinea inoltre che l’influencer resta responsabile sotto il profilo amministrativo per pubblicità ingannevole, con un debito estinto attraverso il pagamento di circa 3 milioni di euro tra sanzioni e donazioni. Per Lucarelli, il punto è tecnico e non semantico: la decisione non equivale a una piena assoluzione penale nel merito, ma discende dall’impossibilità di procedere e dalla caduta delle aggravanti.
Replica dell’entourage di ferragni
L’entourage di Chiara Ferragni, tramite Image Building, rivendica che il proscioglimento equivale a una piena assoluzione, sottolineando l’assenza dei presupposti per procedere per truffa aggravata. La linea difensiva sostiene che l’indagine non avrebbe dovuto superare la fase iniziale: “Questo processo non si doveva fare”.
La posizione ufficiale chiarisce che l’improcedibilità non è un tecnicismo marginale, ma l’effetto della mancanza degli elementi richiesti dalla fattispecie penale contestata. Per l’area Ferragni, il venir meno delle aggravanti e l’assenza di querela per la truffa semplice confermano la correttezza del proscioglimento.
Il team ribadisce inoltre che gli adempimenti amministrativi, tra sanzioni e donazioni, non incidono sulla valutazione penale del caso. La comunicazione punta a blindare la narrazione: nessuna colpa penale, nessun dibattimento da celebrare, chiusura formale del capitolo giudiziario.
Reazioni sui social
Sui profili ufficiali, Chiara Ferragni ringrazia legali e community, parlando di un risultato atteso e di sostegno ricevuto in questi mesi. Il messaggio è breve, emotivo, calibrato per rafforzare la vicinanza con i follower e normalizzare l’esito in chiave positiva.
In parallelo, Selvaggia Lucarelli interviene con toni critici, invitando a distinguere tra prospettiva narrativa e quadro giuridico. Il commento “pensa ai follower”, accompagnato da un’emoji di dissenso, rimarca le perplessità sulle operazioni commerciali oggetto d’indagine e sulla comunicazione post-sentenza.
Nel flusso social emergono due linee: sostegno alla versione dell’entourage, che interpreta il proscioglimento come piena assoluzione; e una contro-narrazione che insiste sulla differenza tra improcedibilità penale e responsabilità amministrativa per pubblicità ingannevole. L’eco della vicenda resta alta, con contenuti virali e polarizzazione stabile tra fan e critici.
FAQ
- Qual è l’esito del procedimento penale? Proscioglimento per assenza dei presupposti per procedere.
- Che cosa contesta Selvaggia Lucarelli? La distinzione tra improcedibilità e assoluzione piena e la comunicazione successiva alla decisione.
- Qual è la posizione dell’entourage di Chiara Ferragni? Sostiene che il proscioglimento equivalga a piena assoluzione e che il processo non dovesse iniziare.
- Ci sono profili amministrativi? Sì, con sanzioni estinte tramite pagamenti e donazioni collegati alla pubblicità ingannevole.
- Come ha reagito Chiara Ferragni sui social? Con messaggi di ringraziamento a legali e follower.
- Qual è il clima sui social? Fortemente polarizzato tra sostenitori e critici, con ampia viralità dei contenuti.
- Qual è la fonte giornalistica citata nel dibattito? Riferimenti e commenti di Il Fatto Quotidiano tramite la giornalista Selvaggia Lucarelli.




